Il Pan di Francesco Dimitri, tra la fiaba e la metafora sociale

Martedì, 08 Agosto 2017 00:00
  

Noi siamo i bambini perduti: questa è la notte in cui comincia la nostra festa. E voi, signori miei, non sarete mai più al sicuro”.

A sentir parlare di bambini sperduti, la mente vola inevitabilmente al celebre personaggio di fantasia ideato nel 1911 da J.M. Barrie, Peter Pan. Pan è infatti il titolo del romanzo di Francesco Dimitri, pubblicato con Marsilio Editori nel 2008, da cui è tratta la citazione appena riportata.

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Una storia di bambini sperduti e magia, di fate e violenza, di pirati e antichi dei. Sicuramente, non il classico Peter Pan. Dimitri utilizza l’espediente della storia di Barrie per ricamare una trama molto più fitta e complicata, in cui l’epocale lotta tra Capitan Uncino e Peter Pan, pirati e bambini sperduti, si colora di una metafora sociale: quell’interminabile conflitto tra forze conservatrici e spiriti libertini, tra oppressione e ribellione.

La Roma di Francesco Dimitri assorbe il fascino e la violenza della magia, muovendosi attorno ai protagonisti come un corpo vivo e dotato di un’anima, o meglio di spiriti.

Wendy, Gianni e Michele sono, ancora una volta, i prescelti per affiancare Peter nella sua missione, ma tutto è molto lontano dalla storia così come la conosciamo. Il fantasy di Dimitri è del genere che non rifugge da esplicite e fantasiose scene di sesso etero, omo, orgiastico e onanista. Una lettura sopra i diciotto e talvolta persino inappropriata.

L’autore utilizza il sesso, l’abuso di alcool e droghe come ornamenti di una vita libera dal giogo della società. Ma – e non per fare i bacchettoni! – talvolta sembra che calchi troppo la mano. La morbosità sessuale, del resto, è una delle più appetibili per il pubblico e Dimitri non è certo il primo a farne abuso (si pensi a Game of Thrones o a Cinquanta sfumature di grigio).

Al di là dell’eccesso di erotismo, Pan può essere considerato come un’interessante rilettura della storia di Barrie e di miti neopagani, il tutto unito ad uno sguardo attento ai movimenti della società contemporanea. Una lettura piacevole per gli amanti del fantasy, forse un po’ lunga e difficile da digerire per i poco allenati al genere. 

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