Paul McCartney a Piazza Plebiscito nel 2020

Domenica, 01 Dicembre 2019 00:00
  

 

Sir Paul McCartney ha annunciato, sui suoi canali social, che, il 13 giugno, tornerà finalmente a suonare nella città di Napoli, dopo un’assenza durata quasi 30 anni.

Finalmente Napoli, per una sera, non sarà vista come l'ombelico del mondo per il traffico, per la spazzatura e per Gomorra che ha marchiato gli abitanti dell’area Nord, ma per il fatto che uno dei “quattro magnifici quattro” si esibirà a Piazza Plebiscito.

 

La città dovrà dimostrare di essere all’altezza di ospitare questo evento perché Paul McCartney non è un artista qualunque, ma è una leggenda musicale che ha ammaliato intere generazioni, non solo con i Beatles, ma con la sua interminabile carriera solista che continua ancora adesso. Bisogna sottolineare il fatto che il baronetto, per l’età, non è un leggiadro fiore, ma sono sicuro che, nonostante le sue quasi 78 primavere, riuscirà a stupire, ancora una volta il pubblico partenopeo.

 

Naturalmente i più giovani, forse, lo conoscono solo perché nel 2015 ha suonato la chitarra nel video di “Four, Five Seconds”, e proprio in quell’occasione qualche internauta ha detto che quel vecchietto era stato fortunato ad apparire in un video assieme a Rihanna e Kanye West.

Ma bisogna dire ai giovanissimi che quel vecchietto è l’autore della canzone più invidiata di tutti i tempi, “Yesterday”, interpretata scherzosamente anche dal nostro Massimo Troisi nel film “Non ci resta che piangere”. Ma oltre a “Yesterday” c’è di più.

 

Basti ricordare che Macca è citato nel libro “Guinness dei primati” per esser stato autore di ben 32 “numero 1” nella classifica americana, di cui 26 canzone scritte con l’ex partner John Winston Lennon e di 29 Hits entrate in quella britannica, incluso il brano “Mull of Kyntire”, che nel 1977 vendette più di due milioni di copie, superando il vecchio record di una certa “She Loves You”. Solo questo basterebbe a mandare in cortocircuito i detrattori sul Web, ma invece stiamo per rincarare la dose.

 

E se Bob Dylan ha detto, di recente, che l’unico artista di cui ha un timore reverenziale è proprio Paul McCartney, perché è in grado di fare tutto in modo eccellente, di contro, c’è un certo musicologo, di cui non voglio far nome per non fargli pubblicità, che ha scritto che Paul McCartney è stato uno dei peggiori bassisti mai esisti e che il suo stile imitava quello di Brian Wilson. Peccato che il nostro saccente musicologo non sappia che molti album dei Beach Boys, incluso il mitico Pet Sounds, non era Wilson a suonare il basso, ma la turnista Carol Kaye e che inoltre il Macca ha sempre dichiarato di essersi ispirato, per le sue linee melodiche, ai bassisti della Motown, in particolar modo a James Jamerson, da alcuni definito come il Jimi Hendrix delle 4 corde. Inoltre è bene ricordare proprio il giudizio di Lennon, su Paul musicista, quando, poco prima di morire, asserì che McCartney era uno dei migliori bassisti al mondo e che al suo stile si erano ispirati le successive generazioni di bassisti. Un giudizio sincero quello di John poiché non è mai stato tenero nei confronti di Paul, il quale, paradossalmente, fu costretto dai suoi compagni della band, a suonare il basso, strumento che gli altri non volevano imbracciare.  

 

Ma la chitarra, suonata sin da piccolo, è stata sempre nel suo cuore. E pochi sanno che nei momenti cruciali della band di Liverpool è stato lui a prendere in mano la sei corde elettrica per regalarci gli assoli di “Taxman” e di “Good Morning, Good Morning” e il suo tocco ha raggiunto l’apice con  l’esecuzione di “Blackbird”.

 

La sua voce gli ha permesso di cantare di tutto, dalle canzoni sussurrate a quelle urlate, dalle ballate a quelle rockeggianti. Infatti, è uno dei pochi cantanti che riesce a modulare perfettamente la sua voce cimentandosi tra le note basse, come in “The girl is mine” e in quelle alte, come in “Hey Jude”. Insomma come ha detto qualcuno è l’uomo dalle mille voci.

Accogliamo questo questo artista con entusiasmo e facciamogli sentire il nostro cuore napoletano intonando con lui le sue canzoni.

 

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