La storia di Francesco Paolillo: Ponticelli decide di non dimenticare

Mercoledì, 11 Luglio 2018 15:51
  

Era il 28 ottobre 2005, Ponticelli.
Periferia est di Napoli, simbolo di degrado e di vite spezzate. Vite, proprio come quella di Francesco Paolillo. Francesco aveva 14 anni quando un pomeriggio, come tanti altri, andò a giocare con i suoi amici in un cantiere abbandonato in via Carlo Miranda. Trascorrevano il loro tempo, non avendo un vero parco giochi a disposizione, tra i cantieri pericolosi non recintati. La corsa per le scale, arrampicarsi dovunque, fare l'altalena usufruendo dei ferri abbandonati ,cose da bambini.

Qualcosa andò storto quel giorno, Francesco andò ad aiutare un suo amico in difficoltà, ma precipitò da un pilone in costruzione. Rimase steso al suolo per 30 minuti, all'arrivo dei soccorsi non ci fu nulla da fare. Una tragedia avvenuta per la mancanza di attenzione nei confronti di un'area da mettere in sicurezza, pericolosa, piena di rifiuti e di veri e propri crateri, lasciati da un cantiere che avrebbe dovuto invece fruttare oltre 300 alloggi.
L'area fu messa sotto sequestro, poiché furono intercettati dei camion che scaricavano rifiuti illegalmente facendo diventare la zona una vera e propria discarica a cielo aperto (amianto, ruderi edili, scheletri di auto bruciate, etc). Terreno che nel gennaio scorso è stato soggetto ad un incendio di vaste dimensioni, uno tra i tanti che flagellano costantemente questa zona.

La famiglia di Francesco, in particolare il fratello Alessandro, ha sollecitato le istituzioni affinché il luogo fosse messo in sicurezza, ma sono passati 13 anni e la situazione è sempre la stessa. L'unico raggio di sole è la riapertura del parco giochi, che da 8 anni versava in uno stato di totale abbandono. A ridare vita al parco giochi è stata l'iniziativa del comandante dell'Unità Operativa della Polizia Municipale di Barra, Ponticelli, San Giovanni, Enrico Fiorillo che ha messo in campo un progetto di autofinanziamento e coinvolto sponsor del territorio per restituire spensieratezza e spazi ai bambini di via Miranda.
Gli sponsor non hanno avuto ritorno monetario ,ma sono stati ingaggiati per una gara di solidarietà contribuendo ciascuno per una specifica esigenza del parco giochi a cominciare dalle porte da calcio fino alla verniciatura. Le aziende coinvolte e vicine ai bimbi di Ponticelli sono state: la Ditta Football Green, Citellum Impianti elettrici ,Velotti verniciature, Reale Gennaro, Garden piante, Termit impianti, Zappalà, Ital impianti.

Una altra buona notizia arriva dall'Istituto di Istruzione Superiore Sannino-De Cillis che ha intitolato il laboratorio multimediale a Francesco con la targa di commemorazione: «Esempio di solidarietà sociale».
Con l'augurio che questo piccolo passo avanti non resti nell'ombra e che il futuro dei bambini di Ponticelli non sia una esigenza di serie B, ma sia all'ordine del giorno.

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Giulia Compagnone

Nata a Napoli,frequenta la facoltà di giurisprudenza. Da sempre innamorata della sua meravigliosa città, nonostante i suoi difetti e le sue contraddizioni. Ogni giorno cerca di impegnarsi , di lottare per lei, attraverso azioni pratiche e attraverso la sua scrittura. Non finisce mai di stupirsi di quanto possa dare questa città, malgrado sia un vero e proprio paradiso abitato da diavoli.Ama la cultura e tutto ciò che è legato ad essa ,ha uno spiccato senso civico ed è appassionata di musica e di danza.

Le due sue citazioni preferite sono:" raccontare le cose come stanno vuol dire non subirle" di Roberto Saviano e " vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale,un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre" di Oriana Fallaci.

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