Intervista ai Dardari Brothers In evidenza

Giovedì, 07 Giugno 2018 12:20
I Fratelli Dardari I Fratelli Dardari
  

Il Retrogaming è un'argomento che affascina e di cui oggi se ne parla sulle riviste specializzate. Se vogliamo andare a ritoroso, per scoprire l'archeologia dell'informatica, dobbiamo rivolgerci a qualcuno che negli anni '80 e '90 ideava e programmava videogiochi. Chi meglio dei Dardari Brothers,  che hanno intrattenuto con i loro giochi milioni di ragazzi di tutto il mondo, può aiutarci in questa impresa?

 

Con loro non voglio rievocare un'epoca che sopravvive solo grazie agli emulatori, ma mostrare che quei Videogames datati hanno aperto la strada a quelli moderni.
In una piccola stanza, non per un mero interesse economico, tre fratelli, affascinati dalle potenzialià dell'informatica, con un po' di fantasia e un po' di ingegno, riuscirono a dar vita, inizialmente solo per prendere in giro i loro amici, a videogiochi che sono ancora nel cuore di milioni di X-Millennials.

Ma è tempo di lasciare la parola a loro:

 

genias collection 550

 

Mi sembra di vivere in un sogno, finalmente riesco a intervistare, seppure a distanza, i mitici fratelli Dardari. Benvenuti su Mygenerationweb.it. Con una serie di articoli, la redazione sta tentando di introdurre i più giovani lettori alla storia dell'informatica e in particolar modo a quello dei Videogames. Ci potete dire, innanzitutto, come avete iniziato la vostra carriera di programmatori e su quale piattaforme giravano i vostri?

Innanzitutto vi ringraziamo di averci contattato, è sempre un enorme piacere raccontare la nostra storia agli appassionati. La nostra passione è nata insieme ai primi computers. Ricordo ancora il nostro primo sistema che aveva un solo KB di memoria. Poi abbiamo avuto il mitico Apple II, dove mio fratello Davide era riuscito a creare un gioco a cui giocavamo solo noi, dove c'era una nave che affondava e un subacqueo che doveva salvarsi. Da lì in poi li abbiamo passati tutti, dal Vic20 al Commodore 16, all 64, al 128. Anche per il Commodore 64 avevamo creato un giochino stupido per prendere in giro il nostro vicino di casa che mangiava troppo, si chiamava "Paolo va in campagna". L'omino correva e saltava per catturare i prosciutti! Potete immaginare il divertimento.

Ovviamente passavamo anche i pomeriggi a smanettare con il Joystick Albatros 7, l'unico sopravvissuto. Eravamo giovanissimi, non c'era Google per reperire informazioni. Nel 1986 nostro babbo Gilberto (che aveva un negozio di TV ed elettrodomestici) ci comprò l'Amiga 1000 appena uscito. Abbiamo acquistato anche i manuali di programmazione direttamente dall'America e occupavamo gran parte del nostro tempo libero a realizzare i nostri giochi. Ci alternavamo al computer: Davide scriveva il codice, io e l'altro mio fratello Marco disegnavamo la grafica con il Deluxe Paint. Ci si riposava mangiando la piadina di nostra mamma Marisa.

 

Avete iniziato a programmare un po' per passione, un po' per gioco. Ci dite quando invece è diventato un lavoro?

Diciamo che alla fine degli anni '80 era tutto tranne che un lavoro. Andavamo tutti a scuola e si dedicava il tempo libero alle nostre invenzioni. Del primo gioco "Italy 90 Soccer" venne creata una demo e "gettata" nella mischia dell'università di Bologna,

dove studiava Davide. È stata l'occasione per conoscere Francesco Carlà, che al tempo scriveva per MC-Microcomputer e che aveva fondato la Simulmondo. Raggiungemmo un accordo e il gioco venne pubblicato e distribuito. Fu un grande successo. Nel mio paese venimmo contattati da giornalisti e finimmo su tutti i giornali.

 

Da li poi iniziò la storia di Simulmondo e successivamente quella di Genias insieme a Riccardo Arioti. Gli altri giochi arrivarono su commissione: "World Cup '90", "Over the net" e "Warm up". Il Beach Volley è stato senza dubbio quello di maggior successo, penso che ce l'avessero tutti (piratato ovviamente!). Ma anche gli altri credo abbiano avuto tutti un discreto successo.

 

Di recente ho scritto un'articolo su Geoff Crammond dicendo che all'inizio della sua carriera programmava in Basic e in Fortan. Voi quale linguaggio di programmazione usavate e che tipo di evoluzione avete riscontrato con quelli attuali?

Il codice era scritto principalmente in C, ma c'erano anche parti in Assembler che Davide realizzava per sfruttare al massimo le potenzialità dell'Amiga. Ora in confronto, programmare con i sistemi di sviluppo moderni è un gioco da ragazzi. Non c'è assolutamente paragone! Per fare un gioco con un pulsante ed uno "Sprite" che si muove con Amiga servivano tantissime conoscenze e "listati" lunghissimi. Con l'SDK di iOS ad esempio si fa con 10 righe di codice.

 

"World Cup '90", "Over the Net" e "Warm Up" sono i titoli che sono rimasti nel cuore degli appassionati. Chi aveva l'ispirazione nel progettarli? Lavoravate da soli o c'era un team a vostra disposizione?

Facevamo assolutamente tutto da soli, soprattutto per i 2 titoli del calcio. Poi si portava il gioco in Genias e loro ci indicavano eventuali modifiche, ma non ci aiutava nessuno. Le uniche cose che non gestivamo erano le sigle e la musica iniziale. Siamo stati contattati anche da altre software house, siamo andati in gran segreto in giro per l'Italia a sentire le altre offerte. Ma siamo rimasti fedeli a Genias, proprio perché ci ha sempre consentito di mantenere la nostra indipendenza: noi ideavamo i giochi e li realizzavamo entro una certa scadenza stabilita insieme a loro.

 

Il Commodore 64, lo Spectrum e l'Atari erano computer destinati agli utenti consumer, poi è arrivata l'Amiga che sembrava esser rivolta solo ai professionisti, ma voi sviluppatori metteste le mani anche lì! Che ricordi avete delle vecchie case di produzioni, come la Simulmondo o la Genias? Era difficile per quelle piccole aziende italiane affermarsi poi in tutto il mondo?

Assolutamente difficilissimo! La pirateria era del 99%, soprattutto in Italia. Penso che aver venduto così tante copie originali dei nostri giochi fu il vero successo, qualcosa di cui andiamo veramente fieri! Affermarsi in tutto il mondo era ancora più difficile, il mondo informatico non era quello di oggi, ma qualcosa sono riusciti a fare anche se non grandi numeri.

 

italy 90 soccer 02

 

Parlare di retrogaming mi riporta ad un tempo lontano, quando per me i videogiochi avevano tutt'altro fascino. Trent'anni fa gli sviluppatori pensavano davvero ad intrattenere i ragazzi, mentre oggi le case di produzione puntano principalmente sulla grafica. Qual è il vostro parere?

30 anni fa non si poteva puntare sulla grafica, ma sul divertimento e l'idea. Non esisteva il Multiplayer Online, ma si giocava insieme con i Joystick fianco a fianco. Fra l'altro noi avevamo inventato l'interfaccia che consentiva di collegare 4 Joystick all'Amiga in modo da disputare mega partite tutti insieme.

 

I giochi di oggi sono molto coinvolgenti. É più difficile realizzarli rispetto a quelli del passato?

Dipende dal tipo di gioco. Se parliamo dei moderni PES o FIFA o dei giochi di guerra, si parla di progetti pazzeschi, realizzati da team di centinaia di persone. Però grazie all'iPhone e Android è stata data l'opportunità a piccoli programmatori di guadagnare spazio nel mercato e creare piccoli/grandi progetti interessantissimi e remunerativi.

 

Di cosa si occupa oggi la vostra azienda, la Dardari Multimedia?

Grazie a nostro babbo che nel 1968 fondò una delle primissime TV private italiane (Tele Rubicone), oltre all'informatica, abbiamo sempre avuto la passione per la TV. Dopo anni passati in emittenti locali, io (Francesco) e Marco abbiamo fondato Dardari Multimedia. Produciamo video, documentari, spot (se ne vedono anche su canali nazionali), ecc. Davide invece è docente e ricercatore presso l'Università di Bologna e Cesena, ha collaborato anche con l'Agenzia Spaziale Europea e numerosi altri progetti.

Navigando sullo Store della Apple ho visto che sono disponibili "Over the Net" e "Beach Volley Pro".

 

 

Dite la verità: volete conquistare le nuove generazioni come avete fatto con quelle vecchie?

Tutto è iniziato (ancora) per gioco. Con l'avvento dell'iPhone, facendo qualche prova con l'SDK, viste le richieste di qualche fan e l'opportunità che offre l'AppStore, niente supporti fisici, niente scatole e la possibilità di realizzare titolo anche senza avere team di 100 persone, mi sono attivato per realizzare "Over The Net" per iPhone, con l'aiuto iniziale di Davide visto che la parte dell'intelligenza del gioco scritta in C è ancora attualissima!

Nel 2010 è uscito il primo titolo. In questi anni poi ne ho fatte diverse versioni da solo, cambiando anche nome. "Beach Volley Pro" è il più diffuso. Ho fatto anche un Beach Tennis (che nelle nostre spiagge è uno sport diffusissimo) e ultimamente una versione tutta in 3D del Beach Volley compatibile sempre per iPhone e iPad, ma anche per l'Apple TV. E anche qui ci siamo tolti parecchie soddisfazioni visto che abbiamo superato i 3 milioni di downloads.

 

State preparando qualche videogioco nuovo?

Lo confesso... si, ho altro in cantiere ma... ci lavoro di notte e le energie non sono più quelle di una volta. Lo faccio ancora quasi a "tempo perso" e da solo. Ma entro l'anno qualcosa sicuramente uscirà. La voglia e la passione sono sempre al massimo!
Grazie di cuore e un saluto a tutti gli appassionati, vecchi e giovani!

over the net Amiga

 

Ringraziamo i Fratelli Dardari per questa splendida intervista e per averci fornito le foto inserite nell'articolo

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