I negozi di cannabis light sono nel mirino di Salvini

Martedì, 14 Maggio 2019 00:00
  

 

 

 

In questi giorni il “capitano” Salvini ha trovato nuovi nemici da estirpare: i negozi di cannabis light legali.

Probabilmente si muove in questa direzione perché questa piantina è mal vista dalle grandi lobbies da cui il vicepremier non vuole o non può prendere le distanze. Per chi non lo sapesse la canapa è il maiale del regno vegetale: non si butta mai niente.

Da essa si ricavano una miriade di prodotti ad un bassissimo costo economico ed ambientale.

 

L'uso straordinaria di questa pianta era già noto ai Fenici che, dopo averla lavorata, la trasformavano in tessuto utile per le vele delle navi, ma anche nel Medioevo la cellulosa di canapa veniva utilizzata dalle stamperie che la usavano per ricavarne carta per i loro libri.

Beppe Grillo, in uno dei suoi vecchi spettacoli, ricordava che Henry Ford stava per brevettare la Hemp Body Car, realizzata con fibra di canapa e alimentata con etanolo di canapa, ma nelle alte sfere americane, forse per questo motivo, si decise di bandire la pianta con il Marijuana Tax Act e proibirne il commercio e la coltivazione in tutto il territorio degli Stati Uniti. Infatti si paventava un pericolo per il nascente settore petrolchimico e per l'industria pesante che non volevano rivali che ostacolassero le loro produzioni.

Ebbe inizio una campagna mondiale di demonizzazione contro i cannabinoli, visti come il male assoluto e come anticamera di sostanze pericolose: eroina e cocaina.

 

Dal punto di vista farmaceuticoicannabinoli non sono droghe psicotrope, ma farmaci  farmaci  in grado di alleviare numerose patologie, quali ad esempio la spasticità correlata alla sclerosi multipla, il dolore di tipo neuropatico ed emicranico e alcune forme di epilessia farmaco-resistente.

Ricerche scientifiche hanno rilevato che l'uso medico della cannabis può essere usato come stimolante dell’appetito per i malati di HIV e come antidolorifico per i malati terminali. Queste proprietà benefiche della cannabis sono state riscontrate sia nella resina della pianta che nell’olio ricavato dai semi.

In Italia, grazie alla legge 242 del 2016, votata anche con il contributo della Lega, fu stabilito che era possibile coltivare e commercializzare canapa e i suoi derivati a patto che questi contenessero THC inferiore allo 0,6%, quindi un livello bassissimo di principio attivo, con il quale sarebbe risultato impossibile "sballarsi". Adesso il vicepremier ha rinnegato questa legge e, nonostante la Cassazione abbia ribadito la sua validità, ha espresso la volontà che i negozi di cannabis light chiudano. Ci si chiede come sia possibile che in un periodo di forte crisi come quello odierno si pensi di tornare al passato e chiudere un settore che per diecimila persone rappresenta una fonte legale di reddito. In attesa di un dietrofront da parte dei vertici politici ci auguriamo che la vicenda sia al centro di prossimi dibattiti. 

 

 

la foto per l'articolo è stata presa dal seguente link:

https://www.corriere.it/cronache/19_maggio_09/salvini-contro-cannabis-light-ma-si-puo-fare-cosa-dice-legge-cassazione-adf756fe-724d-11e9-861b-d938f88a2d19.shtml?refresh_ce-cp

Ultima modifica il Martedì, 14 Maggio 2019 09:13
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