The Rain: la pioggia cade in Danimarca e lo fa benissimo. La serie perfetta per la Fase2

Lunedì, 04 Maggio 2020 14:01
  

Maggio è qui. Il Presidente del Consiglio ha già annunciato l’ingresso del paese nella “fase 2” in cui le misure restrittive si allentano –sperando che l’incoscienza non porti ad una nuova ondata, ma non è questo il momento in cui parlarne. Per ora, ancora in un tuo stato embrionale, come un bruco che ne hai ancora per divenire farfalla, passi il tempo.

Hai fatto tutto ciò che potevi fare: seguito i tuoi corsi online, pulito casa, stesi i panni, vagato tra i social ed ora? Per tua fortuna, grazie alle magie del web, puoi cercare su Netflix, ormai tuo migliore amico, qualcosa d’interessante ed è lì che ti capita quella serie: ne avevi letto una volta, te ne aveva parlato qualche amico, ma che per vari motivi non ti era mai capitato di riuscire a vederla. Clicchi su riproduci e vai. 

Dopo un prologo di pochi minuti, The Rain parte senza fermarsi. E lo fa benissimo.

La trama narra di due fratelli che si ritrovano a vivere per sei anni in un bunker, abbandonati lì dal padre per proteggerli da un virus che sta sterminando la popolazione scandinava attraverso la pioggia. Dopo questo periodo i due saranno costretti ad uscire dal loro rifugio e ad affrontare una serie di pericoli lungo il loro percorso, assieme a dei nuovi compagni.


Un format che richiama dal più recente The Walking Dead – morto durante il tragitto – al più vecchio – ma solo per età – fumetto argentino L’eternauta scritto da Héctor Oesterheld negli anni cinquanta, per poi passare a grandi pellicole come Contagion o quelle del grande Romero, ma soprattutto perfetto per questo momento storico. Insomma il genere dell’horror fantascientifico trova sempre alto riscontro e i danesi se la sono cavati perfettamente in questa prova – ovviamente è necessario affermare che si tratta di una serie di produzione locale che di certo non può competere con serie di produzioni maggiori, come Stranger Things, nate già con l’idea di essere dedicate ad un pubblico inevitabilmente più ampio.

La serie, tuttavia, coniuga perfettamente diversi generi. Dallo splatter al teen drama miscelati dolcemente in un ambiente sci-fi, ma tutto a piccole dosi, senza mai strafare; anche quando sembra che potrebbe scadere sul banale, non cede e prosegue senza problemi. E poi ci sono quei momenti di “normalità” – su cui forse la serie vuole un po’ puntare – ricercati o meno tra i personaggi che te li rendono veri. Inoltre, altro punto a suo favore, le puntate non sono infinite: la prima stagione è di otto episodi, mentre la seconda di sei ed ora è in arrivo, ancora però non si sa esattamente quando, la terza ed ultima stagione. Ebbene si, l’ultima, sperando che tale rimanga.

Il fatto che sia una serie con un inizio ed una fine ci rimanda ai vecchi amori, come Breaking Bad o Sons of Anarchy – anche se quest’ultima davvero infinita – e che permettono di fare davvero un cinema a portata di tutti, senza rischiare che un’opera possa morire o scadere. Perché siamo sinceri, per quanto un lavoro possa essere valido, non sempre proseguire finché la fama ci assiste è la cosa migliore da fare. Si pensi alla rivalità tra i Beatles ed i Rolling Stones: è stata vinta senza discussioni dai primi nel momento hanno deciso di sciogliersi evitando di scrivere opere che potevano rischiare di essere scadenti rispetto i loro standard, divenendo leggenda.





Link alla foto: https://questnews.it/the-rain-trailer-e-locandina-per-la-nuova-serie-post-apocalittica-di-netflix/

Vota questo articolo
(1 Vota)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.