Retrospettive: Doisneau e la realtà ricreata

Venerdì, 26 Febbraio 2021 07:54
  
Robert Doisneau, considerato un esponente della cosiddetta fotografia umanista, è stato un fotografo francese del '900, sicuramente tra i più significativi.
 

Nato nel 1912 a Gentilly, alla periferia sud di Parigi, farà dei suoi luoghi natii il suopalcoscenico e solo verso la fine della sua vita si trasferirà a Montrouge, dove poi morirà nel 1994. Tra il 1925 e il 1930 studia incisione e litografia all'École Estienne di Parigi e dopo gli studi,nel 1929, lavora come grafico e disegnatore presso L'Atelier Ullman e inizia a fotografare professionalmente.In un contesto parigino in forte fermento culturale, Doisneau, nel1931 lavora come assistente del fotografo pubblicitario André Vigneau, dove incontra poeti e artisti d'avanguardia (Prévert sarà, infatti, uno dei suoi più grandi amici). Il contatto con l'ambito pubblicitario gli permette di diventare fotografo ufficiale delle officine Renault di Boulogne-Billancourt per poi passare a lavori da freelance. Nel 1939 conosce Charles Rado, fondatore dell'agenzia Rapho, di cui, nel1946 Doisneau diventerà membro attivo e lo rimarrà anche quando Cartier-Bresson gli offrirà un posto nell'agenzia Magnum.Doisneau pubblica le sue foto su riviste di notevole spessore, comeVogue, ma uno degli eventi più significativi sarà sicuramente il rapporto con la rivista americana Life. Gli americani, infatti, commissioneranno al fotografo una serie di scatti di "vita vera" e li promuoveranno ai lettori come tali, descrivendolo come un fotografo in grado di catturare attimi di quotidianità vissuti nella fugacità del momento,ma la realtà è che Doisneau mette in posa i suoi attori, ricreando le scene come un regista di teatro.

 

Doisneau 1

 

Famosissimo è lo scatto che ritrae i due giovani amanti ai piedi del municipio di Parigi,mostrata come l'abilità di un fotografo di entrare per un secondo nell'intimità di una giovane coppia che sboccia o che trova la sua realizzazione in un'Europa post-bellica, ma altro non si tratta che di una scena ricreata con una giovane attrice ed il suo ragazzo che agiscono sotto direttive.

 

Doisneau 2

 

Questa foto, che otterrà un incredibile successo e di cui ancora oggi se ne parla, guardandola come uno degli esempi più romantici ed emozionanti di "fotografia dal vero", sarà accompagnata da un processo dove i due amanti avrebbero richiesto un risarcimento in denaro, rifiutato dalla corte stessa che darà ragione al fotografo che sarebbe riuscito a dimostrare, non si sa esattamente come, di aver scritturato loro ed altri attori per ulteriori "messe in scena".


Si potrebbe quindi dire che le foto di Doisneau sono finte? Che le emozioni che un individuo prova guardando quelle foto non sono forse vere? In che modo la consapevolezza di come qualcosa sia stato realizzato può influire sull'emozione che si prova osservandola? Non è forse vera quella stessa emozione?


Perché non nutrirsi di essa e basta?


Doisneau ha creato opere che sono entrate nella quotidianità e nel cuore di coloro che si rivedono in esse. È riuscito ad immegersi, ed immergerci, in un territorio che conosceva a fondo e anche a ricrearlo in modo estremamente naturale, forse anche grazie a quella incredibile conoscenza che aveva di esso, essendone un membro attivo e partecipante.


Indipendentemente da come sono state realizzate le foto di Doisneau trasudano di vita umana, tanto da essere definito un esponente di un "profondo umanesimo".

 
Ultima modifica il Venerdì, 26 Febbraio 2021 10:14
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