Scuola: se non combaciano le tessere del puzzle…è il caos!

Lunedì, 23 Ottobre 2017 00:00
  

Le varie riforme scolastiche che ci sono state negli ultimi decenni hanno formato generazioni di ragazzi sempre più ignoranti. Buona parte di loro non legge, non scrive, non conosce i congiuntivi e da qualcuno sono soprannominati analfabeti funzionali.

Vi ricordate quando si proposero le tre I per la scuola? Informatica, Inglese e Impresa. Senza andare troppo nel merito, ai ragazzi (ancora oggi) non vengono date buone basi di informatica, così chi vuole addentrarsi in questo mondo non può fare altro che pagarsi a sue spese un corso privato. L'insegnamento dell'inglese è rimasto ammuffito, si insiste molto su grammatica e pronuncia e non sull'uso pratico della lingua. Il mondo dell'impresa a scuola è rimasto un pianeta sconosciuto: concepito come insegamento per creare un lavoro autonomo si è trasformato nell'ultima riforma in lavoro dipendente e non retribuito. 

Nel 2015, con la Buona Scuola, è stato introdotto un percorso obbigatorio, chiamato “alternanza” scuola-lavoro, da svolgersi negli ultimi 3 anni di studio, presso aziende, enti locali, musei e quant' altro per introdurre gli studenti al mondo del lavoro.

Nonostante le buone intenzioni del legislatore, l'offerta formativa atta ad assicurare ai giovani le competenze necessarie e spendibili nel mercato del lavoro non ha avuto, nella maggior parte dei casi, l'esito sperato.

Infatti gli studenti sono scesi in piazza per protestare contro un programma che, per loro, non costitusce una qualificata esperienza di formazione che per di più sottrae ore di studio alle materie principali di ogni indirizzo formativo. Chi per esempio è costretto a raggiungere siti lontani, come gli scavi di Pompei, consumerà l'intera giornata per un qualcosa di interessante, ma che può diventare pesante perché obbligatorio.

Gli studenti hanno contestato sopratutto gli accordi stretti dal Miur con marchi internazionali come McDonald's e Zara, che avrebbero ridotto il tirocinio a sfruttamento lavorativo non retribuito e denunciano in altri luoghi di aver svolto mansioni superflue e dequalificate, slegate dal proprio profilo di studi o non utlizzabili per un futuro lavorativo.

Infatti, come riportato dal Corriere della SeraCorriere della Sera, è successo che molti ragazzi siano stati “parcheggiati” in una stanza per una settimana o siano stati messi a cucinare patate fritte o a servire ai tavoli di un fast food. In molti licei sono stati “improvvisati” percorsi senza una logica, come è successo agli studenti del Liceo Scientifico “Newton” di Roma che hanno lavorato in un call center.

Gli studenti chiedono uno “Statuto degli studenti e delle studentesse impegnati nell'alternanza scuola-lavoro” poiché si sentono umiliati e schiavizzati. Non possiamo non unirci alla loro voce.

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