Joker, 50 sfumature di psicosi

Lunedì, 07 Ottobre 2019 17:36
  

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Attenzione. Spoiler alert.

 

Un’ Interpretazione profonda, sofferente,lo specchio di un dramma interiore, pervaso dalla voglia di riscatto, perfuso a tratti da un delirio d’ onnipotenza. Quello del Joker è un ritratto intimo e Phoenix lo incarna alla perfezione. Trae origine da un film del 1928 “ l’Uomo che ride” di Paul Leni, ispirato al romanzo di Victor Hugo. Il film vero e proprio ha principio nel momento in cui con un calcio letterale ad una porta, ne da uno figurato ai modelli di comportamento familiari e alle consuetudini. Cancellando con un pennarello non solo dal poster ma anche dalla sua mente il messaggio di sorridere sempre, inizia la dolorosa metamorfosi. E’ un personaggio, Arthur Flack, che sente, ancora prima di venire a conoscenza di determinate cose, il peso del giudizio di Thomas Wayne, forse dettato dall’ammirazione che la madre nutre nei confronti del milionario.

Alle spalle di ogni risata incontrollabile, ben diversa dalla gioviale e scanzonata a cui siamo abituati si percepisce un senso di smarrimento oscuro, indotto dal suo problema psicologico e dal fatto che si tratti di un suono malato e compulsivo. Anche quell’attimo di soddisfazione crescente data dalla notizia che lo riguarda sul giornale, viene convertito in risentimento alla rivelazione sulla vera identità del padre, che muta ancora in rabbia nei confronti della madre. La stessa rabbia che lo logora quando Murray Franklin, suo idolo lo deride. Joker è pregno di sentimenti fanciulleschi che si acutizzano nel momento d’imbarazzo conseguente l’incontro col presunto padre, e dall’ angoscia quando viene a conoscenza della realtà sulla madre. Nutre però una forte speranza che puntualmente viene disattesa, non solo per via della patologia ma anche e soprattutto dalla delusione, risultato fisiologico della vita di tutti i giorni, traducendosi in un alternarsi di emozioni contrastanti.

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Non è così facile essere sempre felice. Non sa chi è, non sa definirsi ma ne sente un disperato bisogno. Quando finalmente viene a contatto con le proprie emozioni e riscopre la capacità di piangere nasce il nuovo Arthur Flack o meglio il vero e proprio Joker che si scrolla di dosso la vecchia vita attraverso La consapevolezza che “la sua vita non è una tragedia ma una commedia” come dice lui stesso. Si trasforma nel villain che tutti conosciamo, uno splendido, brillante, psicopatico Joker. La cattiveria gli dona un’ aura di freschezza, di giovinezza e finalmente sopraggiunge l’accettazione, la gratificazione la

convivialitá attraverso l’acclamazione della Società ( anche se dalla parte malata) ma in fondo anche questa “That’s Life”.

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Raccontando della sua interpretazione Joaquin Phoenix rivela:

"Ho perso quasi 25 chili. Ogni giorno mi alzavo con la paura di essere ingrassato: è una situazione assurda, quasi una malattia. Ma ho scoperto che senza tutto quel peso addosso ero molto più fluido, potevo fare movimenti che prima non sarei stato in grado di fare. Il lato negativo è che ero spesso di cattivo umore, sempre affamato e abbastanza debole. Però alla fine era proprio quello lo stato d’animo giusto per il Joker, uno che cerca di combattere i suoi seri problemi psicologici. La risata che incarna la fragilità del suo stato d’animo. È una risata dolorosa che nasce dal fondo dell’anima, disperata, più triste che felice. E poi il modo in cui si muove: ci sono momenti in cui danza in modo così leggero che sembra sollevarsi dalla tristezza del mondo in cui vive. Per questo mi sono ispirato a Ray Bolger, lo spaventapasseri de Il mago di Oz. Adoro il fatto che il suo personaggio risplenda attraverso la danza, la musica, le note, i solfeggi. Il mio Joker ha dei movimenti un po’ meccanici, un modo di gesticolare e muovere la testa che denota un’arroganza quieta prima … della tempesta. Spesso combinavo danza moderna e musica disco: il bello del Joker è che è davvero imprevedibile

Non mi sono ispirato a nessun Joker. Però mi ricordo benissimo Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton. E il bravissimo Heath Ledger. Ma ho preferito prepararmi senza fare riferimento a nessun lavoro precedente, neanche ai fumetti o serie tv. Volevo creare il mio Joker. Che fosse frutto della mia immaginazione. O della mia pazzia. Non è un film sui soliti supereroi, cattivi e umani con poteri speciali. A me i personaggi ispirati ai fumetti piacciono perché hanno problematiche reali, le stesse che abbiamo noi. Joker è proprio questo: uno di noi. Non ha padre, non ha amici, è ansioso, depresso, un lavoro infimo. Ha subito dei traumi ed è stato anche abusato da bambino… Poveraccio… Ha tutti i problemi di questo mondo. Non è stato né piacevole né facile entrare nella sua testa… ma sono orgoglioso di averlo conosciuto...".

 

Il film di Todd Phillips da un quadro esaustivo delle conseguenze che possono  verificarsi nel contesto di una società malata, dove la sopraffazione, il bullismo, la violenza gratuita sono ingrediente fondamentale. Caratteristica vincente del film è la dissonanza rispetto al modo del comic, e la preferenza di inserirlo in un contesto reale, quello della quotidiana frustrazione, dal sentore di fallimento sempre dietro l’angolo, condizione che porta l’ uomo a sviluppare atteggiamenti violenti. E' proprio questa fedeltà al mondo reale che rende la pellicola un gioiellino, una storia in cui il pubblico si sente, in un certo senso più vicino alla povera disillusa e insoddisfatta vittima degli eventi Joker, piuttosto che al patinato e straricco paladino Batman.

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Piccola curiosità, nel film è presenta anche un’ omaggio a Heath Ledger sebbene possa essere sfuggita ai più, La scena del Bacio alla dottoressa nello studio televisivo di Murray Franklinè un evento successo realmente quando il giovane Heath durante un’ intervista viene spaventato dal grido di una fan e per tranquillizzala le da un bacio sulla bocca, lasciandola finalmente senza parole. 

 

https://www.instagram.com/p/B3ShAoGhBGl/?igshid=1s4t6uca57og6

Cosi come è presente un easter egg di Batman, nella scena iniziale del film dove attraverso un sofisticato gioco di inquadrature e luci prende forma il faccione mascherato del suo acerrimo nemico.batman

 

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