Non c'è Festival di Sanremo senza polemiche

Domenica, 10 Febbraio 2019 16:48
  

 

Il Festival di Sanremo del 2019 forse non sarà ricordato per le sue canzoni, ma per le polemiche che si sono scatenate prima, durante e dopo la manifestazione canora.

Claudio Baglioni, dopo aver espresso solidarietà ai migranti sulla Sea Watch, si è inimicato, in un attimo, l'attuale vice premier, nonché Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, buona parte dell'elettorato giallo-verde e ha fatto rizzare i capelli al direttore di Raiuno, Teresa De Santis, solo per aver espresso la sua opinione. In un solo colpo ha fatto strike e per questo motivo sembra sia improbabile un possibile Baglioni ter.

 

Forse qualcuno ha dimenticato che viviamo, ancora e per fortuna, in uno stato democratico dove ciascuno può e deve esprimere le proprie opinioni anche se si scontrano con quelle degli altri. Esternarle fa parte della nostra natura sociale.

Sul piano della conduzione artistica bisogna dare atto a Baglioni del fatto che sia riuscito a dare spazio ai giovani cantanti e non a puntare solo sui veterani o su quelli spinti da importanti case discografiche.

 

Si può polemizzare forse sullo spazio troppo ampio che si è riservato per proporre sue continue performances musicali. Il marchio di Sanremo è da sempre quello di presentare al pubblico nazionale e internazionale nuove canzoni italiane, per quelle vecchie c'è ampio spazio in altri programmi!

 

 

Un'altra polemica nata in questi giorni, su cui ì mi voglio soffermare, è quella scatenata dal cantante Francesco Renga che, al dopo Festival, ha dichiarato che le voci maschili sono più gradevoli di quelle femminili. Dentro e fuori la rete si è scatenato l'inferno, tanto che lo stesso Renga ha dovuto fare marcia indietro e spiegare meglio il suo concetto. Per lui è una questione tecnica e non sessista. Peccato che dal punto di vista tecnico le donne abbiano un registro più alto degli uomini e, per mettere il dito nella piaga, ci sono molte cantanti di sesso femminile che su quel palco hanno lasciato il segno. Faccio pochissimi nomi: Mia Martini, Giorgia e Laura Pausini. Insomma per l'ex membro dei Timoria si è trattato di un autogol.

 

Ma veniamo al vincitore di questa edizione, Mahmood, che ha fatto storcere il naso a quei puristi che amano le belle melodie italiane e quegli stupidi che lo hanno insultato sui social per le sue origini.

Al di là delle polemiche, la canzone vincitrice non è certo un capolavoro, ma è ascoltata volentieri da tanti giovani, segno che il gusto musicale si sta dirigendo in una direzione, certamente non tanto inesplorata, poiché già i nostri cantanti partenopei del calibro di Pino Daniele, Enzo Avitabile, James Senese sono riusciti a mescolare musica nostrana con quella di paesi lontani.

 

Foto presa da: https://www.rockol.it/news-700840/sanremo-2019-scaletta-quinta-serata-finale-ospiti-e-ordine-d-uscita

 

 

 

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