Diego Armando Maradona. Una vita di cadute e di riscatti

Mercoledì, 25 Novembre 2020 22:15
  

diego-armando-maradona-morto copia

 

E' scomparso il più grande calciatore di tutti i i tempi, è morto oggi a Tigres in Argentina Diego Armando Maradona. Aveva compiuto 60 anni il 30 ottobre. a lanciare la prima agenzia il quotidiano Clarine e dal sud america in pochi minuti la notizia è rimbalzata nelle redazioni di tutto il mondo. Letale per il Pibe de oro un attacco cardiocircolatorio, mentre si trovava a Tigres nella sua casa di Barrio Sant' Andres in compagnia della figlia Giannina. Allertate dalla donna, sei le ambulanze che si sono precipitate a dare soccorso, ma che hanno solo potuto constatare il decesso. Un quadro clinico compromesso in seguito all'operazione al cervello subita i primi di novembre, per un' ematoma subdurale. Il decorso postoperatorio era stato per certi versi sorprendente anche se le condizioni generali facevano temere complicazioni. Ma Diego era stato dimesso e seguiva un percorso riabilitativo. Il recupero è stato interrotto bruscamente dalla notizia della morte del mito. La morte del più grande giocatore di tutti i tempi.

 

Muore quello che è stato l' emblema del calcio in tutto il mondo insieme a Pelè, che pochi giorni fa affermava: " probabilmente  ci ritroveremo insieme a giocare in paradiso"

 

Diego Armando Maradona se n'è andato intorno alle 17:00 ora italiana; piange l' Argentina ma piange anche la sua Napoli. Una pugnalata dritta la cuore per tutto il mondo del calcio e non; per tutto ciò che Diego ha rappresentato in campo e fuori. Un artista, sia che giocasse alla Bombonera sia che giocasse al San Paolo di Napoli. Un trascinatore, il numero 10 per eccellenza sin da bambino, quando diceva di avere due sogni nel cassetto, il primo di giocare un mondiale, il secondo di vincerlo. Con il suo divino sinistro li ha realizzati, ha vinto da solo il mondiale in Messico del 1986 contro l' Inghilterra e con la famosissima Mano de Dios.

Ma ha fatto immensamente di più per Napoli e con il Napoli consegnandogli due scudetti. Una sorta di rivincita sociale e di riscatto. Maradona è stato l' Eldorado, è stato il capopolo, idolo indiscusso e indiscutibile . Una storia unica quella napoletana durata 7 anni fatta anche di eccessi dentro e fuori dal campo, finita per una brutta storia di doping. Da li, il tentativo di riabilitazione a Siviglia, la rinascita calcistica, l'ultimo periodo nel suo amato Boca Junior e il passaggio dal campo alla panchina. Una vita spericolata quella di Maradona più di una volta riacciuffata per i capelli. Maradona era la bandiera di due paesi la sua Argentina e Napoli che soffrono e lo omaggiano. Le sue due patrie ricordano di quando il mondo si fermava con il cuore in gola stupito ed estasiato  ad osservare quel ragazzo che volteggiava in campo e sembrava volasse. oggi il mondo si ferma nuovamente commosso e con un groppo in gola a guardare mentre quello stesso ragazzo volteggiando per un ultima volta vola via.

 napoli e maradona

Un personaggio leggendario anche se controverso, amato e venerato, discusso e discutibile. Un iconoclasta.

 

E adesso che il Pibe de Oro non c'è piu' la sua ormai famosissima frase: "è stata la mano di DIO" assume tutto un altro sapore.

Diego era solito dire, i giornalisti non mi hanno capito, la gente invece si, Ed è proprio per questo che per comprendere a fondo cosa significhi la perdita del genio del calcio per Napoli abbiamo posto una semplice domanda a quattro ragazzi :

 

"Cosa ha rappresentato per te Diego Armando Maradona?"

 

Cristian: " Non è tanto cosa ha rappresentato per noi Maradona, ma cosa è stato per Napoli. Il riscatto sociale in un' Italia che ci ha sempre considerati come ultimi, parassiti e sfaticati. Siccome sai che in questo paese un giocatore di calcio vale più di un Santo, ecco la risposta alla tua domanda."

 

Vincenzo: "Io ero piccolo ma per me era pura gioia. Si respirava un clima diverso in quegli anni non so spiegare

C' era qualcosa in questo ragazzo che veniva a napoli per vincere, e alla fine era così naturale per lui che sembrava davvero come un sogno
In fondo in un gioco di squadra c' era questo fenomeno che da solo ribaltava ogni pronostico
Insomma sembrava una leggenda, tutti ne parlavano anche chi non seguiva il calcio e tutti andavano allo stadio per vedere questa leggenda.
Non è mai successa una cosa simile prima e forse neanche dopo.
Per me era come vivere una specie di favola perché sembrava che uno di quegli eroi delle leggende fosse sceso a Napoli per fare vincere qualcosa a quella città ma non era solo quello... la sua storia personale, il suo modo di fare, le origini lo rendevano in tutto e per tutto un napoletano e non solo, di sicuro, un talento particolare.
Se vedi le sue partite anche se non segui il calcio puoi capire cosa abbia significato per Napoli che non vinceva da sempre.
Anzi non aveva mai vinto.
Ancora non ci si può credere in effetti che il più grande di tutti i tempi sia andato a Napoli invece delle solite squadre
In due parole
E' stata una benedizione
Dopo il terremoto arrivò questo dono.
E questo è quanto.
 maradona-arrivo
Stefano: " Cosa è stato Maradona?
Maradona è stato, quello che oggi da grande posso definire, un nuovo Masaniello. Il leader di quella squadra di scugnizzi che era il Napoli degli anni '80.
Squadra capace di far gioire un bambino tifosissimo di un'altra squadra campana (l'allora Salernitana di Di Bartolomei), che con le sue vittorie si prendeva una rivincita verso quelle squadre e quella mentalità del Nord, che già da allora sapevo avessero qualcosa di sbagliato e "cattivo".
L'ho sempre visto come uomo del popolo, difensore dei più deboli, ma lo dico senza retorica, cioè lui per me era veramente il difensore dei più deboli, dei poveri, una salvezza per gli scugnizzi.
Per certi versi devo ringraziare anche lui per come poi sono cresciuto (soprattutto mio padre che mi faceva capire poi il senso di quelle vittorie).
Nonostante ora siano passati quasi 30 anni dalla sua partenza dall'Italia, la mia passione per quel Napoli, la porto sempre con me, andando contro alla "presunta
rivalità della mia squadra la Salernitana, (ma in effetti questa rivalità non è mai esistita e non può esistere) 
Per quelli che Maradona era droga, puttane, malavita ed evasione fiscale...dico solo...peccato, avete perso una grande occasione.
 
Questa scomparsa è al pari di quella di Massimo Troisi...due geni, due rivoluzionari, due Masanielli.
diego armando maradona scudetto-2
 
Fabiano: " Oggi il mondo piange la scomparsa di colui che era l'emblema e l'identità di tante generazioni.Piange la sua scomparsa, l' Argentina è distrutta dal dolore, Napoli perde il suo re, che con le sue prodezze ha incantato un popolo intero reduce da continui soprusi, schernito costantemente sul piano razziale fino ad allora. Si fino ad allora, perchè Diego, diventa colui che stralcia il velo dell' omertà calcistica, trascina una città, che comincia ad affrontare a petto pieno ogni insulto, ogni forma di denigrazione e tutto questo essendo sempre e solo se stesso. Diego era un leader, ha stregato e fatto innamorare i reietti, i dimenticati. Maradona è il simbolo della resistenza  partenopea, dell' insurrezione della gente comune, come d'altronde era lui, venuto dal nulla a difendere chi non aveva nulla. Ora il cuore di Napoli si stringe in una morsa di sofferenza e ogni giorno che passerà Diego si respiererà tra i vicoli, vivrà negli occhi della gente e probabilmente ogni anno il 25 di novembre si potranno ascoltare i suoi passi e il rumore dei suoi palleggi, li nello stadio, che mai come ora risuona di un silenzio assordante. un silenzio che rompe i timpani. Da oggi ogni bambino, disegnerà un 10 dietro la propria maglietta. Caro Diego, Napoli e i Napoletani si inchinano."
 

Video

L'iconico riscaldamento prima del match con il Bayern-Monaco
Vota questo articolo
(0 Voti)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.