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"Enneatipi Cinematografici" di Raffaella Foggia: la psicologia incontra il cinema

Lunedì, 06 Dicembre 2021 11:05
"Enneatipi Cinematografici" di Raffaella Foggia: la psicologia incontra il cinema
  

Secondo la teoria degli enneatipi è possibile raggruppare le personalità umane – al netto delle differenze che rendono ciascuno di noi unico – in nove tipi ben distinti. La rappresentazione grafica di tale dottrina è l'Enneagramma, un simbolo antichissimo dai connotati esoterici.

 

Enneatipi 2

 

A partire dal secolo scorso, grazie agli sforzi di George Gurdjeff e dello psichiatra boliviano Óscar Ichazo, l'Enneagramma è andato via via diffondendosi nella cultura occidentale, al punto che è tuttora utilizzato non solo per scopi terapeutici, ma anche in altri ambiti quali la formazione e selezione del personale.

 

È possibile, in rete o in libreria, documentarsi su storia, diffusione, ultimi sviluppi e quant'altro, tuttavia Raffaella Foggia, autrice di Enneatipi Cinematografici (Edizioni Il Papavero, 2021) si spinge più in avanti gettando – come si evince dal titolo – un ponte tra la psicologia e il cinema.

 

Enneatipi 1

 

Partendo da un solido ancoraggio teorico (corroborato da una nutrita bibliografia) in cui illustra con dovizia di particolari i vari enneatipi (con relative passioni associate), gli archetipi e i personaggi, l'autrice si focalizza successivamente in maniera più approfondita su ciascun tipo, descrivendone caratteristiche, storia familiare e modalità relazionali.

 

In più, ed è qui che risiede il contributo originale, Foggia delinea in modo in cui essi incontrano il cinema in termini di generi, ruolo e regole di base: ad esempio il tipo Due figura spesso come protagonista in storie d'amore o melodrammi, l'Uno è sovente rappresentato come un eroe virtuoso e dotato di un alto codice morale, il Tre necessita dell'approvazione sociale, ecc.

 

L'autrice, psicologa clinica e psicoterapeuta, si spinge ancora più in avanti, proponendo una rosa di esempi per ciascun personaggio e descrivendone due (un uomo e una donna) nel dettaglio. I film scelti per questo scopo si collocano su uno spettro di notevole estensione: da Il silenzio degli innocenti a Sabato, domenica e lunedì, da Colazione da Tiffany a Il Grande Lebowski.

 

La forza dell'opera di Foggia risiede proprio nel saper leggere tra le pieghe della trama, soffermandosi su dettagli che, solo apparentemente, potrebbero apparire insignificanti ma che si rivelano fondamentali per comprendere appieno le dinamiche psicologiche dei personaggi analizzati. Lo stile è asciutto, essenziale, privo di fronzoli non necessari e proteso verso la chiarezza propria della scrittura scientifica. Un senso di unità e coerenza attraversa l'opera e si esemplifica – ad esempio – nel fatto che parlando di un personaggio secondario, spesso l'autrice sottolinea come esso appartenga (anzi, "sembra appartenere") ad uno dei Tipi.

 

Enneatipi Cinematografici è, già dal titolo, un'opera di non facile collocazione: non è un manuale, tantomeno un saggio sul cinema; piuttosto, gettando un ponte tra questi due estremi, cerca di stimolare la curiosità del lettore proponendo un'infarinatura sulla teoria dell'Enneagramma attraverso il linguaggio (quasi) universale del cinema.

 

Per fruirne al meglio, il consiglio è quello di (ri)vedere ciascuna pellicola prima di leggere la parte ad essa dedicata, per non perdersi nelle lunghe descrizioni della trama; inoltre sgomberando la mente da qualsiasi pregiudizio sarà possibile riconoscersi, nella maniera più onesta possibile, in uno dei nove Tipi.

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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