Ladies and Gentelmen...ecco a voi i Pennelli di Veermer

Sabato, 07 Luglio 2018 00:00
I pennelli di Veermer I pennelli di Veermer
  

I pennelli di Vermeer sono una band partenopea dell'area Vesuviana, composta da: Pasquale Sorrentino (voce, autore, compositore, chitarra acustica), Stefania Aprea (voce), Marco Sorrentino (batteria/backing vocals) , Giuseppe Dardano (chitarre) e da Michele Matto (basso elettrico), attiva nel panorama musicale da più di dieci anni. Il loro sound è un mix molto vario e molto originale che richiama le atmosfere grunge, rock, blues e la musica celtica: una miscellanea che da origine ad un genere musicale pieno di contaminazioni, ma originale.


Molti dei loro testi sono brillanti, ironici e a volte descrivono delle realtà inverosimili a volte prendono spunto dalla realtà.

 

MYGENERATION ha deciso di presentarli ai suoi lettori perché ci sembra che la loro musica si distacca dal solito pop italiano e se ne può avere una prova ascoltandoli su Spotify o su Deezer. Il gruppo sta infatti puntando tutto sul nuovo modo di distribuzione digitale, anche a costo di far storcere il naso agli audiofili, ma il mercato è il mercato e solo i consumatori possono convincere le etichette discografiche a tornare al supporto fisico, magari al vinile che in grado di diffondere la musica senza perdite di qualità.


Abbiamo avuto l'opportunità di interloquire direttamente con i membri del gruppo a cui abbiamo rivolto alcune domande:

 

- Vorremmo che vi presentaste ai lettori di MYGENERATION. Come vi siete conosciuti, insomma qual è la vostra storia?

La band nasce nel 2004, ma da allora la formazione è cambiata diverse volte. La prima è nata dopo un viaggio a Capo Nord, fatto dal sottoscritto insieme a Giovanni Santoro, bassista della band, fino al 2009. Fu lui a stimolarmi a mettere su un gruppo che suonasse i brani che gli avevo fatto ascoltare durante il viaggio. Tornammo a casa e formammo la band con altri tre: mio fratello Marco Sorrentino alla batteria e voci, tuttora nella band, Raffaele Polimeno alle tastiere, organi e moog e Pasquale Palomba alla chitarra elettrica, entrambi presenti in tutte le produzioni, anche se non fanno più parte del gruppo dal 2015).
Dalla prima formazione ne è passata acqua sotto i ponti, abbiamo collaborato con tantissimi artisti, alcuni dei quali hanno fatto parte del gruppo in un determinato periodo e che collaborano abitualmente con noi. Tra questi è Stefania Aprea, voce femminile della band ormai dal 2009.

 

- Vermeer poneva grande cura nella preparazione dei calchi ad olio e nella ricerca dei migliori pigmenti rintracciabili all'epoca. Anche voi fare una ricerca particolare per esprimere al meglio il vostro sound?

La nostra ricerca è fare canzoni che fermino un momento, un' idea, l'umore delle nostre generazioni. Non ci precludiamo niente e la nostra ricerca è dettata dalla curiosità di sperimentare e comunicare con la musica, con le parole.

 

- Ascoltando i vostri brani su Spotify mi sembra che il vostro stile segua diversi generi. Ci parlate del vostro background musicale?

 

Il nostro marchio di fabbrica è la contaminazione tra i generi. Come Vermeer mischiava i pigmenti, così noi mischiamo gli stili e negli anni siamo passati per diverse fasi: quella del progressive rock, quella del "teatro canzone", quella del rock più cantautorale.

 

 La distribuzione tramite app della musica aiuta le band emergenti a farsi conoscere?

Si ma sì è abbassato il livello qualitativo dell'audio. Ormai lavorare in analogico è anche costoso, pertanto si fa tutto col digitale, per ottenere formati audio compatibili con le app della musica che in un certo senso standardizzano i suoni e i tempi... Ma così vanno le cose e dobbiamo accettarle, altrimenti si rischia di essere obsoleti e vecchi prima del tempo.

 

- Il vostro ultimo album, Misantropi felici, nasce da una mancanza di fiducia verso il mondo o da un'arroganza culturale?

Nessuna delle due, in verità. Io e Stefania Aprea, voce femminile della band, con la quale condivido anche la vita privata, abbiamo avuto da poco un bimbo e questo ci ha portati, proprio nel periodo in cui era in cantiere il disco, ad un isolamento un po' forzato, un po' voluto, dettato sia dai tempi della vita genitoriale che dalla riscoperta del valore delle piccole cose, dei piccoli sguardi, delle carezze...Infatti ci sentivamo come due "misantropi felici" e questo ha ispirato tante canzoni, molte delle quali finite sul CD, prodotto dalla Soter Label è uscito nel novembre del 2017.

 

- Secondo voi è più difficile fare un Concept Album o fare un album con canzoni che non seguono un filo logico?

Se non sei ispirato naturalmente non ti riesce facile né l'uno né l'altro. Sono sicuramente due approcci molto diversi, con una loro logica interna in fase di stesura delle canzoni. Dopo due Concept Album abbiamo scelto la strada dell'album con brani che non avessero necessariamente un filo conduttore, se non nella volontà di evocare le atmosfere domestiche, il tran tran di tutti i giorni, i sentimenti scaturiti dall'esperienza della nostra genitorialità.

 

- Da quando apriste il concerto di Pino Daniele a piazza Plebiscito ne è passata acqua da sotto i ponti. Che ricordo avete di quella sera?

Davvero una bella esperienza, in compagnia di tanta gente e grandi musicisti, giornalisti, e addetti al settore.
Fu davvero un'impresa irrealizzabile stringere la mano a Pino Daniele... Ma in compenso riuscimmo a rubare qualche scatto e a scambiare due chiacchiere con altri grandissimi musicisti del calibro di James Senese e Tullio De Piscopo. Il concerto fu bello, la nostra esibizione fu accolta con il calore di un pubblico rispettoso e attento che ci mise davvero a nostro agio. E poi suonare in una piazza del Plebiscito gremita di gente è qualcosa che non dimentichi.

 

- Quali progetti vi aspettano dietro l'angolo?

L'uscita, ormai imminente, del videoclip di un altro brano del CD Misantropi felici e il videoclip di una canzone che fa parte del nostro repertorio live e che non abbiamo mai registrato... Ma preferiamo non svelare nulla in proposito, se non che l'uscita è prevista dopo le vacanze estive. Sarà un'ulteriore prova di sperimentazione a marchio Pennelli di Vermeer e siamo sicuri che apprezzerete.

 

 

 

 

 

 

 

foto presa dalla Pagina Ufficiale FB dei Pennelli di Veermer 

Vota questo articolo
(2 Voti)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.