Macchine mortali: effetti speciali e messaggi edificanti coincidono

Venerdì, 14 Dicembre 2018 18:30
  

Avete presente i camper, i caravan e le roulotte? Piccole case su ruote, in altre parole.
E se sulle ruote si mettesse una città? Vi immaginate una Londra-mobile? Impossibile dite? Nella realtà, ovvio – almeno per ora –, ma al cinema tutto è possibile. E infatti così che si apre Macchine mortali, uscito al cinema lo scorso 13 dicembre.


C’è una piccola città industriale, tutta operosa. Ad un certo punto suona l’allarme. Frenesia generale, coprifuoco improvviso, panico dilagante. Ma cosa accade? Sta arrivando Londra, mega-città cacciatrice. Sì, Londra, la capitale britannica, disposta a strati su gigantesche ruote cingolate, col Big Ben, il Parlamento, i leoni di Trafalgar Square e, sulla sommità, la Cattedrale di San Paolo. Veloce e terrificante, Londra si avvicina sempre più e con dei giganteschi arpioni cattura e fagocita la piccola città industriale. La popolazione viene accolta tra i londinesi, mentre palazzi, strade e oggetti dati in pasto alla “belva” o riciclati se utili o provenienti dal passato. È la “old tech” il bene più prezioso per gli storici, classe al potere rispetto alla Gilda degli Ingegneri. Smartphone, televisori e perfino vecchi tostapane sono ricercatissimi, ma mai quanto le antiche armi.

Macchine mortali 02

Siamo in un futuro distopico e post-apocalittico. È il 3018. Mille anni prima la vita sulla Terra come la conosciamo oggi è stata distrutta da un’arma nucleare. Ora il pianeta è diviso tra le città trazioniste, come Londra, che si spostano in cerca di altre città minori da inglobare per sopravvivere, e un oriente antitrazionista, stabile diciamo, e difeso da un’alta muraglia.

In questo clima si intrecciano le storia di Tom (Robert Sheehan), giovane apprendista storico, e Esther (Hera Hilmar), misteriosa ribelle. I due si incontrano quando la ragazza cerca di uccidere il potente Thaddeus Valentine (Hugo Weaving), capo della Gilda degli Storici e collaboratore del sindaco. Tom salva Thaddeus, ma nel tentativo di catturare Esther viene da lei informato che il suo capo non è l’eroe che tutti credono, bensì l’assassino di sua madre. Esther fugge tramite una canale di scolo e Thaddeus, sospettando che Tom abbia scoperto troppo su sul conto, vi  getta anche lui. La vendetta personale di Esther si unirà alla necessità di fermare la sfrenata ambizione di Thaddeus e, così, salvare il mondo.

Le vicende dei protagonisti, tuttavia, sono abbastanza banali ed estremamente prevedibili. I dialoghi scialbi e privi di vivacità. Ad eccezione del già navigato ma sempre impeccabile Hugo Weaving, il cast non brilla per talento. Sono la computer grafica e gli effetti speciali a mozzare il fiato, ma ciò era prevedibile data la presenza del nome di Peter Jackson (regista del Signore degli Anelli e King Kong) tra quelli dei produttori. Ed è grazie alla veste estremamente spettacolare che risulta chiaro e lampante il messaggio della pellicola. Un messaggio anzitutto ambientalista, ma anche sociale. Le grigie, sporche, inquinate e tetre città del film si nutrono di altre città, non delle risorse date dal pianeta, il quale risulta quindi rigoglioso e splendido perché immacolato. Implicitamente si riaffermano le enormi responsabilità del genere umano sul benessere della Terra, la cui distruzione non tarderà a distruggere gli uomini.

Vi  è però anche un messaggio sociale, che può passare un po’ in sordina, ma risulta evidente se si pensa al personaggio che lo trasmette. Parliamo dell’“umano ricostruito” Shrike (Stephen Lang), un uomo trasformato in robot, che nonostante la prevalenza di parti meccaniche non riesce a sopire uno spirito umano, che lo rende immensamente più felice. Sono i ricordi degli affetti a costituire la segreta motivazione di tutte le sue azioni. Gli affetti che però la tecnologia porta a perdere. Ironica ma destabilizzante l’affermazione riguardante la presunta incapacità a leggere e scrivere sviluppata dagli “antichi” (cioè noi) a causa dell’eccessivo uso di smartphone.

In conclusione un film spettacolare e avvincente, in cui è insito un messaggio da metabolizzare.


P.S. La scena in cui appare la muraglia che difende l'Oriente fa pensare solo a me a quando si vedono i "neri cancelli di Mordor" nel Signore degli Anelli?
P.P.S. [SUPER SPOILER] La ribelle Anna Fang (Jihae) non sarebbe morta se avesse indossato una cotta di maglia in mithril originale!




Link alle foto: https://cinema.nerdplanet.it/macchine-mortali-la-recensione-no-spoiler/
https://cinema.everyeye.it/articoli/recensione-macchine-mortali-del-film-prodotto-peter-jackson-41954.html

Vota questo articolo
(1 Vota)
Annachiara Giordano

Studentessa di Lettere moderne e aspirante giornalista, sono appassionata di letteratura e viaggi, cinema e telefilm, insomma di tutto ciò che possa stimolare fantasia e immaginazione. 

Sito web: https://www.facebook.com/annachiara.giordano1?ref=tn_tnmn

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.