Il principe delle tenebre: Miles Davies

Domenica, 10 Ottobre 2021 00:00
  
La rubrica del mese di ottobre è dedicata ad un artista che, seppur etichettato come autore di musica jazz, ha influenzato migliaia di suoi colleghi che suonavano generi completamente diversi dal suo: Miles Davies.
 
Questa straordinaria stella, amatissima dagli intenditori, nel corso della sua cinquantennale carriera, oltre ad aver posto le basi di almeno quattro stili di jazz diversi, tra cui bebop, cool jazz, hard bop, jazz modale e jazz fusion è stato considerato uno dei migliori trombettisti a livello mondiale, detentore di uno scettro che contendeva solo a Louis Armstrong.  
 
Il suo eclettismo musicale non si racchiuse solo nell’ambito jazzistico, poiché tra le ambizioni di Davis c’era anche la volontà di mescolare le proprie sonorità con quelle della musica rock psichedelica ed è per questo che nel 1969 pensò addirittura di collaborare con un certo Jimi Hendrix, ma purtroppo il progetto non vide mai la luce per cause, tutt’oggi, non chiare. 
 
Fu soprannominato Principe delle tenebre  sia per il suo carattere scontroso sia per quella sua voce roca e raschiante, ma sopratutto perché la sua musica modale, nata dalla stanchezza delle costrizione degli accordi bloccati in una tonalità precisa, si adattava perfettamente agli ambienti “dark”, notturni. Non è un caso che tra i maggiori capolavori di sempre viene spesso citato il suo “Kind of Blue”, un disco registrato, nello studio della Columbia Records di New York, in soli due giorni in compagnia del sassofonista John Coltrane, del pianista Bill Evans e del contrabbassista Paul Chambers, che dimostra come l’improvvisazione sia un’arte relegata a pochi eletti. 
 
Ma non possiamo fare a meno di chiederci se la sua avventura musicale, il suo modo particolare di suonare sia stata il frutto della sua volontà di esprimersi in modo eccentrico, o dalla di dipendenza dalle droghe che lo portava ad una forte instabilità emotiva  riversata nella sua musica. Forse l’importante è non farci domande, ma goderci la sua musica. 
 
 
 
 
 
 
 
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