Io e Oriana - Intervista a Magdi Cristiano Allam (II^ parte)

Domenica, 10 Settembre 2017 00:00
  

Da 14 anni ormai vive sotto scorta, come affronta i rapporti familiari, amicali e lavorativi e come vive la sua quotidianità?

Molto serenamente. Intanto la mia famiglia non ha le mie stesse misure di sicurezza, sono solo io ad averne. Io parto dal convincimento che questa è casa nostra, che dentro casa nostra noi dobbiamo essere pienamente noi stessi. Non sono io a dover avere paura casomai sono quelli che mi minacciano che devono sentirla, perchè noi rappresentiamo la maggioranza, loro sono la minoranza. Non dobbiamo vivere con o sottometterci alla paura. Io sono preoccupato più che altro per il fatto che per esprimere in libertà delle idee, io debba essere cotretto ad avere la scorta, ecco questo è quello che mi rammarica, perchè significa che c’è qualcosa che non va nella società. In una società civile, in uno stato di dirittto uno deve potersi esprimere liberamente, senza ovviamente offendere nessuno, non bisogna diffamare le persone, però le idee possono essere criticate, le religioni possono essere criticate rispettando sempre la persona; poi posso aggiungere anche che essendo abbstanza avanti negli  anni, a me non pesa il fatto, che ne so, di poter andare in giro fare shopping o andare al cinema o al teatro, per me la libertà ormai è una dimensione interiore, dell’ animo. Io mi sento libero se posso scrivere liberamente, se posso tenere degli incontri con delle persone che scelgono di ascoltarmi. Ecco questa è per me la libertà.

E’ preoccupato del clima di rifiuto e razzismo che sta sempre più prendendo piede non solo in Italia ma in tutta Europa?

Io non credo affatto che gli italiani siano razzisti, casomai l’errore che commettono gli italiani è quello di accettare delle situazioni a discapito della sostenibilità di queste azioni, perchè se ad esempio qualcuno dovesse bussare alla porta di casa tua  e chiedere di essere ospitato, di essere accolto, tu ti faresti due conti in tasca, ti chiederesti se te lo puoi permettere, ti chiederesti se hai una stanza in più dentro casa tua, se hai 200 euro in più da poter devolvere all’ospite e poi ti chiederesti se questa persona è disposta a rispettare delle regole che sono alla base della civile convivenza perchè diversamente la convivenza diventerebbe impossibile. Ebbene, gli italiani questi conti non li fanno, cioè accolgono centinaia di migliaia di persone nonostante il fatto che l’Italia non se lo possa permettere, perchè ci sono milioni di italiani poveri e così anche il governo italiano non chiede a queste persone di rispettare le nostre leggi o le nostre regole, di condividere i nostri valori ed è questo il problema che poi rischia in prospettiva di far esplodere il razzismo, non perchè gli italiani siano razzisti ma perchè si consente ad altri di fare ciò che non è consentito agli italiani stessi questo è il vero problema, ma gli italiani storicamente e ad oggi sono fin troppo generosi.

Qual è il messaggio da rivolgere ai giovani di quest’ epoca, giovani che vivono in un costante atteggiamento di rassegnazione e inerzia invece di sperare in un futuro?

Hai ragione, hai ragione è così. Allora, io voglio innanzitutto fare una critica ai genitori che hanno cresciuto i figli dando loro solo diritti e libertà senza dare loro la cultura dei doveri, delle regole della responsabilià e del sacrificio che sono fondamentali per essere forti dentro, quindi i giovani di oggi sono cresciuti fragili dentro, sono svantaggiati rispetto ad altri giovani che provenendo da aree del mondo dove c’è poco o niente, sono disposti a tutto pur di conquistarsi un posto alla luce del sole. I giovani italiani ad esempio non sono disposti a fare dei lavori manuali, non sono disposti a fare un lavoro dove c’è sacrificio perchè comunque hanno sempre avuto di tutto e di più e il risultato è che finiscono per non apprezzare nulla. Ecco, io dico ai giovani, ai miei figli -sono anche nonno- che bisogna rimboccarsi le maniche per salvaguardare il nostro inalienabile diritto ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, affinchè non venga mai meno il nostro diritto alla vita, alla dignità e alla libertà, e quindi mi auguro che i giovani oggi, possano essere messi nella condizione di condividere un processo di riscatto della nostra sovranità e di salvaguardia della nostra civilità.

Esiste qualcosa da fare, uno stratagemma per bloccare questa avanzata di odio-non si parla solo più di terrorismo-nel resto del mondo?

Noi dobbiamo comprendere qual la causa e qual è l’effetto, e per risolvere l’effetto noi dobbiamo risolvere la causa; cioè se l’odio è la conseguenza del terrorismo, ciò che va risolto è il terrorismo. Dobbiamo comprendere che oggi c’è una guerra che si scatena attraverso il terrorismo, con la modalità del terrorismo e dobbiamo capire che questa guerra è particolarmente insidiosa perchè si svolge dentro casa nostra e chi perpetra queste atrocità sono cittadini europei e l’Europa è diventata tra virgolette una fabbrica del terrorismo islamico. Noi dobbiamo scardinare le cause che generano questo processo affinché non ci sia poi la conseguenza dell’odio di questa realtà e di ciò che la genera, cioè l’Islam, proprio perchè dobbiamo salvaguardare una civiltà che si fonda sulla pari dignità e sul rispetto delle persone. Dobbiamo prevenire l’eventualità che ci possa essere un odio nei confronti dei musulmani come persone, quella sarebbe una catastrofe. Dobbiamo garantire che tutte le persone possano essere rispettate, ma al tempo stesso noi dobbiamo avere l’onestaà intellettuale, il coraggio umano di guardare in faccia la realtà dell’Islam e di comprendere che quelli che si fanno esplodere, quelli che sgozzano decapitano, sono sicuramente persone che hanno subito un lavaggio del cervello, sono persone che sono state modificate mentalmente e affettivamente. Nel momento in cui perpetrano le loro atrocità non sono persone sane, sono persone che hanno subito un trauma. Questo trauma avviene perchè c’è un’ ideologia che lo ispira che è incompatibile con la nostra civiltà, non possiamo continuare a far si che ci siano delle prediche dove si legittima l’odio nei confronti del prossimo. L’odio vero sta in quelli o in ciò che trasforma le persone, che le rende dei robot della morte.

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