"Volontari nella notte". La solidarietà non ha prezzo

Venerdì, 16 Giugno 2017 00:00
  

Si può rinascere donando se stessi agli altri. Solidarietà e buon cuore, anche e soprattutto questo è il volto della nostra città. Distribuire del cibo ai senzatetto e spendere il proprio tempo per ascoltare le esigenze del prossimo, avendo come ricompensa il loro sorriso ed il loro sentirsi a casa. Su questo si basa l'attività portata avanti dai ragazzi di “Volontari nella Notte” nei pressi della stazione centrale di Napoli. Abbiamo incontrato Mark L. Samoy ed altri volontari che hanno risposto a tutte le nostre domande, dandoci informazioni e valide motivazioni affinché ognuno di noi possa impegnarsi concretamente in attività di volontariato.

Come è nato il progetto di "Volontari nella Notte"?
Volontari nella notte è nato tre anni fa (abbiamo da poco festeggiato il nostro compleanno!) da una idea di due giovani amici di Napoli che una sera hanno deciso di scendere in strada e distribuire ai senzatetto un po’ di cibo. Con il tempo, per loro e per altre persone che si sono volontariamente aggregate, quello del martedì sera è diventato un appuntamento fisso, tanto che poi abbiamo deciso di creare una pagina Facebook per pubblicizzare la nostra iniziativa e per dare la possibilità di aderire a chiunque ne avesse piacere.
In cosa consiste la vostra attività?
Ogni martedì sera intorno alle ore 20:00 ci incontriamo all’uscita della Metro 1 di Piazza Garibaldi, raccogliamo tutto ciò che ciascuno di noi porta e prepariamo delle monoporzioni con un panino-insalata, formaggio e pomodori, perché molti dei senza fissa dimora sono musulmani e non mangiano maiale-, una bottiglia d’acqua e una merendina. A seconda delle serate aggiungiamo a questo tutto ciò che riusciamo a raccogliere o che ci viene donato, sempre in monoporzioni, come frutta, dolci, o altro. Questo inverno abbiamo distribuito anche latte caldo, cioccolata e biscotti. Una volta preparato tutto ci spostiamo nei pressi dell’ingresso della stazione ferroviaria dove comincia la nostra distribuzione ai senza fissa dimora. A fine serata ci tratteniamo per terminare la nostra opera di volontariato provvedendo alla pulizia delle strade in cui ci muoviamo con scope e palette.
C’è molta partecipazione o notate che le persone sono restie ad iniziative del genere?
In questi anni tantissime persone si sono avvicinate alla nostra realtà, alcune sono rimaste e continuano ad essere presenti tutti i martedì, altre sono andate via per motivi vari. In generale possiamo dire che c’è un interesse notevole delle persone a fare volontariato, più o meno attivo. In molti ci scrivono e ci contattano attraverso i social per chiederci informazioni, per rendersi disponibili a collaborare e a partecipare ai nostri appuntamenti del martedì e c’è anche chi, impossibilitato ad essere presente, ci chiede come fare per consegnarci cibo o, ad esempio, vestiti. Capita anche che si uniscano a noi gruppi di altre associazioni di attivismo civico, gruppi parrocchiali o scout, per fare una esperienza di volontariato di strada.
Sul territorio sono presenti numerose associazioni attive oppure vi è una carenza di realtà simili alla vostra?
Ci sono diverse associazioni che si occupano di volontariato in maniera simile alla nostra. In varie zone di Napoli, da Piazza Garibaldi al Molo Beverello, durante la settimana sono numerosi i gruppi che si alternano, soprattutto di sera, durante tutta la settimana, per portare cibo ed altro ai senza fissa dimora. Ci sono poi diverse strutture, come le mensa per i poveri, che forniscono i pasti e danno la possibilità di fare le docce, o anche l’ex Opg, dove è presente anche un ambulatorio medico gratuito per chiunque ne avesse bisogno. Esiste da qualche tempo una rete di coordinamento dei gruppi di strada, i cui rappresentanti si organizzano e si confrontano sulle problematiche e sulle situazioni che vivono ogni giorno con i propri gruppi.
Come reagiscono le persone di fronte al vostro aiuto? Si è riuscito a creare un legame con loro?
I senzatetto a cui portiamo da mangiare (e non solo) sono sempre molto riconoscenti con noi, ci sorridono, ci ringraziamo e soprattutto capita che, di martedì in martedì, ci aspettino, perché sanno del nostro arrivo in stazione. Certo, accade che qualcuno, soprattutto tra quelli che non capiscono bene l’italiano, sia diffidente nei nostri confronti, ma sono casi isolati. In generale, tranne rarissime occasioni in cui c’è molta richiesta di cibo, si crea sempre un clima molto familiare che rende piacevole la nostra permanenza in strada. Con molti dei senzatetto ci fermiamo a chiacchierare, ci raccontano le loro storie, ci espongono i loro problemi, e noi cerchiamo di aiutarli per ciò che possiamo. Alle volte molti di loro hanno bisogno di essere solo ascoltati e capiti, più che di ricevere soltanto un piccolo pasto!
Napoli è una città che può puntare sulla partecipazione collettiva?
Napoli è una città dalle mille risorse ed i napoletani hanno un cuore davvero grande! Sono tantissimi i napoletani che, in diverse forme, propongono quotidianamente azioni di volontariato a favore delle classi più bisognose e disagiate e l’impegno dei singoli e delle associazioni in tal senso è davvero notevole. Tuttavia quello che possono fare i privati cittadini o i piccoli gruppi è sempre poco rispetto alle reali esigenze del territorio. Sarebbe necessario perciò canalizzare queste iniziative e veicolarle, attraverso i canali istituzionali, per creare una rete efficace di volontariato e solidarietà. Per fare questo ci sarebbe bisogno di mezzi, risorse e strutture.

Ci sono dei principi che caratterizzano la vostra associazione?

Anzitutto, ci teniamo a precisare che, per nostra precisa scelta, non siamo una associazione. Siamo un gruppo informale di volontariato, che nasce e si organizza ancora oggi attraverso i social network. Sono diversi i principi che caratterizzano la nostra azione di volontariato. In primis siamo un gruppo apolitico e apartitico. Non accettiamo ingerenza della politica nel nostro operare quotidiano a favore dei senzatetto. Allo stesso modo ci piace definirci laici ma non laicisti, quindi siamo aperti alla collaborazione di qualsiasi persona che voglia darsi da fare, a prescindere dalla bandiera di appartenenza o dal credo. Non ci sono capi o gerarchie nella nostra organizzazione, siamo tutti uguali, dal più “anziano” per appartenenza all’ultimo arrivato. E poi la regola forse più importante di tutte: siamo un gruppo anonimo. Non ci piace rivelare le nostre identità, il volontariato è fatto di azioni e non di nomi. Per questo non ci scattiamo foto in volto mentre siamo in strada, né tanto meno fotografiamo i senza fissa dimora, per una questione di rispetto e di privacy nei loro confronti.
Cosa significa per voi fare volontariato?
Fare volontariato è una scelta di impegno concreto e fattivo nei confronti di chi ne ha realmente bisogno. È per questo che noi scegliamo, ogni martedì e ogni volta che ci organizziamo, di “sporcarci le mani”, nel vero senso della parola, stando per strada, distribuendo cibo (poco o tanto che sia), ma soprattutto donando umanità e sorrisi alle persone che incontriamo e che ci chiedono da mangiare. Se così non fosse finiremmo con il rendere tutto un fatto meccanico, senza alcun tipo di trasporto personale, quasi un lavoro per ripulirci la coscienza. Riteniamo che sia forse più importante donare ascolto e parole di conforto che portare la monoporzione, il panino o qualsiasi altra cosa. Fare volontariato è anche vivere attivamente la propria città, con tutti i problemi e le difficoltà che incontriamo ogni giorno.

Vi sentite sorretti dalle istituzioni nel vostro quotidiano?
In ciò che facciamo le istituzioni sono praticamente assenti e se anche ogni tanto ci capita di notare in giro qualche volante dei carabinieri o qualche macchina dei vigili urbani, che camminano tra i rifiuti e tra gli accampamenti di fortuna dei senzatetto, ci sembrano totalmente disinteressati a ciò che accade intorno a loro. Siamo abituati a certe situazioni di povertà e di degrado, forse è questo il motivo per cui le istituzioni sono a dir poco latitanti. Sarebbe necessaria, soprattutto nella zona di Piazza Garibaldi, ma non solo, una maggiore presenza delle istituzioni per evitare che la zona, soprattutto dopo una certa ora, diventi un punto di ritrovo per la criminalità. Servirebbe anche a noi per sentirci più tutelati durante il nostro operato, ma soprattutto sarebbe una marcia in più per la nostra città.

Vota questo articolo
(2 Voti)
Giulia Compagnone

Nata a Napoli,frequenta la facoltà di giurisprudenza. Da sempre innamorata della sua meravigliosa città, nonostante i suoi difetti e le sue contraddizioni. Ogni giorno cerca di impegnarsi , di lottare per lei, attraverso azioni pratiche e attraverso la sua scrittura. Non finisce mai di stupirsi di quanto possa dare questa città, malgrado sia un vero e proprio paradiso abitato da diavoli.Ama la cultura e tutto ciò che è legato ad essa ,ha uno spiccato senso civico ed è appassionata di musica e di danza.

Le due sue citazioni preferite sono:" raccontare le cose come stanno vuol dire non subirle" di Roberto Saviano e " vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale,un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre" di Oriana Fallaci.

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.