Autotune o non Autotune: questo è il problema!

Giovedì, 17 Gennaio 2019 10:52
  

Da quando l'informatica è entrata prepotentemente negli studi di registrazione e, in alcuni casi, anche nelle esibizioni live, vi è stata sempre una grande polemica sull'uso di softwares, come Autoune, in grado di modificare, distorcere e correggere i Pitches delle voci. Questi programmi sono il male assoluto per molti critici, perché li ritengono responsabili di togliere alle interpretazioni la naturalezza, non permettendo al pubblico di cogliere quelle emozioni che solo una voce "non mascherata" può trasmettere.


Sebbene l'Autotune abbia debuttato ufficialmente con la canzone "Belive" di Cher, solo da qualche anno è esplosa la mania di servirsi di questo strumento e di altri programmi simili in grado di manipolare voci, tonalità e tempo.
Spesso gli artisti hanno dovuto piegarsi alla volontà delle case discografiche ed usare questa nuova tecnologia che, sicuramente, rende più agevole l'iter della registrazione e pubblicazione di un disco.


Sotto i riflettori sono finiti molti artisti sui quali viene puntato il dito perché ritenuti non capaci di cantare e di essere soltanto un "prodotto fittizio" del business.
Ma siamo sicuri che prima non si usavano, almeno in sala di incisione, "trucchi" per ottenere effetti strani?
Faccio solo un esempio: "Tomorrow never knows" dei Beatles.


Molti sanno che essa è la traccia finale dell'album Revolver, ma pochi sanno che Lennon, voleva che la sua voce avesse un effetto strano, "come quella del Dalai Lama mentre cantilenava dalla montagna più alta", così i tecnici di Abbey Road, per accontentarlo, immisero la sua traccia vocale nel Leslie Speaker.
Nessuno, all'epoca, ebbe da ridire, mentre oggi tutti criticano l'Autotune, tanto che nell'occhio del ciclone è finito anche Paul McCartney, colpevole di averlo utilizzato nel suo ultimissimo brano "Get Enough".


Ma come? Qualcuno inizierà a chiedersi se l'ex Beatle sia diventato terrapiattista o se c'è davvero qualcosa di buono dietro questa nuova frontiera tecnologica.
Innanzitutto, se si è completamente stonati questo marchingegno non trasformerà la propria voce in quella di Freddie Mercury, ma metterà in mostra maggiormente le imperfezioni vocali. È uno strumento usato per correggere piccole défaillance, dovute allo sforzo vocale a cui sono soggetti i cantanti, o per dare un particolare effetto vocale, come fecero i Gemelli Diversi a Sanremo cantando "Vivi un miracolo".
Una cosa è sicura, le polemiche si placheranno solamente all'arrivo di nuovi software che faranno rimpiangere il "vecchio" Autotune.

 

foto libera presa da:

 

https://pixabay.com/it/cantante-musica-dal-vivo-canto-3548070/

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