Cartesio e la raccolta del cartone (gratis) che non c’è più. La Cooperativa che si occupava della raccolta è stata fatta fuori dal Comune. Con qualche dubbio.

Lunedì, 06 Novembre 2017 00:00
  

Dario Falzetta è il presidente della Cooperativa Sociale Cartesio, una solida realtà nata dietro suggerimento di COMIECO nel 2013, specializzata nella raccolta del cartone all’interno del Rione Sanità insieme all’associazione AMBIENTE SOLIDALE. Falzetta, dopo un periodo iniziale molto felice, ad oggi si trova solo e senza aiuti e ancora non ha compreso bene a che gioco sta giocando il Comune. Infatti, dopo tanti elogi e tante vittorie, il Comune decise nel 2014 di far partecipare Cartesio al bando per la raccolta del cartone, dandogli tante speranze, ma affidando alla fine il bando a una ATI formata da tre aziende: New Ecology, l’azienda che fornisce le camionette ad ASIA, GPN Srl Servizi Ecologici Ambientali la quale era, e resta tuttora indagata, ed una terza azienda che, a quanto pare, non ha scheletri nell’armadio.

Qual è stata la causa per cui non avete vinto il bando?

“Il Comune ha indetto un bando a ribasso e le nostre tasche non potevano permettersi di abbassare ancora il prezzo durante l’asta. Ma è stato folle tutto ciò: più abbassi i prezzi e più si lavora male. L’azienda che oggi si occupa della raccolta del cartone va in giro con un dipendente a camionetta e ogni mese che passa il personale si licenzia per le condizioni in cui lavorano.”

Qual è la differenza tra voi e l’ATI che ha vinto il bando?

“Noi siamo persone del quartiere, non esterni e qui tutti quanti si fidavano di noi e ci conoscono. Conosciamo il territorio e avevamo un personale formato da 5 lavoratori (ad oggi disoccupati) con contratto part time e con una camionetta in fitto raccoglievamo 2,3 tonnellate di cartone al giorno. ASIA non ha mai superato i 900 kg.”

Qualche rimpianto?

Tanti. Nel 2013 offrivamo un servizio serio, pulito e ottimale per la riqualificazione del quartiere. Oggi vedo tanti abusivi che ritirano il cartone e continuando così non si fa altro che tornare indietro. Avevamo il sogno di fare la raccolta del cartone “casa-casa” ma fino al prossimo bando abbiamo le mani legate. Sempre se riusciremo a sopravvivere, visto che più si va avanti con i tempi e più è vicina la nostra chiusura.”

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