Intervista al poeta di strada più famoso d’Italia

Martedì, 14 Novembre 2017 00:00
  

Il suo nome è Silvestro Sentiero, ha 57 anni e fa il poeta di strada da trent’anni. La prima volta fu a Capri nel 1990, al centro della famosa piazzetta: si circondò di pannocchie sgranocchiate e iniziò a scrivere e recitare poesie attraendo tantissima gente che si avvicinò incuriosita. Ma in realtà la sua storia inizia ben prima, quando era ancora un bambino. Da piccolo era solito seguire suo padre sulla barca; il babbo era un pescatore e passava molto più tempo in mare che in casa. Silvestro era sempre stato attratto dall’orizzonte, quell’orizzonte così lontano e sconfinato che già allora lo faceva vagare con la mente. Tutto ciò gli ha permesso di diventare un visionario, un gentile animo sensibile che guarda il mondo pieno di meraviglia ancora oggi; è stesso lui che ammette che quando si trova con la penna in mano e un foglio di carta si sbalordisce da solo per l’energia che si centrifuga dentro di lui, ed è proprio in quel momento che diventa anche lui un pescatore, un pescatore di persone. Riesce a innamorarsi pienamente per un minuto della persona che ha di fronte e come per magia il mondo del suo interlocutore cambia per pochi attimi. Entra in sintonia piena con l’animo della persona che ha di fronte, la pienezza dell’amore lo comanda. E’ questa la vera arte. Infatti Silvestro ha iniziato a scrivere per dare semplicemente un po’ di gioia alle persone; prima ai parenti, poi agli amici e infine agli sconosciuti. Ma c’è bisogno di precisare che per lui nessuno è uno sconosciuto, infatti è alla società stessa che vanno i suoi ringraziamenti poiché la sua arte l’ha trasformata in un vero e proprio lavoro. Lui riesce a vivere proprio facendo il poeta. Non sopravvivere. Vivere. Ha cambiato più di tre macchine e adesso con la sua Station Wagon gira l’Italia (soprattutto nei mesi estivi) per farsi conoscere e donare tanta altra gioia. Ad oggi è possibile incontrarlo a Port’Alba nei weekend, durante la settimana scrive libri (l’ultimo si chiama “Chissà cosa canta il pesciolino”) ma dopo il periodo natalizio partirà ancora per un viaggio molto intimo e personale, per cercare altra ispirazione. E donare altra gioia.

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