Jorit the Facestar

Lunedì, 30 Luglio 2018 14:55
  

 

copertina jorit

 

E’ tornato in libertà Jorit Agoch. La facestar olandese-partenopea era stata arrestata  mentre lavorava  insieme ad altri due ragazzi, un italiano Salvatore Tukios e un palestinese al ritratto di  Ahmed Tamimi, l’attivista palestinese di appena 17 anni che 8 mesi fa ha  schiaffeggiato un soldato dell’ FDI (forze di difesa israeliana), per essersi introdotto illecitamente e con la forza in casa sua . Gli street artist si trovavano a Betlemme nella zona della Barriera di difesa quando sono stati tratti in arresto con l’accusa era di aver “danneggiato e imbrattato” la parete, chiamata dai locali “il muro della vergogna”, divide la Cisgiordania dai territori occupati dalle forze israeliane. Sembra strano pensare che sia stata imbrattata  dal momento in cui la parete in questione è ricoperta da murales, lo stesso Banksy due anni fa raffigurò una sua opera e per di più aprì un albergo proprio all’ombra di quella parete, cos’ha lo sguardo di un’adolescente che ha solo difeso la propria casa e la propria famiglia di cosi offensivo o pericoloso? Israele forse un giorno lo spieghera al mondo. Intanto Jorit e gli altri due ragazzi hanno riottenuto la libertà, dopo che l’ambasciata italiana e la Farnesina si sono messi all’opera ma anche il comune di Quarto si è mobilitato con un corteo per richiederne il rilascio e Napoli organizzando un sit-in di solidarietà in piazza municipio, dove ha partecipato anche il papà dell’ artista, che ha dichiarato : “Arrestato come un criminale, aiutatemi a farlo tornare in libertà”.

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La notizia della liberazione è stata diffusa e confermata proprio dalla Farnesina che ha rassicurato anche circa le sorti della ragazza liberata ieri e che ormai è divenuta il simbolo della lotta palestinese. Ahmed reclusa insieme alla madre e alle altre donne che hanno portato avanti le proteste, ha rilasciato una dichiarazione proprio di fronte alla casa di una vittima dell FDI «Le altre prigioniere sono forti, ringrazio chi mi ha sostenuto mentre io stessa ero incarcerata. La resistenza continuerà finché l’occupazione non sarà stata rimossa».

 

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La notizia dell’arresto di Jorit e gli altri due ragazzi era stata diffusa proprio dall’artista che con un appello su facebook ha fatto subito circolare l’informazione, il post che ritrae di spalle un soldato recita : “We are in arrest in betlemme from israeli army Who can help us please do it” ( siamo in arresto a Betlemme da parte delle forze armate israeliane, chi può aiutarci, per favore lo faccia). Sul profilo instagram invece è comparsa un’ immagine ben più rassicurante, uno sfondo nero dove campeggia la scritta “Free thank all of you”. (Liberi, grazie a tutti voi) nella descrizione un ringraziamento speciale al legale che li ha seguiti “Special thank Azmi Masalha advocate!” e un hastag a favore di un popolo oppresso #freepalestine

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La prima dichiarazione dopo la scarcerazione è stata: «Sto bene, un po’ di paura c’è stata ma in fondo non è stata questa esperienza così segnante. Lo rifarei, perché va denunciato quanto accade quotidianamente nei territori occupati da Israele che sta spezzettando la Cisgiordania per impedire la nascita dello Stato di Palestina. Il mio era un modo per far conoscere il più possibile la realtà delle cose. Mentre noi occidentali siamo stati sì arrestati ma poi liberati, ogni giorno in Palestina continuano a morire persone e quanto accade agli arabi di quei posti è qualcosa di indicibile».

Ultima modifica il Lunedì, 30 Luglio 2018 15:27
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