Toni Cade Bambara: una scrittrice simbolo del nazionalismo nero degli anni ‘60

Venerdì, 15 Giugno 2018 00:00
  

«E io stavo un po’ male per mio padre come sto male per il lupo mannaro e il fantasma dell’Opera. I mostri, si sa, hanno bisogno della nostra pietà perché hanno un bisogno disperato di bellezza e amore.»

 

 

BIGSUR17 Bambara GorillaAmoreMio cover

 

I mostri, come le minoranze sociali, solleticano la curiosità degli scrittori. Toni Cade Bambara - al secolo Miltona Mirkin Cade – analizzò queste minoranze dall’interno: attivista sociale e insegnante afroamericana, iniziò la sua carriera da scrittrice facendosi portavoce delle realtà che viveva sulla propria stessa pelle. Negli anni ’70 pubblicò la sua prima raccolta di racconti, Gorilla, amore mio, edita in Italia da BigSur (2017).

 

La scrittura di Cade ha un carattere fortemente nero: le sue storie condensano la cultura afroamericana di Harlem degli anni sessanta in una prosa svelta e diretta. Le sue voci narranti, spesso donne in giovane età, hanno toni vivaci e sfrontati. Traducono il linguaggio della vita “da ghetto” in tutte le sue forme: dalla povertà alla delinquenza; dalla violenza domestica a quella da strada; dal desiderio di redenzione al tradizionalismo più radicato. Queste donne, un po’ streghe, dalla moralità ambigua e dalla parolaccia facile, che afferrano la vita con fermezza e che non si lasciano intimidire, sono la vera ossatura di questa raccolta.

 

I racconti di Toni Cade Bambara sono una finestra su una realtà americana quasi sconosciuta agli europei: leggendoli si percepisce la sottotrama violenta del nazionalismo nero e del movimento per i diritti civili che negli anni sessanta cambiarono il volto degli Stati Uniti. Una lotta di cui ancor oggi si curano le ferite e a cui è difficile restare indifferenti.

 

 

 

 

link immagini:

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