“Chagall, Sogno d’amore”: mostra alla Basilica della Pietrasanta di Napoli

Sabato, 13 Aprile 2019 08:29
  

In una cornice magica, tra i vicoli del centro storico ed i profumi di Napoli, arriva Chagall (1887-1985) ad incantare turisti ed appassionati. La Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta fino al 30 giugno 2019 farà da scenografia di ben 150 opere dell'affascinante pittore russo.

Il percorso consta di 5 sezioni ( Infanzia e tradizione russa; Sogni e fiabe; Il mondo sacro, la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravità) nelle quali possiamo ammirare la sua atipicità e la sua tipicità. Atipicità perché si è distanti dai colori vivaci e ideali: il bianco e il nero predominano con le incisioni all'acquaforte e all'acquatinta, grazie all'incontro con l'illuminato Ambroise Vollard. Egli propose al pittore russo di illustrare "Le Anime Morte" di Gogol. Chagall ne fu entusiasta e lavorò alle lastre di rame del '23 al '27, anche se le acqueforti furono diffuse solo nel '48. Nelle acqueforti delle Favole emerge anche l’interesse per la natura e gli animali e le riflessioni sul comportamento umano.

La sua tipicità, invece, si racchiude nell'idea, quasi illusoria, di un amore che è al di sopra di tutto. L'amore come potenza delle anime, che rende le persone libere e capaci di volare. L'amore come modello.

CHAGALL

La usa amata, Bella, è la protagonista di molte sue raffigurazioni. Bella e Marc si incontrano e innamorano a Vitebsk ma è il 1909, il padre di Bella si rifiuta di dare sua figlia – di circa 14 anni – a un pittore squattrinato. Chagall parte per Parigi e i due si scrivono lettere per sei anni. Nel 1914 sposa Bella al suo ritorno a Vitebsk, sua città natale, che rimarrà un riferimento ricorrente alle sue opere. Due anni dopo nasce la figlia Ida e nel 1923 si trasferiscono a Parigi. Vivono in Francia, hanno lasciato la Russia portando con sé i loro ricordi: l’infanzia al villaggio, il colore blu della casa del pittore, le figure degli animali, la fattoria di famiglia, gli acrobati delle festività ebraiche. Non è la guerra a separarli ma un’infezione violenta che la uccide nel 1944. 35 anni di amore e un tragico vuoto che precipitano il pittore in una profonda depressione. Per nove mesi, Chagall abbandona i pennelli senza ispirazione. Tornerà a dipingere e amare, pur rimanendo eternamente devoto alla sua musa ispiratrice.

Attraverso la lettura delle sue opere ci si trova di fronte ad un mondo che un po' tutti noi vorremmo, un mondo dove tutto è in perfetta armonia.

La Russia, presente nei suoi ricordi di infanzia tra paesaggi, religione e guerra.

Al termine del percorso si trova la “Dream room”, una piccola stanza dove è possibile sognare per un attimo. Gioco di colori con le opere di Chagall, musica di sottofondo ed il gioco è fatto.

Gli orari di apertura sono tutti i giorni delle 10.00 alle 20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima), il costo del biglietto: Intero € 14 + 1 € audioguida, Ridotto € 12 + 1 € audioguida, bambini € 6 + 1 € audioguida (http://www.arthemisia.it/it/chagall-sogno-damore/http://www.arthemisia.it/it/chagall-sogno-damore/).

Una mostra che vuole portare all'essenza di Chagall , ma che allo stesso tempo non aiuta alla diffusione della cultura dato il costo del biglietto sproporzionato rispetto alle opere presenti.

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Giulia Compagnone

Nata a Napoli,frequenta la facoltà di giurisprudenza. Da sempre innamorata della sua meravigliosa città, nonostante i suoi difetti e le sue contraddizioni. Ogni giorno cerca di impegnarsi , di lottare per lei, attraverso azioni pratiche e attraverso la sua scrittura. Non finisce mai di stupirsi di quanto possa dare questa città, malgrado sia un vero e proprio paradiso abitato da diavoli.Ama la cultura e tutto ciò che è legato ad essa ,ha uno spiccato senso civico ed è appassionata di musica e di danza.

Le due sue citazioni preferite sono:" raccontare le cose come stanno vuol dire non subirle" di Roberto Saviano e " vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale,un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre" di Oriana Fallaci.

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