"Sulla mia pelle": un film necessario!

Lunedì, 17 Settembre 2018 14:55
  

Alle volte ci sono quei silenzi che ti pervadono, sono così assordanti che ti mettono a nudo di fronte alla vita.
Così accade dopo aver visto Sulla mia pelle, film diretto da Alessio Cremonini.
Le parole te le senti appiccicate dentro il tuo corpo, restano lì e nessuno le può sentire. Non riescono ad uscire, ma gridano dentro ognuno di noi. La rabbia che non fa scaturire sdegno, ma indignazione. Non un sentimento sterile e tossico, ma il rifiuto attivo delle ingiustizie. La voglia di spaccare il mondo per non tornare mai più in una sala a vivere una storia come quella di Stefano Cucchi.

La cronologia dell’ultima settimana di vita di Stefano, ora per ora, morto mentre si trovava in custodia cautelare a Regina Coeli. Tagliente in ogni singola espressione, grazie alla magnifica interpretazione di Alessandro Borghi. Ogni singolo istante e ogni parola trasudano sofferenza ed ingiustizia.

A quasi 10 anni di distanza la storia di Stefano è più viva che mai, la sua come quella di tutte le persone maltrattate e morte nelle carceri italiane. Una storia che fa luce su un argomento attualissimo e spesso dimenticato dalle istituzioni. Un argomento che spinge a riflettere sui pregiudizi che vigono ancora nella nostra società, sull’emblema del ragazzo drogato che deve essere picchiato senza un perché, senza una ragione. Sulla normalità di certi comportamenti che vanno contro ogni principio di uno stato di diritto.

Un film che va vissuto in sala, va condiviso. Condiviso con gli occhi delle altre persone e con le labbra bagnate da quella lacrima che scende inevitabilmente sul volto.
Un film essenziale, non pomposo. Tutto ciò che viene rappresentato è la fedele riproduzione di quello che risulta dei verbali, niente di più. Una riproduzione che non idolatra Stefano, ma lo rappresenta per come è.

Una trasformazione non solo del corpo ma anche della sua voce. Alessandro Borghi ha saputo, nonostante i dialoghi brevi, far trasparire ogni minuto in più di dolore anche solo respirando. Ha saputo far capire cosa si prova ad essere circondati da persone che ti voltano la faccia e che fanno finta di non vedere. Quante volte si mette al primo posto il proprio interesse personale e si fa finta che tutto ciò che non dovrebbe mai succedere sia normale?

Sulla mia pelle è tutto ciò che non dovrebbe mai accadere, ma che è accaduto nella noncuranza generale. Oggi questa storia vuole servire da monito affinché nessuno più chini il capo e  affinché il nostro Stato si impegni davvero nella tutela dei diritti della persona. Questa storia doveva essere raccontata per Stefano e per tutte le persone vittime di ingiustizie.





Link alla foto: https://www.firstonline.info/sulla-mia-pelle-la-storia-di-cucchi-su-netflix-e-al-cinema/

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Giulia Compagnone

Nata a Napoli,frequenta la facoltà di giurisprudenza. Da sempre innamorata della sua meravigliosa città, nonostante i suoi difetti e le sue contraddizioni. Ogni giorno cerca di impegnarsi , di lottare per lei, attraverso azioni pratiche e attraverso la sua scrittura. Non finisce mai di stupirsi di quanto possa dare questa città, malgrado sia un vero e proprio paradiso abitato da diavoli.Ama la cultura e tutto ciò che è legato ad essa ,ha uno spiccato senso civico ed è appassionata di musica e di danza.

Le due sue citazioni preferite sono:" raccontare le cose come stanno vuol dire non subirle" di Roberto Saviano e " vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale,un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre" di Oriana Fallaci.

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