The Valhalla Murders: Netflix porta l'Islanda a casa nostra!

Domenica, 15 Marzo 2020 10:07
  

Tempi di quarantena per la cara vecchia Italia. Bisogna stare a casa per la salute nostra e di chi ci sta intorno, per non sovraccaricare ancor di più gli ospedali già al limite della sopportazione (se non oltre), per ridurre i contagi. È importante.
Tuttavia, molti vivono questa quarantena come una prigionia, ma i serial addicted sono abituati da anni! Guardare una serie tv, infatti, è una delle molteplici attività che si possono tranquillamente svolgere nella propria dimora, riuscendo così ad evadere – con la mente – dalle mura domestiche.

La serie di cui vi parliamo oggi ci porta tutti in Islanda. The Valhalla Murders è il nuovo show prodotto da Netflix (con l’inglese Truenorth Productions e l’islandese Mystery Productions), composto da 8 episodi e disponibile sulla piattaforma streaming dallo scorso 13 marzo.
L’agente Arnar (Bjorn Thors) torna nella sua madre terra Islanda dalla Norvegia per assistere la collega Kata (Nina Dogg Filippusdottir) in un’indagine davvero complessa e pericolosa: gli ingredienti principali sono un serial killer, un ex collegio da brividi e intrighi politico-amministrativi.

La serie si lascia guardare con piacere per tutti gli otto episodi e ciò non è dovuto unicamente ai meravigliosi paesaggi e scenari in cui la vicenda è ambientata. L’indagine, infatti, è ben costruita in tutte le sue dinamiche, vede un preciso crescendo del pathos e non è caratterizzata da nessun tipo di faciloneria troppo nota ai polizieschi italiani e (ad alcuni) americani: [SPOILER ALERT] per intenderci, i detective non si trovano mai, guarda un po’, al posto giusto nel momento giusto.
Vi sono poi delle vicende parallele, che indagano la vita personale dei due protagonisti in special modo, ma si tratta di trame secondarie molto discrete, che non intaccano per niente la vicenda personale e sono dipanate con parsimonia e dignità nel corso dello show.

Si potrebbe dire che il freddo islandese, dunque, non si traduce in apatia, ma in un rigore che permette la creazione di una storia asciutta ma ben strutturata, estranea al surplus emotivo.
Gott! (in islandese: bene!)




Link alla foto: www.netflix.com

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Annachiara Giordano

Studentessa di Lettere moderne e aspirante giornalista, sono appassionata di letteratura e viaggi, cinema e telefilm, insomma di tutto ciò che possa stimolare fantasia e immaginazione. 

Sito web: https://www.facebook.com/annachiara.giordano1?ref=tn_tnmn

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