Chernobyl: le serie capolavoro sul disastro nucleare

Martedì, 09 Luglio 2019 09:05
  

26 aprile 1986. Una data che non deve essere dimenticata.

Si tratta del giorno in cui il reattore Rbmk-1000 del blocco 4 della centrale elettronucleare Vladimir Il’ic Lenin di Chernobyl, in Ucraina, esplose. Il più grave incidente verificatosi in una centrale nucleare. L’esplosione del nocciolo portò alla diffusione di una nube di materiale radioattivo che raggiunge tutta l’Europa e addirittura toccò porzioni della costa orientale del Nord America.
I danni furono enormi, con la contaminazione di acqua, aria, terreno e animali, la morte diretta di almeno 65 persone e un incremento esponenziale dei casi di tumori, soprattutto in bambini e minori di 18 anni. Tuttavia è probabilmente impossibile ottenere delle stime numeriche precise degli effetti negativi del disastro di Chernobyl, per la cattiva amministrazione dell’allora governo sovietico e per l’azione a lunga durata degli effetti. Numerosissime, infatti, le diagnosi di depressione, ansia e disturbo post-traumatico da stress nella popolazione locale.

Ed è appunto sul lato emotivo che insiste notevolmente la miniserie Chernobyl, scritta e creata da Craig Mazin e Johan Renck. Andati in onda dal 10 giugno all’8 luglio 2019 su Sky Atlantic, i cinque episodi della serie hanno ricevuto il voto più alto di sempre sull’Internet Movie Database: con un punteggio di 9,6 la serie ha superato addirittura Breaking Bad (9.5) e Il Trono di Spade (9.4).
In Russia ha ricevuto molti consensi, tra cui quello del Ministro della Cultura, Vladimir Medinsky, ma anche alcune critiche da alcuni media filo-governativi.

Chernobyl 02

Bisogna ammettere che la serie romanza ed esaspera alcuni aspetti: [SPOILER ALERT] ad esempio, l’esposizione alle radiazioni non provocò emorragie diffuse tali quali mostrate nella serie e non vi furono i tre volontari sacrificatisi per drenare l’acqua radioattiva nei corridoi della centrale. Dunque, più che di inesattezze storiche, si potrebbe parlare di una forzatura di alcuni elementi in chiave emotiva. La rievocazione degli eventi, infatti, non manca di precisione, non distorce la realtà dei fatti: l’esplosione è riproposta in tutta la sua veridicità e sono tanto precise quanto piacevoli e comprensibili le spiegazioni sul piano scientifico (affidate a personaggi quali il Legasov di Jared Harris e la Khomyuk di Emily Watson, che in realtà è un personaggio creato per omaggiare i tanti scienziati che collaborarono con Legasov). Ciò su cui si è calcato la mano è il post-disastro, con le misure adottate per far fronte alla tragedia. Qui, tramite il confronto tra la superficialità e negligenza dei più e la disperazione dei pochi consci del disastro appena avvenuto, si insiste molto sulle responsabilità che l’egoismo e la spregiudicatezza umana comportano.

Chernobyl 03

Tutto ciò risulta evidente sul piano tecnico soprattutto tramite una fotografia da premio Oscar, con l’insistenza sui volti delle persone spaventate e dei malati in ospedale, sulla desolazione della città di Pryp’jat evacuata, e così via, con una luce fredda e grigia in cui il calore non riesce a tornare.
Ottima anche l’interpretazione di tutto il cast, dai già citati Harris e Watson, passando per il grande Stellan Skarsgard (nel ruolo del burocrate Shcherbina) fino ai ruoli minori.

In conclusione si tratta di un prodotto televisivo stupefacente, con una missione importantissima. Dovrebbe essere guardato obbligatoriamente per legge.






Link alle foto: https://www.individualistaferoce.it/2019/06/14/chernobyl-e-lincalcolabile-prezzo-delle-menzogne/
https://www.ilsole24ore.com/art/chernobyl-serie-tv-tutto-quello-che-e-vero-e-verificato-ACItNsW
https://www.comingsoon.it/serietv/news/chernobyl-non-piace-alla-russia-che-prepara-una-sua-contro-serie/n91068/

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Annachiara Giordano

Studentessa di Lettere moderne e aspirante giornalista, sono appassionata di letteratura e viaggi, cinema e telefilm, insomma di tutto ciò che possa stimolare fantasia e immaginazione. 

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