Rubrica Mensile: Ravi Shankar

Lunedì, 15 Febbraio 2021 15:59
Ravi Shankar e George Harrison Ravi Shankar e George Harrison
  
Robindra Shankar Chowdhury, in arte Ravi Shankar, nacque nel 1920 a Varanasi, in India, da una famiglia di ballerini e musicisti. La sua vita sul palco iniziò in tenera età, come ballerino, con la compagnia di danza del fratello. Solo a 18 anni il suo interesse si spostò interamente verso il sitar, strumento a corde indiano, perché, dopo aver molto viaggiato, voleva riappropriarsi della sua cultura d’origine dove la musica ha che fare con la religione, con la filosofia e con la concezione della vita e del mondo.
 
 
Una musica molto lontana dai suoni e dalle forme occidentali a cui il nostro cercò di togliere quel carattere elitario per renderla accessibile  alle altre culture e invogliare gli ascoltatori ad apprezzare la sua complessità e la sua profondità attraverso esperimenti interculturali in cui si amalgamavano in un unico suono strumenti indiani e occidentali. Nella sua visione non dovevano esitare vari generi musicali: la musica è musica e basta. Questa sua voglia di contaminare ed essere musicalmente contaminato gli portò aspre critiche in patria, mentre in Occidente veniva osannato e apprezzato per la sua apertura intellettuale e musicale tanto da guadagnarsi, in seguito, il nome di padrino della World Music.
 
Negli anni ‘50 divenne direttore di All India Radio e proprio da allora la sua musica cominciò ad essere meglio conosciuta fuori dalla patria anche grazie all’esibizione presso il Royal Festival Hall in Inghilterra. Né sono da dimenticare le sue partecipazioni come musicista al Festival di Woodstock e al concerto per il Bangladesh organizzato da George Harrison nel 1971.
 
Era stato il suo modo di suonare i Raga (improvvisazioni) che aveva catturato l’interesse di molti musicisti inglesi, tra cui i Beatles, che incominciavano a vedere nel sitar non un semplice oggetto etnico, ma uno strumento che poteva dare nuove sfumature alla loro musica. E infatti in Norwegian Wood il sitar è lo strumento solista. 
 
Ravi Shankar ha vissuto in California con la sua seconda moglie Sukanya ed è morto all’età di 92 anni, ma la sua eredità musicale continua a vivere.
 
 
 
  
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