MIGRANTI SENZA MENSA A LODI: L'ITALIA SA ESSERE UMANA

Domenica, 14 Ottobre 2018 20:48
  

 

 

Lodi. Ennesimo episodio di inciviltà e discriminazione.La questione è nata con il nuovo regolamento, approvato dal Comune amministrato dalla Lega, che disciplina i servizi scolastici come mensa e scuolabus. Chi vuole accedere alle agevolazioni tariffarie deve presentare l’Isee, ma agli stranieri viene richiesto in aggiunta un documento del proprio Paese d’origine che attesti che non possiedono nulla. Molti, a causa della quasi impossibilità pratica di reperire un documento del genere, rinunciano. Ma questo significa automaticamente passare nella fascia più alta, e senza le agevolazioni, le famiglie devono pagare 5 euro per ogni pasto e 210 euro a trimestre per lo scuolabus. La questione nasce nell’estate del 2017, quando la sindaca Sara Casanova – appena eletta con la Lega – firma una delibera che modifica le regole per beneficiare delle tariffe agevolate per la mensa scolastica e l’autobus. Fino a quel momento i benefici venivano garantiti in base all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee), che in estrema sintesi serve a stabilire la ricchezza di una famiglia. Per l’anno scolastico 2018-2019 la delibera prevede che i genitori nati fuori dall’Unione Europea dovessero presentare una ulteriore documentazione che attestava la loro nullatenenza nel Paese di origine (i bambini coinvolti sono quasi tutti nati in Italia). Il comune di Lodi l'ha definita una norma «antifurbetti», ma parte la polemica politica ed una strabiliante gara di solidarietà. Sul conto corrente creato dal Coordinamento Uguali Doveri (iban IT62F0503420301000000040264, causale “Tutti i bambini sono uguali”) sono stati finora raccolti circa 60mila euro. Un segnale forte che risponde al “sto semplicemente applicando la legge” della sindaca Casanova. I cittadini italiani decidono di dare un forte segnale, che oggigiorno ha una doppia valenza: dimostrazione dell'essere una comunità sociale e dimostrazione dell'essere umani. Tra i tanti discorsi confezionati si perde di vista la cosa più semplice, ma che oggi è la più difficile: l'essere umani. Vedere dei bambini discriminati alla mensa e permettere tutto questo significa non essere umani. Vedere dei bambini che vivono costantemente nella paura di non essere accettati, che invece di essere agevolati, vengono privati di beni essenziali non è essere umani. Imporre un regolamento che molti non possono rispettare, per problemi pratici oggettivi, è scorretto ab origine. L'episodio per essere analizzato va guardato nel profondo. Dietro un diritto negato, una sperequazione di trattamento,c'è ben altro. C'è la paura di questi bambini di non sentirsi come gli altri. Vi siete mai chiesti cosa significa sentirsi così ? Nella società odierna si ha paura di tutto: dei luoghi chiusi, delle auto, delle luci dei neon,dei ragni, degli oggetti, delle situazioni, del rosso, del nero, del caldo e del freddo, degli animali, delle emozioni. Gli adulti hanno paura di far parlare le proprie paure, i bambini assorbono e vogliono risposte. Perché la luna è nel cielo? Perché se tiro un sasso poi cade? Le domande però non sono sempre così facili. Perché lui può avere questo ed io no? Perché siamo diversi? A queste domande non devono rispondere i genitori,ma il nostro paese. Che risposte riesce a dare?

Mi verrebbe da dire che le risposte sono solo negative ed avvilenti, di intralcio ai principi della nostra costituzione, ma non è così. La risposta che ha dato il nostro paese, la parte sana di esso, è la dimostrazione di solidarietà. Questo non ci fa perdere le speranze, ma non basta. Attendiamo l'incontro del ministro dell'istruzione Bussetti con la sindaca, data la mancata presa di posizione di Di Maio a seguito delle dichiarazioni di Salvini postosi in difesa dell'operato della Casanova.

Ultima modifica il Lunedì, 15 Ottobre 2018 12:51
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Giulia Compagnone

Nata a Napoli,frequenta la facoltà di giurisprudenza. Da sempre innamorata della sua meravigliosa città, nonostante i suoi difetti e le sue contraddizioni. Ogni giorno cerca di impegnarsi , di lottare per lei, attraverso azioni pratiche e attraverso la sua scrittura. Non finisce mai di stupirsi di quanto possa dare questa città, malgrado sia un vero e proprio paradiso abitato da diavoli.Ama la cultura e tutto ciò che è legato ad essa ,ha uno spiccato senso civico ed è appassionata di musica e di danza.

Le due sue citazioni preferite sono:" raccontare le cose come stanno vuol dire non subirle" di Roberto Saviano e " vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale,un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre" di Oriana Fallaci.

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