In Giappone centomila persone all’anno scompaiono nel nulla

Martedì, 31 Ottobre 2017 00:00
  

In Giappone, ogni anno, oltre centomila persone scompaiono letteralmente nel nulla.

Si chiamano Johatsu, o “gli evaporati”, e si tratta di tutti quei cittadini che hanno deciso di ricominciare daccapo, facendo semplicemente tabula rasa. Un debito insormontabile, un matrimonio a pezzi, un licenziamento, un odioso lavoro; ecco alcuni dei motivi che spingono queste persone ad abbandonare famiglia e amici, con una fuga in pieno stile Il Fu Mattia Pascal.

                                           

A raccontarci le loro storie, i francesi Léna Mauger e Stéphane Remael, autrice lei e fotografo lui, nella loro opera “The Vanished: The ‘Evaporated People’ of Japan in Stories and Photographs (Gli evaporati del Giappone attraverso storie e fotografie)”.

La sparizione di queste persone non è puramente fisica. Si tratta di una cancellazione amministrativa, particolarmente semplice in Giappone grazie alla rigorosa normativa sulla privacy. Simile al Programma Protezione Testimoni degli Stati Uniti, il Paese del sol levante permette ai suoi cittadini di cambiare dal nulla il proprio nome, il proprio indirizzo, i propri dati personali e professionali.

La tendenza appare molto coerente alla cultura tipicamente giapponese del duro lavoro e del “salvare la faccia”. Pare che l’incapacità di resistere alle ottanta ore di straordinario mensili, che coinvolgono il 20% dei lavoratori ogni diecimila, sia il peggiore degli imbarazzi.

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