Uno sguardo alla simbologia in "Gomorra"

Domenica, 19 Novembre 2017 00:00
  

Morte e nascita.

 

In questo ordine.

 

Come era finita la seconda stagione, così inizia la terza. Non si tratta di una bizzarra scelta stilistica, ma di un richiamo estremamente preciso: è dalla fine della vecchia famiglia e dell'ordine che essa rappresentava, che uno tutto nuovo, quello di Genny può emergere.

 

Gennarino, già.

 

Come "AC" Annachiara Giordano ha notato (trovate qui l'articolo), è lui il protagonista assoluto dei primi due episodi, e, da ragazzino bonaccione e un po' imbranato è diventato un vero boss. Se non fosse una serie straordinariamente corale, potremmo quasi dire di trovarci in presenza della versione (tele)filmica del bildungsroman del giovane camorrista.

 

Le due puntate trasmesse lo scorso venerdì, al di là degli importanti sviluppi in termini di trama (stu-pen-da la sequenza della morte del povero Malammore), hanno mostrato – specialmente la prima – una interessante simbologia. Prendiamo sempre Genny: subito dopo le immagini di morte e nascita lo vediamo entrare in ascensore, ma non sappiamo se sale, idealmente al vertice della famiglia criminale, oppure se scende verso la rovina.

 

Quello che è certo è che il percorso di Gennaro – è un caso che tante e tante volte lo abbiamo visto guidare in tangenziale/autostrada/asse mediano/strada random? – sarà al centro di questa stagione, se non anche della prossima/e. E nel solito, desolante scenario di capannoni industriali abbandonati e saracinesche abbassate, segni che qualunque economia al di fuori di quella del Sistema è destinata a fallire, e nella solita minuzia, quasi verista, di dettagli, tanto dal punto di vista delle ambientazioni che da quello dei modi di dire e di fare, c'è tempo per un ultimo, grande simbolo.

 

Più grande del mattatoio.

 

Si dice che il modo migliore per nascondere qualcosa è quello di metterla bene in vista: guardate la maglietta di Gennaro nelle ultime scene della puntata: una figura bifronte. Un richiamo alla duplicità del ragazzo? Sicuramente, come testimoniato anche dal secondo episodio, ma, osservando meglio si scorge la scritta REBIS, un simbolo alchemico di unità, un rimando alla Pietra Filosofale...

 

A cosa punta, davvero, Genny?

 

 

 

 

La foto proviene dal sito http://www.irpinianews.ithttp://www.irpinianews.it

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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