Uomo Tigre: il personaggio più famoso di Keiichiro Kimura

Giovedì, 01 Novembre 2018 00:00
Tiger Man Tiger Man
  

Il 23 ottobre del 2018 ci ha lasciato Keiichiro Kimura.
Una brutta notizia per tutti quelli della mia generazione che, grazie a questo character designer giapponese, possono dire orgogliosamente di essere stati i primi ad apprezzare l'animazione nipponica. Quindi una lacrimuccia da parte del sottoscritto è più che legittima.
Gli Anime giapponesi furono trasmessi in Italia verso la fine degli anni settanta, ma diventarono i cartoni, per antonomasia, per tutti i nati negli anni '80.


Kimura e Go Nagai sono stati forse i disegnatori più importanti del Sol Levante, ed è grazie alla loro bravura che milioni di ragazzi europei e americani hanno conosciuto e apprezzato la cultura giapponese.
In queste illustrazioni non troviamo solo storie di robottoni, mostri, diavoli o extraterresti ma anche vicende di famiglie alle prese con la tipica quotidianità orientale.
Infatti grazie a questi disegni possiamo entrare nelle minka o nelle machiya o mangiare assieme ai nostri personaggi preferiti il sukiyaki, l'umeboshi, l'onigiri e tanto altro ancora.

 


Ma i Manga e gli Anime giapponesi raccontano anche un altro aspetto culturale: la fierezza di un popolo che ricorda ancora Hiroshima, ma sa risollevarsi con sacrificio e forza d'animo.
Non a caso questi valori li troviamo sopratutto nell'Uomo Tigre che, durante la vita, riesce a compiere su se stesso una metamorfosi. Originariamente era un puroresu wrestler scorretto e spietato, ma dopo l'incontro con i bambini dell'orfanotrofio, diretto dalla sua vecchia amica Ruriko, si redime e comincia a lottare contro quella stessa Tana delle Tigri che lo aveva fatto diventare un lottatore formidabile, ma senz'anima e senza valori. Grazie agli incassi degli incontri, riuscirà ad aiutare quell'orfanotrofio da cui era fuggito da bambino.
Kimura usa l'escamotage degli incontri per insegnare ai ragazzi i veri valori della vita: l'onore, l'altruismo e il rispetto per gli avversari solo per citarne alcuni.


Infatti l'Uomo Tigre si comporterà nei suoi match sempre con lealtà, nonostante debba combattere contro lottatori sempre pronti ad infliggergli ogni male possibile.
Purtroppo, nell'ultimo incontro, la perdita della maschera di Tigre gli farà dimenticare i principi per cui da tanti anni lottava e farà sì che in lui emerga il vecchio Diavolo Giallo, un diavolo che lo farà lottare senza pietà.
Un finale che lascia sconcertati. I valori predicati da Tiger Mask per tutta la serie vengono cancellati in pochi fotogrammi. Il wrestler vince e sconfigge Tana delle Tigri, ma l'uomo Naoto perde perché la rabbia oscura i valori che andava predicando.


All'epoca, i bambini italiani certamente non colsero tutti gli aspetti sociali che il cartone intendeva trasmettere. Per loro, il tardo pomeriggio, rappresentava il momento in cui potevano assistere ad un cartone coinvolgente e cantare la sua bella sigla che ancora viene canticchiata.

 

link alla foto:

https://www.cinezapping.com/uomo-tigre-dvd-24-agosto-gazzetta-dello-sport/

Ultima modifica il Giovedì, 01 Novembre 2018 10:37
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