Un personale ricordo di Ginger Baker

Mercoledì, 09 Ottobre 2019 09:40
  

 

Per quelli come me, che sono cresciuti ascoltando i Pink Floyd, gli Who, i Cream e i Led Zappelin, il 6 Ottobre scorso è stato un giorno triste, poiché si è avuta notizia della morte di un altro dei nostri eroi, uno dei migliori batteristi al mondo: Ginger Baker.

 

Nel celebrare questo grande musicista non voglio scrivere semplicemente il solito coccodrillo riempi-pagina, ma vorrei focalizzare la mia attenzione sul perché, in molti casi, l'uomo dietro ai tamburi risulta essere il cuore pulsante di un gruppo musicale. Per avvalorare la mia tesi mi basterebbe ricordare che due musicisti ingombranti come Jimmy Page e Robert Plant si sono sempre rifiutati di riformare la loro band senza il compianto John Bonham.

 

In linea generale il batterista è stato sempre sottovalutato dagli ascoltatori rispetto a chitarristi e bassisti, ma invece è proprio lui che dà risalto al sound di un complesso musicale.

Non si tratta semplicemente di ammirare solo chi è in grado di eseguire virtuosismi esagerati, ma di apprezzare chi è riuscito a dare il giusto "feel"ad ogni brano a cui ha dato il suo apporto.
E Ginger Baker era uno di questi.

 

Dai suoi colleghi, a causa del suo carattere e del modo di suonare, era soprannominato Selvaggio e in realtà il suo stile focoso calzava a pennello per i Cream e i Blind Faith, nonché per tutti gli altri artisti che lo hanno voluto nelle loro formazioni.
Lui non si limitava ad accompagnare il ritmo delle canzoni con un colpo di rullante e di charleston, (battutona), ma, scegliendo personalmente pelli e configurazione della batteria, come per esempio la doppia grancassa, ha rivoluzionato il modo suonare, dando vita ad uno stile ruvido e affascinante che enfatizzava con assoli interminabili.

 

Ma il suo genio creativo si mostrava in tutta la sua pienezza sopratutto quando suonava drum-fill particolari che davano al pezzo un colore di funky, di jazz o addirittura di musica etnica africana poiché intuiva che non bisognava essere intrappolati nei singoli generi musicali, ma, ponendo forse le basi alla Fusion Music, nata proprio proprio verso la fine degli anni '60, bisognava incorporarli.
Niente male per chi non si sentiva affatto un ribelle!

 

La foto è stata presa dal seguente link:

https://www.nme.com/blogs/ginger-baker-obituary-1939-2019-2551866

 

Ecco una sua esibizione presa da Youtube

 

 


 

 

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