Eventuale ritorno del nucleare in Italia: pro e contro

Domenica, 04 Settembre 2022 15:37
  

Parlare di energia nucleare in Italia ha assunto, soprattutto negli ultimi vent’anni, le caratteristiche di un argomento avvolto di disinformazione e stereotipi. L’alta pericolosità degli impianti e lo sfruttamento del materiale radioattivo hanno convinto gli italiani a decretare la fine della presenza di centrali atomiche nel nostro Paese. Questo ha determinato l’utilizzo di altre fonti energetiche sfruttando risorse fossili o rinnovabili.

La scelta italiana di uscire dal nucleare, in realtà, non è mai stata presa direttamente dei cittadini perché gli italiani hanno sempre risposto unicamente a domande referendarie legate all’utilizzo e al deposito di materiali fossili. Il nucleare, invece, è spesso stato materia di competenza dello Stato. Dagli anni 60, dunque, si è assistito al graduale spegnimento delle centrali presenti sul territorio e alla loro progressiva dismissione.

 

Lo sfruttamento dell'energia nucleare in Italia ha avuto luogo tra il 1963 e il 1990. Le quattro centrali nucleari italiane sono state poi chiuse a causa dei limiti d'età o a seguito dei referendum del 1987. Il dibattito sull'eventuale reintroduzione dell'energia nucleare si era aperto fra il 2005 ed il 2008 dopo l'impennata dei prezzi di gas naturale e petrolio. L’argomento è stato poi nuovamente messo da parte con il referendum abrogativo del 2011. Attualmente, sembra che il nucleare sia tornato ad essere argomento di discussione prima delle elezioni di settembre. Sostenuta o avversata dai partiti per motivi diversi; l’energia nucleare è spesso vista dall’opinione pubblica in modo negativo.

Il nucleare, ovviamente, ha i suoi pro e i suoi contro. L’energia nucleare, per esempio, ridurrebbe le emissioni di anidride carbonica responsabile dell’effetto serra, eliminerebbe il legame di dipendenza dell’Italia da altri Paesi fornitori di energia e gas, fornirebbe energia più pulita e a basso costo. D’altra parte, però, i costi per costruire una centrale nucleare sono elevati così come quelli dello smaltimento delle scorie. Ci vogliono innumerevoli anni affinché i rifiuti nucleari non siano più radioattivi, il trasporto di scorie nucleari ha un alto costo e le eventuali fuoriuscite dalle centrali provocherebbero danni a lungo termine all'ambiente e all'uomo.

 

Prima della presentazione degli attuali programmi elettorali, ambiente e transizione energetica non sono stati temi su cui i partiti politici hanno puntato molto. Eppure, la lotta al cambiamento climatico dovrebbe essere una priorità assoluta per tutti e potrebbe essere uno dei principali temi di dibattito in campagna elettorale. È necessario considerare che il tema energetico sia molto complesso da affrontare in questo momento. Questo accade soprattutto perché la recente guerra in Ucraina ha reso evidente a molti italiani l’eccessiva dipendenza dal gas russo. Un altro motivo che rende difficile ma indispensabile la discussione riguardo le fonti energetiche è l’emergenza climatica. Questa, infatti, necessita di un piano strutturato di investimenti per migliorare le condizioni climatiche future. Servono soluzioni realistiche, urgenti ed efficaci per contrastare l’aumento dei prezzi, la dipendenza energetica e tutto ciò che ne deriva.

 

 

 

 

 

 

 

 

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