Mon Corps Mon Choix: la Francia è il primo paese a inserire il diritto d’aborto nella Costituzione

Giovedì, 07 Marzo 2024 07:55
  

Il 04 marzo 2024 la Francia attua un cambiamento storico diventando il primo paese al mondo ad introdurre il diritto di interruzione di gravidanza nella Costituzione. Il Parlamento, riunito in seduta comune a Versailles, ha approvato la misura voluta da Emmanuel Macron che aveva fatto partire l’iter dopo le sentenze che restringevano il diritto all’aborto negli USA. La Francia è diventata così il primo paese al mondo ad inserire tale diritto nella Costituzione con 780 voti a favore e 72 contro. Un lungo applauso ha accolto l’approvazione definitiva al disegno di legge e ad annunciare l’esito della votazione è stata Yaël Braun-Pivet, presidentessa dell’assemblea nazionale e prima donna a guidare una riunione congiunta delle due camere. Dopo la votazione, sulla Torre Eiffel è apparsa la scritta “Mon Corps, Mon Choix” ossia il mio corpo la mia scelta; al di sotto della Torre, invece, sono accorsi tantissimi francesi esultanti per la notizia. Macron, in seguito, ha commentato su X: “Fierezza francese, messaggio universale” e ha invitato i cittadini a riunirsi in occasione dell’8 Marzo per celebrare la nuova libertà garantita nella costituzione con la prima cerimonia di sigillatura aperta al pubblico dinanzi al ministero della giustizia.

 

Questa misura di legge, secondo il primo ministro francese Gabriel Attal, pone la Francia all’avanguardia del progresso. Sicuramente è una decisione storica per i diritti riproduttivi e la libertà femminile perché nel testo legislativo più importante dello Stato è ora tutelata ufficialmente la libertà delle donne di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. La decisione della Francia, in realtà, è rivoluzionaria anche perché l’aborto continua a essere un argomento molto divisivo e anche per raggiungere un’intesa sull’aggiunta dell’Igv in Costituzione si è dovuti scendere a compromessi. Inizialmente, infatti, si è cercato di introdurre il diritto all’aborto come fondamentale ma, per ottenere l’approvazione dei parlamentari più conservatori, il testo è stato modificato lasciando la possibilità ad un governo futuro di limitarne la modalità di accesso. Nonostante ciò, il testo rappresenta una conquista importante per il genere femminile soprattutto perché in molti paesi europei, negli ultimi anni, l’interruzione volontaria di gravidanza è stata considerata a rischio, anche l’Italia è tra questi.

 

In Italia l’aborto è tutelato dalla legge 194/1978 ma questo diritto viene spesso ostacolato in molti ospedali e consultori. Inoltre, nonostante il presidente del consiglio Giorgia Meloni abbia assicurato più volte che il suo governo non abolirà o modificherà la legge 194, dall’inizio della legislatura sono state presentate varie proposte di legge antiabortiste. Di recente, ha suscitato molte polemiche la proposta di legge di iniziativa popolare presentata dall’associazione “Ora et labora in difesa della vita” che prevede di introdurre l’obbligo per il personale sanitario di far ascoltare il battito cardiaco dei feti delle donne che vogliono sottoporsi all’Igv. Dopo aver depositato alla camera le 106.000 firme raccolte, il progetto di legge sarà presto discusso nelle commissioni riunite di giustizia e affari sociali.

 

Tutelare il diritto all’aborto dal punto di vista legislativo e pratico è fondamentale per garantire i diritti sessuali e riproduttivi di tutte le donne e per questo è necessario che altre istituzioni seguano l’esempio della Francia per difendere questa libertà. Il diritto ad abortire non obbliga nessuno a farlo, essendo un diritto dà semplicemente la possibilità a chi lo ritenga necessario di esercitarlo. A molti sfugge che abortire non è un dovere o un obbligo ma è una scelta e forse proprio per questo in tanti stati questo diritto non è concesso, perché un paese composto da una popolazione a cui è permesso scegliere diventa un ostacolo per chi la governa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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