Arte e follia, il binomio perfetto della mostra napoletana a cura di Sgarbi

Giovedì, 04 Gennaio 2018 15:03
  

Da Goya a Maradona recita lo slogan pubblicitario, ma l’allestimento del Museo della Follia a cura di Vittorio Sgarbi riserva molto più di un classico dell’arte preromantica e di un mito del folklore napoletano. C’è un impegno, una competenza, una cura dei dettagli e un gusto assolutamente innovativi. Istallazioni che stimolano tutti i sensi e che esplorano il carattere ambivalente della follia.

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C’è chi, nell’esteriorizzare il proprio squilibrio psichico, ha dato vita ad un’arte diversa, svincolata dalle forme classiche, capace di creare innovazione. E c’è chi, invece, incapace di declinare quello stesso slancio in una forma piacevole all’occhio, ha pagato le conseguenze della propria diversità. Di queste due opposte testimonianze si popola il museo eretto in onore di una delle più insidiose delle muse: la follia.

Goya, Maradona (ebbene sì, anche l’osannato Pibe de oro), ma anche Pietro Ghizzardi, la natura variopinta di Ligabue e i movimenti vorticosi nei ritratti urlanti di Francis Bacon. La mostra attraversa diverse espressioni artistiche che spaziano dal classico olio su tela alla fotografia, dal plasticismo al disegno. Ma ciò che ipnotizza lo spettatore è senza dubbio la capacità di creare una sorta di porta infernale, attraversata la quale, le pareti nere, i suoni, le immagini generano l’effetto di un lungo, irresistibile incubo.

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Dove? A Napoli, Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta. Quando? Dal 3 dicembre 2017 al 27 maggio 2018.

Una mostra originale, rivelatrice, intelligente. Insomma, imperdibile.

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