Quieta non muovere et mota quietare

Giovedì, 21 Marzo 2024 00:00
  

 

Si vive davvero in una strana epoca, in un’epoca in cui anche la persona più lucida è abbagliata dal fatto che l’Occidente sia il Paese del Bengodi, un luogo dove si può avere tutto e subito. Il mondo in cui la “santa democrazia” difende tutti quei diritti naturali, compreso quello di pensiero, che in altri posti è difficile, se non impossibile, esercitare.

Tuttavia la civiltà odierna del politically correct limita fortemente questa facoltà degli uomini tanto che molti scrittori, comici, cantanti o artisti si autocensurano per non finire nell’occhio di un ciclone che non vuole che si usino linguaggi volti a offendere verbalmente una determinata categoria di persone.

 

Quando non accade ciò, ci pensa la legge a uniformare il pensiero del buon costume, esattamente come affermavano i latini con il detto Quieta non muovere et mota quietare (letteralmente:non agitare ciò che è calmo, ma calma piuttosto ciò che è agitato).

Non è un caso che la notizia di questi giorni è che il Governo attuale stia lavorando a una legge, voluta fortemente da Cristiana Capotondi, Anna Foglietta e Paola Cortellesi, per mettere una stretta sui testi violenti e misogini, di canzoni rap e trap ascoltate da migliaia di giovani.

 

Ed è proprio il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi a confermare l’iniziativa a mezzo stampa, dicendo che il Governo Meloni vorrebbe dialogare con le Major del settore e con aziende come Spotify per limitare la diffusione di questo tipo di musica.

I buon pensanti non parleranno mai di censura tout cour, ma piuttosto di un modo per indirizzare gli ascoltatori verso una cultura del peace and love ben vista a sinistra e adesso anche a destra, che vuole essere il punto di riferimento di questa nuova società.

Ma la memoria corta non cancella il fatto che i testi violenti o sessisti o che esaltano l’uso di sostanze stupefacenti son sempre esistiti.

Limitiamoci a qualche esempio famoso.

 

Nel bellissimo blues Hey Joe, portato al successo dal nientepopodimeno Jimi Hendrix si parla a tutti gli effetti di un femminicidio premeditato. Infatti i versi della canzone parlano di una persona che presto ucciderà la propria donna con una pistola perché lei lo ha tradito.

L’insospettabile Eric Clapton ha glorificato la cocaina in una sua hit dal titolo omonimo, in cui dice che questa droga è l’unica cosa che rende liberi e che non mente a chi l’assume.

Addirittura in Money for Nothing, dei Dire Straits si sfocia nell’omofobia e nel razzismo più becero visto che nel testo si dal “faggot” a una persona con il trucco e con l’orecchino e si insultano gli hawaiani

che suonano i bonghi come gli scimpanzé.

Anche Sir Elton John è caduto nel razzismo con la sua Island Girl in cui si racconta la storia di “una donna giamaicana nera come il carbone” che scappa dalla sua isola per fare la prostituta a Manhattan.

L’elenco potrebbe continuare all’infinito, ma non ci sembra che chi ascolta particolari canzoni o vede certi anime giapponesi o che gioca a Counter strike sia diventato un pervertito o un violento.

Il problema risiede altrove, non certamente non certamente nella visione di un film o nell’ascolto di una canzone sopra le righe .

Il cortocircuito consiste nel fatto che nessuno ha la bacchetta magica per evitare che si vada sempre più verso una società priva di valori e di contraddizioni e la soluzione non può essere trovata nella ricerca permanente della caccia alle streghe o dei cattivi maestri.

 

 

link alla foto : https://pixabay.com/it/photos/segreto-chiuso-su-shh-sotto-voce-5137229/

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