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SI SPEGNE PIERRE CARDIN: GRANDE STILISTA DAL FUTURISMO AL PRÊT-À-PORTER

Mercoledì, 30 Dicembre 2020 20:59
SI SPEGNE PIERRE CARDIN: GRANDE STILISTA DAL FUTURISMO AL PRÊT-À-PORTER
  

«Ho sempre lavorato al mio stile che è diverso da tutti gli altri, era sempre stata mia intenzione essere diverso perché questo è l’unico modo per durare» così esordiva Pietro Costante Cardin (nome originario di Pierre Cardin), stilista di grande fama fin dalla seconda metà del 900 che si è spento il 29 dicembre 2020. Nato il 2 luglio 1922 a Sant’Andrea di Barbarana, è stato uno stilista italiano naturalizzato francese, apprezzato in tutto il mondo per il suo prêt-à-porter e il suo stile avanguardistico. Pietro apparteneva ad una ricca famiglia di proprietari terrieri che, caduta in disgrazia, si trasferì in Francia nel 1924 per fuggire dall’Italia fascista. Pierre non si è mai sposato e non ha avuto figli, ha sempre preferito dedicarsi all’ambito professionale nel quale ha saputo ben rappresentare il mix di stile tra Italia e Francia che aveva caratterizzato la sua vita.

Nel 1936 Cardin iniziò l’apprendistato presso il sarto Manby a Vichy, in seguito ha lavorato a Parigi presso Jean Paquin e da Elsa Schiaparelli. Nel 1947 è diventato sarto della casa di moda Christian Dior, dopo essere stato rifiutato dalla maison Cristobal Balenciaga. Nel 1950 Pierre fondò la sua omonima azienda di moda e nel 1953 si cimentò nell’haute couture cioè la lavorazione di abiti su misura con materiali pregiati. Oltre che stilista, è stato designer di interni, proprietario appassionato di residenze storiche, fautore di artisti e musicisti. Il creatore di moda, dopo essersi dimesso dalla Chambre Syndicale, iniziò a mostrare le sue creazioni in una nuova sede: l’Espace Cardin, spazio dedicato anche alla promozione di nuovi talenti. Di suo possesso fu il palazzo Ca’ Bragadin a Venezia e le rovine di un castello a Lacoste che dopo aver ristrutturato, ospitò festival teatrali. Negli anni Ottanta acquistò il Palais Bulles, nel quale tutto è disegnato in forma sferica richiamando la sua passione per le forme geometriche.

Nel 1947 ha partecipato all’invenzione del new look, lo stile che esaltava l’eleganza e la forma a clessidra del corpo femminile. Infatti, nel 1954 la sua ideazione del «bubble dress», un vestito a palloncino stretto in vita e rigonfiato sulla gonna. Il couturier è conosciuto soprattutto per essere stato promotore del prêt-à-porter ossia della vendita di capi non realizzati su misura come fino agli anni 50, ma già confezionati in taglie standard. Con il lancio della sua collezione ai grandi magazzini Printemps a Parigi, egli introdusse così la sua innovazione che ha segnato il passaggio dalla sartoria artigianale alla produzione in serie. Inoltre, ha realizzato vestiti all’avanguardia ispirati all’era spaziale in cui viveva e al futurismo con forme geometriche e spigolose, ottenute da tessuti sperimentali come plastica e vinile. Pierre sosteneva che il vestito e il corpo si regolassero l’uno sull’altro, anche per questo è stato il primo a liberare il corpo femminile dalle convenzioni creando abiti non vincolati dal genere sessuale, lanciando lo stile unisex. L’indiscusso genio puntava sulle sperimentazioni e stravaganze, aveva sempre desiderato essere diverso dagli altri  ed infatti, dopo aver fatto la storia della moda, è riuscito a lasciare un segno indelebile nei ricordi di tanti amanti del settore e non solo.

Ultima modifica il Mercoledì, 30 Dicembre 2020 21:14
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