Un assaggio di storia grazie alla Valtrend Editore

Domenica, 03 Marzo 2019 00:00
  

 

Se, un giorno lontano, i posteri guarderanno gli attuali programmi televisivi penseranno che la nostra epoca era ossessionata dal cibo. Infatti oggi il piccolo schermo è invaso da persone che non fanno altro che cucinare, dare ricette per qualsiasi tipo di pietanza per poi, soddisfatte, leccarsi le dita.

Ma il teatrino risulta arricchito anche da personaggi eccentrici con tanto di camice bianco, con braccia al sen conserte e sguardo altero: gli chef.

Si muovono come se fossero Dei scesi sulla terra per redarguire quei malcapitati che, poveretti, sbagliano dosi o tempi di cottura.

Insomma un delirio gastronomico che invade non solo la TV, ma anche giornali e libri!

Ma per fortuna c'è qualcuno, non posseduto dal demone culinario, che ha volto lo sguardo sì verso il cibo, ma dal punto di vista storico, come parte integrante della nostra cultura: uno sguardo al passato che spiega il perché del nostro presente.

 

apicio

La Valtrend Editore che da sempre, in maniera leggera si occupa di divulgare le nostre tradizioni,ha pubblicato nel 2017 Da Apicio a scapece, un tuffo nell'antica Roma per capire come il cibo rappresenti la misura che ci permette di comprendere i cambiamenti sociali che hanno sempre camminato di pari passo con la storia del cibo.

Presso “La Cantina del Borgo”, lo scorso mese, a Piscinola, si è tenuta la presentazione di questo libro.

L'autrice, l'archeologa Anna Abbate, ha prima parlato degli usi e dei costumi delle antiche civiltà per poi soffermarsi sulle abitudini alimentari degli antichi romani e sul fatto che l'opera più importante di gastronomia in lingua latina, il De re coquinaria, di Apicio, un ricettario tramandato per secoli fino ai giorni nostri, ci permette di sapere quali alimenti sono ancora presenti sulle nostre tavole e se sono preparati come si faceva una volta. Ma la particolarità di questa presentazione è stata dovuta al fatto che si son potute mangiare le pietanze gustate dal popolo romano, preparate proprio come si usava fare a quei tempi: passati di legumi, molti ortaggi conditi alla scapece e con vino ristretto, cavoli in pastella e tanto altro ancora. Fortunatamente è stato consentito l'uso delle posate e nel triclinium sedie e tavoli!

 

 

 

foto prese da:

http://www.modenatoday.it/eventi/cultura/magner-bein-piatti-modenesi-origine-romana.htmlhttp://www.modenatoday.it/eventi/cultura/magner-bein-piatti-modenesi-origine-romana.html

 

e da:

https://www.amazon.it/Apicio-Scapece-ricette-antiche-moderne/dp/8888623914

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