Perchè Sanremo è Sanremo!

Domenica, 09 Febbraio 2020 21:27
  

È già l’una del mattino, ma qui sembra che la serata vada avanti ancora per molto: questa edizione del festival sembra un insieme confusionario di eventi (assurdi!) che non finiscono mai, ma che vanno stranamente bene. Fiorello se la cava, alla grande, ovviamente, facendo battute su quello che in realtà pensiamo un po’ tutti: ma quando finisce?


Arrivano le due, il terzo posto è stato assegnato dieci minuti fa: i Pinguini Tattici Nucleari hanno fatto una canzone carina, piacevole da ascoltare, ma forse il terzo posto è un po’ esagerato.

Questa edizione ha ricambiato un po’ le carte in tavola, ma ha anche mostrato come il pubblico italiano ancora non sia pronto. Certo personaggi come Rancore (che non ha bisogno di parole, perché parla già da solo e lo fa benissimo), che ha vinto il meritatissimo premio come miglior testo, e Lauro sono entrati nella Top Ten, ma in un certo senso non è abbastanza, senza poi considerare l’assurda polemica sul caso Cally, svantaggiato in partenza, destinato ad arrivare tra gli ultimi ancora prima di cominciare la gara. 

Gli italiani sono ancora troppo vincolati ad idee stupide, poco disposti a mettersi in discussione, come dimostra la classifica finale, dove il 34% del risultato finale era affidato al televoto e che ha ribaltato quella precedente: il pubblico non è ancora pronto.


La musica, così come qualsiasi forma d’arte, è una rappresentazione sociale e la dimostrazione di un bisogno di appartenenza, non può essere legata in modo imprescindibile ad un artista. Achille, ad esempio, non è solo quello che canta, ma è quello che fa: un personaggio meravigliosamente eclettico che trascende le regole e lo fa benissimo (con la presenza di Boss Doms il risultato è ancora più bello!), con un’eleganza che forse non ci si aspettava da quel ragazzetto che portava a tracolla sul dorso nudo borselli da uomo per le periferie di Roma. Sei meraviglioso: il personaggio che ci serve!


Meraviglioso anche Piero Pelù, che dimostra di stare sempre sul pezzo e ruba la borsetta di una signora tra il pubblico (grande Piero!); ridicolo Morgan, che dimostra ancora una volta la sua scarsa professionalità, offendendo sul palco, in diretta, il suo collega (il videio qui): non importa se è merito suo se sta su quel palco, è anche merito suo se se n’è andato dal palco! Trovata pubblicitaria o meno, il cantante dei Bluvertigo si sta circondando di un’area sempre più fastidiosa, che supera il suo talento: attento! L’umiltà prima di tutto (anche se bisogna ammettere che lo sketch ha divertito, dopotutto).

Stantii alcuni artisti, da cui non si può pretendere se non una buona esecuzione: bravi comunque!!

Stranamente ad hoc il lavoro di Amadeus, forse supportato dall’amicizia tra lui e Fiorello, percepibile sul palco stesso e quasi assente la presenza delle donne. C’erano o no, il risultato non sarebbe cambiato probabilmente (anche se bisogna fare tanti complimenti alla Salerno: sempre bellissima!).

Un’edizione piena di strane sorprese e piccole scenette, come quella di Ghali che cade dalle scale (apposta, ma sotto gli occhi increduli di Fiorello) o quella tra Amadeus e Ronaldo, che dopotutto non è andata così male. Piccole perle che quasi mandano anche in secondo piano (ma senza esagerare) la prestazione di Benigni.


Ovviamente non ci si può dilungare troppo su ogni artista e dettaglio, perché, altrimenti, bisognerebbe scrivere almeno una tesi, piuttosto che un articolo: come fanno notare i commenti sul web di questo Sanremo, la sua caratteristica principale è stata la durata, infinita, di ogni puntata.
Come è stato scritto all’inizio, il terzo posto è stato assegnato intorno alle due del mattino, ma tra il terzo posto e la proclamazione del vincitore (il bravissimo Diodato, che dopo tanta gavetta e la sua terza presenza al festival, ha vinto con una canzone semplice e complessa allo stesso tempo: bravo Antonio!!!! E poco importa se sia dedicata o meno a Levante, anche lei presente al festival tra i concorrenti, questo non ci riguarda. Bella pe’ te, ci!) è avvenuta intorno alle 2 e 30… sette ore di diretta: spettatori e presentatori distrutti; probabilmente il figlio di Amadeus avrebbe preferito andare a scuola e neanche il casuale (?) spoiler di Sky è riuscito a mandare a letto i telespettatori: il finale è stato un susseguirsi di cantanti, che sembravano quasi presi a caso (forse lo erano davvero?) per temporeggiare.


Insomma questa edizione 2020 è stata piena di sorprese, un misto di trash in connubio con l’arte, senza però risultare fastidioso: si può dire che ad un certo punto, come ha detto Fiorello, “non si capiva più nulla!”. 

Molti probabilmente, e forse lo spero, si staranno mordendo le mani per non averlo visto, ma per fortuna siamo nell’era del web e di Raiplay, quindi andate a rivederlo, non avete scuse. E poi c’è il maestro Peppe Vessicchio!! Standing Ovation!




Link alla foto: https://tg24.sky.it/spettacolo/musica/2020/02/07/quarta-serata-sanremo-2020-pagelle.html

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