Killing Eve: una spy story al femminile

Martedì, 11 Dicembre 2018 15:03
  

Dal 15 Ottobre, sulla piattaforma di Tim Vision, troviamo la nuova serie tv targata BBC e ideata da Phoebe Waller-Bridge, Killing Eve, con una protagonista del calibro dell’attrice Sandra Oh, (l’amata Christina Yang di Grey’s Anatomy, tanto brava da essersi meritata una candidatura agli Emmy come miglior attrice protagonista).

 

Sandra Oh interpreterà qui l’agente Eve Polastri, impiegata all’MI5, intelligence britannica, e incaricata di catturare uno spietato sicario, Villanelle, nome in codice di Oksana Astankova, interpretata da Jodie Comer, dai tratti comportamentali spietati. Villanelle si presenta come la figura più ambigua dell’intera prima stagione in quanto è una pura sociopatica: egomaniaca, bugiarda, priva di qualsiasi tipo di empatia e moralità. Sarà proprio intorno a lei che ruoterà lo storytelling narrativo.

 

Fino a qui sembra essere l’ennesimo thriller psicologico che tutti noi siamo abituati a seguire con attenzione e suspense, ma la particolarità qui è tutt’altro che scontata: Villanelle rimane subito affascinata dalla sua nemesi, prova una profonda ammirazione per il suo speciale intuito e la sua grandissima forza di volontà e audacia, tanto da spingerla a cercare, per tutta la prima stagione, un contatto diretto con lei. Dal canto suo, Eve Polastri, è attratta anch’essa da questa antagonista che si presenta così trasgressiva e priva di sensi di colpa, un’attrazione che si rivelerà importantissima per uscire dalla sua routine fatta di normalità e convenzioni sociali da dover rispettare.

 

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Una serie che dunque si può tranquillamente collocare nel genere delle spy story, ma che tende a sovvertirne qualche aspetto: si cerca di intraprendere il percorso seguito dalla famigerata saga di 007 e allo stesso tempo se ne manipolano gli schemi.

Quello che maggiormente colpisce gli spettatori, è come la Waller-Bridge si prodighi, improvvisamente, nel farci piacere il personaggio di Villanelle nonostante la sua pessima e indomabile condotta morale. Come se in qualche modo volesse farci entrare in contatto con chi nella vita di dolore, a quanto pare, ne ha sofferto davvero troppo.

 

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Quasi di pari passo, alla tragicità e seriosità della narrazione si affiancano anche momenti di humour: la scaltrezza del capo di Eve, Carolyn, interpretata da Fiona Show, ad esempio (che, parliamoci chiaro, di serioso ha ben poco), che spesso e volentieri va a letto con il nemico, lasciandosi andare a commenti ironici del tutto inappropriati al suo ruolo di boss.

 

Che dire, una serie bene avviata e che, a detta di molti, darà nuova vita a quello che sembrava un genere di ormai vecchia data.

 

 

 

 

Link alle foto:http://www.discorsivo.it/rubrica/2018/05/22/televisione-2/killing-eve-recensione-ad-un-passo-dalla-fine/http://www.discorsivo.it/rubrica/2018/05/22/televisione-2/killing-eve-recensione-ad-un-passo-dalla-fine/

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