Chi salverà la musica?

Domenica, 17 Novembre 2019 00:00
  

C'è ancora spazio per quelle belle canzoni destinate a perdurare nel tempo? Noi di Mygeneration non siamo i primi a porci questa domanda e probabilmente non saremo nemmeno gli ultimi a cercare di dare una risposta.

 

In quest'epoca non è che manchino artisti carismatici in grado di mettere in musica le loro poesie, come Fabrizio Moro, o affrontare tematiche sociali, come i 99Posse, eppure in una società sempre più connessa, grazie o per colpa degli onnipresenti cellulari, il folto pubblico dei ragazzi è inconsapevolmente indirizzato all'ascolto di musica usa e getta.


La situazione si è creata pian pian piano quando l'avvento del digitale cominciò a sostituire l'analogico, e lo streaming il supporto fisico come il CD. Infatti prima l'ascoltatore era pronto a gustare anche intere suite musicali, basti pensare che Echoes dura più di venti minuti, ma adesso le canzoni, per essere perfette, devono durare giusto il tempo di un ancheggiamento e seguire un ritmo caraibico.


Un tempo anche le Ballad pop trovavano il loro spazio in classifica, invece oggi sono quasi sparite dai radar poiché per determinare la posizione delle hits risultano più determinanti i dati derivanti dallo streaming piuttosto che quelli delle vendite.

E cosa ascoltano maggiormente gli attuali adolescenti? Ormai Trap, Rap e Reggaeton la fanno da padrone e il mercato, ovviamente, si adegua. Ma quanti di questi nuovi cantanti saranno ancora celebrati tra 20 o 30 anni? Qualcosa mi dice che il peggio ancora deve arrivare.


I nuovi dispositivi elettronici, indubbiamente, hanno semplificato la vita, ma non è tutto oro ciò che luccica poiché fanno credere agli ingenui di poter diventare famosi, in campo musicale, grazie all'aiuto di semplici App. Esistono software per tutti i gusti. Ci sono quelli in grado di trasformare e alterare i suoni in qualsiasi cosa si voglia e quelli in grado di aiutare a comporre e a registrare i propri brani.


Invece quelli della nostra generazione, gli attuali quarantenni, passavano le ore con il loro strumento tra le mani e, immaginando di stare su un palco, sognavano di essere i nuovi Eric Clapton, i nuovi Jeff Beck o i nuovi Steve Vai. Adesso invece bisogna sperare che un colosso come la Gibson non smetta di produrre le amate chitarre, la cui richiesta è diminuita poiché i teenager si accontentano semplicemente di un microfono per sentirsi divi.


Nessuno di loro sarà il nuovo Freddie Mercury o Axl Rose! Un tempo per essere cantanti bisognava avere talento e carisma, invece adesso c'è spazio per tutti, anche per quelli ultra stonati, tanto il santo Autotune li aiuterà anche dal vivo.

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