"Bright": magia, razzismo e attualità

Venerdì, 29 Dicembre 2017 00:00
  

Quando si parla di magia, due sono le immagini che ci vengono subito in mente: quella di un ragazzino occhialuto e con una particolare cicatrice e quella di un anziano con barba lunga e cappello a punta.


La magia è una cosa delle favole, del medioevo, del passato comunque. Inserire la magia in un contesto contemporaneo è difficile. Come fare a relazionare gli infiniti poteri e i numerosi non-sense della magia con la costante necessità della contemporaneità di controllare e spiegare tutto? Qui sta la difficoltà. Bisognerebbe fare un atto di fede, crederci e basta.

 

Proviamo a crederci allora. E facciamolo guardando Bright, il film prodotto in casa Netflix e aggiunto al catalogo lo scorso 22 dicembre. La pellicola, che vanta tra i protagonisti Will Smith, Joel Edgerton e Noomi Rapace, si presenta come un fantasy rivisitato in chiave urban action/poliziesco. Si tratta della produzione Netflix più costosa di sempre, dato il budget di 90 milioni di dollari.


E il risultato è ... deludente. Nonostante il notevole – se non assillante – sforzo promozionale e il cast stellare, il film non conquista.

 

Tema di fondo è quello del classismo, messo in luce in una società costituita da uomini, elfi, orchi, centauri, fate e chi più ne ha più ne metta. Una società che dovrebbe rispecchiare, in modo distorto ma non troppo, la nostra. Tuttavia, più che criticare questo classismo che potremmo tranquillamente chiamare razzismo, viene solo mostrato: vi sono tante razze – e proprio di razze si parla – quante discriminazioni. Abbondano le violenze verbali e le battutine taglienti. Se l'intento era quello di far ridere, la missione è fallita. Viene semplicemente fuori il peggio che una società può dare, in un mondo degradato e carico di tensioni, dove intolleranza, tradimenti e complotti sono all'ordine del giorno.

 

L'unico personaggio positivo, il semi-orco Nick (Joel Edgerton), che è ligio al dovere, onesto, buono e sensibile, viene emarginato, discriminato e vessato da tutti, perfino dal suo collega, il poliziotto Daryl (Will Smith), che lo considera una sorta di sottoposto, una specie di bodyguard, e non un suo pari. Addirittura le fate vengono considerate come degli insetti da uccidere a colpi di scopa, nonostante la battuta precedente avesse rimarcato l'uguaglianza di tutte le razze.

 

La pellicola si può considerare come un fantasy politico distopico, poiché è in atto una sorta di ribellione contro il predominio/dittatura degli elfi ad opera di gruppi emarginati, orchi ma anche elfi rinnegati. Il tutto però condito da rare bacchette magiche, antiche profezie e collegamenti con una sorta di altra dimensione.


Il risultato non può che essere caotico e davvero difficile da apprezzare.Tuttavia, è stato annunciato un sequel per la fine del 2018.

 

De gustibus.

 

 

 

 

Link alla foto originale: http://www.fantascienza.com/imgbank/zoom/201712/32191-this.jpghttp://www.fantascienza.com/imgbank/zoom/201712/32191-this.jpg

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Annachiara Giordano

Studentessa di Lettere moderne e aspirante giornalista, sono appassionata di letteratura e viaggi, cinema e telefilm, insomma di tutto ciò che possa stimolare fantasia e immaginazione. 

Sito web: https://www.facebook.com/annachiara.giordano1?ref=tn_tnmn

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