L’Amica Geniale la serie. Il commento dei primi due episodi

Martedì, 16 Ottobre 2018 00:00
  

Non c’è che dire, Costanzo è rimasto fedele al libro. Forse troppo? Dipende da cosa ci si aspetta di vedere. L’emozione di ritrovare sullo schermo i personaggi a lungo immaginati può essere forte, ma reggere un’intera narrazione che si sa già come andrà a finire lo è un po’ meno. Il problema è che dai film tratti da libri ci si aspetta sempre la massima fedeltà, ma poi quando la si ritrova si pensa: “Però questo lo so già, vorrei andare oltre”. Non facciamoci illusioni, quindi. Per chi ha letto i libri non ci sarà niente di nuovo, ma neanche niente da rimproverare a Costanzo, che sul red carpet di Venezia ha dichiarato: “Una bellissima storia e [ho] il privilegio di poterla raccontare”. Il regista ha trattato i romanzi dell’adorata Ferrante con la massima cautela (del resto tra gli autori della sceneggiatura c’è proprio lei…o lui?).

 

Dal punto di vista della resa cinematografica c’è un gusto speciale per i costumi e l’ambientazione. È molto piacevole alla vista la scelta del verde acido e del lavagna sull’incarnato di Elena e del marrone e del grigio per Lila, che la rendono ancora più sporca e sciatta. Il Rione e i pochi luoghi circostanti tendono a essere troppo irreali, alienanti. Del resto, è una visione che non si distacca troppo dal punto di vista della voce narrante nei romanzi: una bambina immersa in una realtà staccata dal mondo esterno; cresciuta a Napoli senza mai aver visto il mare.

 

Cosa non ci è piaciuto

 

Certo, qualche piccola imperfezione proprio non potevamo non notarla. Ad esempio Enzo, che tutti avevamo immaginato come un bimbetto tarchiato e moro, che invece ci viene presentato come un biondino, snello, grazioso e con un fascino quasi British.

 

Il ritmo, a tratti troppo lento.

 

Cosa ci è piaciuto

 

L’interpretazione del regista alla scena delle bambole. Alla fine dei quattro romanzi, Elena ritrova per caso le due bambole perse nel primo libro e capisce che le sono state lasciate da Lila. In molti ci siamo chiesti come abbia fatto Lila a ritrovare le bambole dopo tanto tempo e Costanzo ha provato a risponderci. Nella scena in cui le due bambine scendono nello scantinato per cercare le bambole si vede chiaramente Lila guardare in un punto preciso, diverso da quello dove finge di cercare. Il suo sguardo è eloquente: ha visto le bambole, ma fa finta di no. Il suo obiettivo fin dall’inizio era costringere Elena alla prova di coraggio più ardua di tutte: salire a casa di Don Achille. Le bambole non sono mai andate perse, quindi, Lila ha sempre saputo dove fossero cadute; dev’essere tornata a recuperarle poco dopo e deve averle conservate per tanti anni solo per fare un’uscita di scena nella sua personalissima maniera.

 

Le due piccole attrici, che sono riuscite a entrare a pennello dei loro personaggi. Elisa Del Genio ha saputo tracciare tutte le sfumature del carattere di Elena, che spaziano tra l’insicurezza, la voglia di prevalere, la gelosia, il bisogno di riscatto. L’adorabile Ludovica Nasti riesce, invece, a essere cruda e spigolosa, a spogliarsi di tutta la dolcezza dell’infanzia per diventare la smaliziata e intelligentissima Lila, una donna nel corpo di una bambina.

 

E voi? Cosa vi è piaciuto e cosa no? Lasciateci un commento e raccontateci le vostre opinioni!

 

 

 

 

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