“L’inganno”, il nuovo film di Sofia Coppola premiato a Cannes 2017

Lunedì, 25 Settembre 2017 11:09
  

Sfumature di colori pastello su abiti taffetà.
Fruscii, scalpiccii, respiri e niente musica.
Ecco i primi elementi distintivi del nuovo film di Sofia Coppola, L’inganno, con cui a Cannes 2017 si aggiudica il suo primo Prix de la mise en scène (il premio alla migliore regia).

 

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L’inganno vanta un ottimo cast, spaziando tra l’imperturbabile flemma di Nicole Kidman, il fascino beffardo di Colin Farrell e le delicate movenze di Kirsten Dunst.

Sofia Coppola sa giocare perfettamente con la fotografia, l’uso dei colori e dei suoni. Sa come accattivare lo spettatore, curando con un gusto raffinatissimo i costumi e gli arredi. L’inganno trae la sua storia dal romanzo A Peinted Devil (1966) di Thomas P. Cullinan, a cui la regista regala una trasposizione cinematografica intensa e carica di pathos, in equilibrio su una tensione sottile e pronta ad esplodere.

Durante la Guerra di Secessione americana Martha Farsworth (Kidman) gestisce un collegio femminile in Virginia per badare alle poche, cinque, ragazze che non hanno una famiglia da cui tornare. Ad assisterla in questa missione, è un’insegnante cupa e malinconica Edwina Morrow (Dunst). L’arrivo di un soldato ferito (Farrell), il ventre blu, lo yankee – come amano chiamarlo le ragazze - scompone la routine del collegio messo su da Madame Farsworth e sottopone le sette donne ad un duro ricatto morale: prendersi cura di un uomo ferito o denunciarlo ai confederati? La pietà vince, infine, sul patriottismo e lo yankee viene curato e rimesso in forze, ospite – o forse prigioniero – nella sala musica.

L’arrivo di una presenza maschile non può che alterare gli equilibri del collegio. Nessuna delle sette donne può dirsi immune al fascino del soldato, e il ventre blu – che, secondo ciò che si narra in giro, potrebbe essere un violentatore di sudiste – finisce per credersi in un harem in cui donne sole e spinte da una curiosità maliziosa competono per ottenere la sua attenzione. Si parla di “inganno”, ma durante il film viene da chiedersi continuamente: chi inganna e chi è ingannato?

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