“QUELLA VOLTA CHE FECI IL “PACCO” ALLA CAMORRA”

Mercoledì, 22 Novembre 2017 00:00
  

35 anni, è da 20 che per vivere adotta la truffa del “pacco” ai passanti.                

Fabio (nome di fantasia) da quando quella volta che aveva 15 anni imitò il padre, che svolgeva la stessa attività, facendo il pacco delle sigarette coi chiodi dentro a un turista alla stazione, decise di non tornare più  indietro. Si descrive come un figlio d’arte infatti, anche se proprio il padre, non voleva assolutamente che anche lui intraprendesse questa strada. Fabio ha numerosi figli e si illumina quando parla di loro, il più grande è da poco diventato maggiorenne; per loro si augura che possano entrare nel mondo del lavoro più facilmente di lui. Loro lo sanno che il loro papà fa questo per dargli da mangiare (i più piccoli credono che Fabio aggiusta le scatole). L’ultima volta che Fabio ha lavorato è stato quando aveva vent’anni, fece per tre settimane il salumiere per comprarsi il motorino: oggi le cose infatti sono cambiate e fa parte del Progetto B.R.O.S., quindi verso marzo potrebbe finalmente iniziare un’onesta attività. Per 13 anni ha seguito anche Don Loffredo della Sanità, speranzoso di poter cominciare una nuova vita. Nel frattempo continua a lavorare nelle sue solite zone, tra il porto e la stazione, e con uno scatolo e un cellulare con i quali riesce a truffare tanta, tantissima gente. Dice che si conoscono tutti lì, ma nessuno “lavora” insieme. Anche gli agenti di polizia li conoscono, e tra chi abbassa la testa e chi fa finta di non guardare, nessuno viene toccato. Non sono interessati, li reputano reati minori, certo è che pretendono il rispetto e quindi, quando passano, via i “pacchi”. Alla stazione si vende di tutto, dalle droghe alle pistole, tutto chiaramente finto. Una turista di Lecco fu truffato 5 volte in una sola giornata. Una volta riuscì a vendere della cocaina, che era in realtà zucchero, nel Rione, una vendita da 20.000€, ma i guappi del posto lo vennero a sapere e pretesero la metà del bottino. Ma anche quando si fece consegnare 350 euro per un misto di pesce a Natale. Esistono veramente mille modi per fare dei “pacchi” e bisogna ammettere che la fantasia non manca: armi, prostitute, droghe, pesce durante il periodo natalizio, cellulari o sigarette, tutte promesse, tutto fuffa. Tutte parole che la gente ancora ascolta. 

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