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Il logorio del potere

Il logorio del potere (83)

A partire da dopo Tangentopoli, è diventato sempre più difficile districarsi tra le liste di nomi, sigle, partiti e partitini che compongono la schizofrenica scena politica italiana; eppure proprio in questo momento è importantissimo sapere chi sono i personaggi che decidono il destino del nostro Paese ed essere aggiornati sui continui cambiamenti degli scenari politici.

Perché non bisogna mai dimenticare: "il potere logora chi non ce l'ha".

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Quando uno studente universitario va a sostenere un esame talvolta ne sostiene una parte col professore e una parte, la prima generalmente, con l’assistente. Ai suoi occhi, l’assistente è semplicemente un professore più giovane. In realtà la situazione è alquanto complessa.

Bisogna tornare all’ormai lontano 2010, anno della riforma Gelmini, dal nome dell’allora ministra dell’istruzione. Tra i vari aspetti curati dalla riforma c’era anche la situazione dei ricercatori universitari.
Al tempo esistevano unicamente i Ricercatori a Tempo Indeterminato (RTI), ovvero studiosi e docenti – pur non essendo tenuti ad insegnare – che però si vedevano costretti a vita nel ruolo. La riforma intendeva eliminare questa permanenza ad oltranza e voleva permettere l’avanzamento di carriera, con la nomina a professore per i ricercatori. L’idea era buona, anzi ottima. Nei fatti, tuttavia, le cose non sono andate come previsto.

È stata istituita, con la riforma Gelmini, una nuova categoria di ricercatori, gli RTD, ovvero Ricercatori a Tempo Determinato, di due tipi: il tipo A, per cui non è previsto il rinnovo dopo i tre anni, e il tipo B, per cui è previsto il passaggio a professori associati (o di seconda fascia) se in possesso dell'abilitazione scientifica nazionale.
Gli RTI sono stati da allora considerati come una categoria ad esaurimento. Un esaurimento però solo sperato, se non unicamente nervoso. Solo pochissimi fortunati RTI, infatti, grazie al Piano Straordinario finalmente previsto nel 2018, sono riusciti a divenire professori. E gli altri? Per gli altri c’è il limbo. Perché? Perché gli RTI non rischiano di restare senza lavoro, gli RTDb sì e quindi le università chiamano questi ultimi.

Il problema sta nel fatto che l’abilitazione scientifica nazionale ha una scadenza (la sua durata è stata estesa a nove anni lo scorso 10 Ottobre 2019, mentre prima era di sei anni) ed essendo passati ormai dieci anni dalla legge Gelmini molti Ricercatori a Tempo Indeterminato sono stati costretti a doversi guadagnare nuovamente l’abilitazione.
Si tratta di una situazione oltremodo indecorosa, soprattutto se si pensa che la maggior parte dei corsi universitari in Italia è tenuta proprio dai quattromila RTI rimasti, che si caratterizzano quindi come elementi fondamentali per gli atenei del Belpaese.

Cosa si potrebbe fare? L’idea più semplice e logica sarebbe quella di equiparare i Ricercatori a Tempo Indeterminato ai RTDb, considerando anche che, nei fatti, il compenso di queste due categorie non è poi così distante.
Questa disonorevole e problematica situazione è tuttora in parte sottoposta all’attenzione della Corte Costituzionale. Tuttavia ecco che insorgono i soliti problemi dell’istruzione in Italia: mancano i fondi e soprattutto l’opinione pubblica è pressoché disinteressata all’argomento. Eppure dovrebbe interessare a molti il destino dei giovani studiosi che si dedicano alla ricerca e che sono quotidianamente impegnati a formare le prossime generazioni di studenti universitari, nonostante vedano svilita perpetuamente la propria dignità e sminuiti i propri sforzi. È vergognoso che in Italia, terra così ricca di cultura, coloro che a quella cultura vogliono dedicare la propria vita debbano trovarsi imprigionati in un umiliante precariato a vita.




Link alla foto: https://www.ilgiardinodeilibri.it/speciali/libri-per-bambini-quali-sono-i-5-migliori-titoli.php

È ormai prossimo l'evento internazionale organizzato dalla S.I.DE.F – Associazione italiana dei Francesisti - per celebrare il cinquantenario dalla sua fondazione. La cerimonia si svolgerà, a Napoli, sabato 9 novembre dalle ore 9 alle 19 presso la prestigiosa sede dell'Institut Français (Palazzo Grenoble, via Crispi, 86), Salle Dumas. Il simposio…
Il 16 ottobre 2019 allo stadio San Paolo di Napoli si terrà "La partita del futuro, al San Paolo la sfida tra saperi e nuove idee". La partita del futuro, non un match calcistico ma una "gara" tra gli studenti, è stata promossa dal Centro di Cultura e Studi Giuseppe…

Alessio Bellini, 20 enne di Sanremo raccoglie mozziconi di sigarette dalle strade e dalle spiagge. La sua iniziativa ,concreta ed importante, è paradigma di impegno costante per la salvaguardia del nostro pianeta. Prima di agire è molto importante conoscere, per questo abbiamo deciso di intervistare Alessio. 

 

 

 

Da dove è nata l'idea di raccogliere mozziconi di sigarette per strada?

 

Già da quando ero piccolo ero molto sensibile ai temi ambientali: la nonna mi faceva guardare i cartoni animati di David Gnomo e passavo molto tempo nella natura, è un amore che dura da sempre. L'idea di attivarmi, però, è nata lo scorso inverno, quando si è tanto parlato di Greta Thunberg e del suo Global Strike: questo mi ha portato a riflettere e a dirmi che protestare è una buona cosa, ma poi bisogna passare alle azioni. E io l'ho fatto. Non ho partecipato allo sciopero, ho preferito parlare poco e agire molto. Da febbraio, dedico un'ora al  giorno alla raccolta dei mozziconi.                                            

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Cosa ti ha spinto a dedicarti quotidianamente a questa attività?

 

L'idea che non c'è tempo. Ogni giorno la gente getta i mozziconi per terra, se si vuole per lo meno mantenere un equilibrio, si devono raccogliere tutti i giorni, e più si è, meglio è. Purtroppo, l'inquinamento non fa pause, e quindi non possiamo farne nemmeno noi che lo combattiamo. E poi, voglio dimostrare a chi mi segue che io ci credo davvero, ci credo così tanto da investire ogni mia giornata in ciò che faccio.

 

Noti una maggiore sensibilità dei giovani rispetto agli anni precedenti?

 

Fortunatamente sì. Purtroppo, ci sono ancora un sacco di giovani che alla materia non sono interessati affatto o lo sono solo superficialmente, ma cosa mi conforta è che, in generale, vige una solida informazione. La gente sa. Qualcuno dice che la nostra sia la generazione del cambiamento: io non voglio deludere questa aspettativa, e invito tutti i miei coetanei a mettersi in gioco.

 

Pensi che le persone sappiano che la sigaretta è tra i rifiuti più dannosi per l'ambiente?

 

Purtroppo, questa è un'informazione che oggi manca a un sacco di gente. Si parla molto della plastica, ma in realtà la sigaretta rappresenta quasi metà dell'inquinamento degli oceani: basti pensare che un singolo filtro può inquinare oltre un litro d'acqua. Mi sento di dire che la responsabilità appartenga anche e soprattutto alle aziende che si occupano di rifiuti: esse, infatti, suggeriscono di conferire il mozzicone nell'indifferenziata. Questo è un grave errore, perché la sigaretta, contenente catrame, nicotina e polonio, è in realtà un rifiuto speciale che necessita un tipo di smaltimento particolare.

 

Che campagna si potrebbe utilizzare per aumentare l'informazione riguardante la pericolosità del filtro della sigaretta?

 

La mia azione di raccolta quotidiana non ha l'arroganza di voler cambiare il mondo, vuole essere, per l'appunto una campagna di sensibilizzazione e un po' di provocazione. Se poi, tanti ragazzi dovessero accettare la sfida, allora sì che si può puntare al cambiamento! Questo è ciò che si può fare dal basso, poi molto spetta anche alle istituzioni. Benissimo Sanremo, la mia città, la quale ha emanato l'ordinanza smoke free che vieta di fumare in spiaggia. Ora, il passo successivo è organizzare un processo di smaltimento dedicato alla sigaretta. Spero che le aziende se ne accorgano.

 

Quale fascia d'età noti sia maggiormente disinteressata alla questione ambientale?

 

Difficile a dirsi, ho notato sensibilità abbastanza diffusa, fortunatamente. Forse, però, gli anziani sono coloro che comprendono di meno l'urgenza: sono stati educati in una società dove la maggior crescita e la maggior produzione significavano un aumento del benessere, si era ben lontani dall'allarme ambientale. Tuttavia, questa è una panoramica molto generalista, non significa che un anziano non possa essere interessato o attivo in questo campo.

 

A 20 anni quanto ognuno di noi può concretamente aiutare il pianeta?

 

Marcel Proust diceva che ognuno può cambiare una piccola parte del mondo, ossia se stesso. Raccogliere qualche mozzicone o due bottigliette di plastica da una spiaggia, usare una borraccia, spostarsi con i mezzi pubblici, cercare di acquistare il più possibile prodotti a chilometro zero sono tutte azioni che chiunque può fare per migliorare il pianeta di quel poco. L'errore da non fare è pensare “se cambio solo io, non cambia niente”. Perché non è assolutamente così, ognuno di noi ha il dovere di essere controcorrente, poi il resto viene da sé. Io sono partito da Sanremo realizzando la mia iniziativa in solitaria, poi si è aggiunta mia sorella, poi i suoi amici, poi i miei colleghi in tutta la Liguria e il Piemonte. Se non avessi iniziato per paura che fosse inutile, oggi saremmo un centinaio in meno.

 

Pannellli informativi soprtattutto nelle grandi città potrebbero incentivare il cittadino al rispetto per l'ambiente?

 

Non saprei, posso dare una mia opinione. Io, sinceramente vedo che le parole, di per sé, costano poco e rendono ancora meno. La rivoluzione industriale, la Rivoluzione Francese, il Rinascimento... non sono stati incentivati da un governo, sono scaturiti dalla genialità delle persone più lungimiranti. Secondo me, più che pubblicizzare, le istituzioni dovrebbero organizzare iniziative che coinvolgano le imprese quanto il singolo cittadino, perché gli artefici dell'inquinamento quanto della pulizia, alla fine, siamo noi. Io sono fermamente convinto che le rivoluzioni debbano venire “dal basso”, bisogna metterci la faccia, come Thunberg, come tutti coloro che si stanno impegnando in un'iniziativa ecologica, e sono tanti.

stonewall

 

Giugno è stato scelto come Pride Month in ricordo dei Moti di Stonewall, quando la mattina del 28 giugno   1969 la polizia fece irruzione come spesso accadeva nello Stonewall Inn un locale gay sito nel quartiere  Village a New York. Quel 28 giugno nacque ufficialmente il MLOC,  Movimento di Liberazione Omosessuale Contemporaneo, quando Sylvia Rivera un attivista transessuale reagì all’ irruzione lanciando una bottiglia contro gli agenti e dando il via a 6 giorni di attacchi, reazioni e contrasti.

Migliaia gli individui coinvolti nelle rappresaglie che quella calda mattina di 50 anni fa sono inconsapevolemte diventate il simbolo della refrattarietà a discriminazioni sociali e di genere, simbolo di  politiche solidali e e sostegno tra gruppi della comunità LGBT+.

Adesso che Giugno sta volgendo al termine, proprio a pochi giorni dal 50° anniversario epocale al Roma Pride in un turbinio di colori, musica, tamburi, carri e personaggi in via del tutto fortuita  ci siamo imbatuti in un gruppo molto particolare che porta avanti un progetto interessantissimo., dal nome più che originale Frocya! Make Italy Queer Again.

Ma di cosa si tratta?

 

frocyacolori, musica, tamburi, turbinio, love is love,

 

Frocya nasce dall'idea di tre ragazzi, Emiliano, Claudia e Matteo, che riunitisi grazie alla passione per il Cinema in un momento di sconforto per la situazione lavorativa e sociale attuale hanno deciso di rimboccarsi le maniche e fondere la loro passione veicolandola nel creare contenuti audiovisivi e multimediali sui social, sensibilizzando e allo stesso tempo divertendo gli utenti che si interfacciano ai social.Il Target rientra nella fascia 18-30 anni. I ragazzi di Frocya si occupano di varie "rubriche" e come loro stessi ci dicono : “vorremmo portarne avanti una sul cinema (queer culture, black culture, feminist culture, film le cui maestranze sono donne, o sono persone che si identificano nella comunitá LGBT+, storie ai margini...) Una rubrica, poi, sulla sensibilizzazione nei confronti di artisti e non, che hanno fatto la differenza per l'affermazione dei propri diritti (es. Lina Wertmuller, Sibilla Leramo), e vorremmo poi condividere contenuti audiovisivi originali comici, irriverenti, di denuncia politica e sociale. Siamo ancora in fase di costruzione e piano piano stiamo definendo i margini in cui muoverci peró la nostra missione principale è quella di creare uno spazio multimediale divertente, che possa responsabilizzare il piú possibile i giovani che si interfacciano ai social partendo dalle tematiche lgbt+”.

 

Claudia Calcara (1994) dopo la laurea in comunicazione e scrittura creativa presso la John Cabot University di Roma, lavora come junior copyrighter e assistente alla regia per il cinema. Successivamente  frequenta il master in documentario presso ECIB- Scuola di Cinema di Barcellona (Spagna). Approfondisce la suaformazione in sceneggiatura, frequentando il "Corso di specializzazione per sceneggiatori- S'ILLUMINA" (Mibact - Siae). Attualmente lavora allo sviluppo di progett i indipendent i incollaborazione con Matteo Castellino e Emiliano Sisolfi.

Matteo Castellino (1989)  si diploma come attore e aiuto- regista all’Accademia Internazionale di Teatro di Roma. Dal 2010 recita in vari spettacoli con registi quali Corrado Veneziano, Valentina martino Ghiglia, Andrea Baracco e Vincenzo Manna. Nel 2017 frequenta un corso da documentarista presso la Met Film School di Londra. Successivamente lavora come assistente alla produzione per 'La Silian produzione' . Approfondisce la sua formazione in sceneggiatura, frequentando il "Corso di specializza zione per sceneggiatori- S'ILLUMINA" (Mibact - Siae). Attualmente lavora allo sviluppo di progetti indipendenti incollaborazione con Claudia Calcar e Emiliano Sisolfi.

Emiliano Sisolfi, (1994). Consegue una Laurea in Fotografia, Cinema e Televisione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli con una tesi intitolata “Il Cinema di Xavier Dolan”. Segue il corso di specializzazione per sceneggiatori presso l'ITS Fondazione Rossellini. Scrive e dirige tre cortometraggi: “Entra”, “Red Velvet” (in concorso al Moviemmece Cinefestival) e “Sto bene” (in post-produzione). Matura esperienze come segretario d’edizione e aiuto regia.  Per 4 anni riveste il ruolo di giurato al Giffoni Film Festival, per un anno giurato al Linea D’Ombra Festival. E’ uno dei primi selezionati per l’esperienza 3 Days at Cannes per il 2018 . Ha da poco concluso terza presenza come accreditato alla Festa del Cinema di Roma.

Per saperne di più questa associazione la si trova su Instagram all’ account : frocyagram o su Facebook alla pagina: Frocya., mentre per chi desiderasse mettersi in contatto conil direttivo l’indirizzo mail è : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

André Gide… à Naples

Giugno 14
Giovedì 20 giugno 2019 alle ore 18 presso l'Institut Français di Napoli (Palazzo Grenoble, via Crispi, 86) si terrà l'evento André Gide... à Naples. L'incontro sarà incentrato sulla presentazione, in anteprima internazionale, di un originale volume della prof. Carmen Saggiomo, dedicato al celebre autore. Si tratta di un unicum: il…

Piazza Mercato è stata scelta, a buon diritto, come una delle sedi per le manifestazioni del XXV maggio dei monumenti, dedicato quest'anno a Gaetano Filangieri, ispiratore della costituzione americana, e al secolo dei lumi.

 

 

Già con Carlo d’Angiò l’allora Campo del Moricino divenne un grande spazio riservato al commercio e fece da volano allo sviluppo urbanistico della fascia costiera.

Dal 1268 fino al 1800 fu anche lo spazio riservato alle esecuzioni capitali, la prima delle quali fu quella di Corradino di Svevia e l’ultima quella di Luisa Sanfelice.

Ma la piazza è soprattutto legata alla figura di Masaniello che lì iniziò e concluese la sua parabola di rivoltoso, per cui quel luogo mantenne nel corso dei secoli un fascino particolare.

 

Un fascino storico che purtroppo non fermò i bombardamenti alleati della II guerra mondiale che produssero alla piazza gravi danni, a cui poi si cercò di rimediare con la ricostruzione, basata purtroppo più su esigenze speculative che su quelle architettoniche.

Gli ultimi decenni hanno visto la presentazione di molti progetti volti a riqualificare Piazza Mercato, ma non sono mai andati in porto. Finalmente adesso, speriamo non per lungo tempo, si sta provvedendo al rifacimento della pavimentazione, della rete fognaria e dell'illuminazione.

 

E se le istituzioni hanno pensato al panem, ai circenses hanno pensato le associazioni del territorio che il 26 maggio avevano programmato di ridare colore e anima ad uno dei luoghi-simbolo di Napoli. Quel giorno eravamo tutti in piazza, ma la pioggia non ha permesso lo svolgimento dei vari eventi che sono stati rinviati al 9 giugno.

Infatti l'Associazione culturale no profit “Poesie metropolitane” e il Consorzio “Antiche Botteghe Tessili”, Napoli, Sii Turista della tua città, NAcosa (un progetto di arte contemporanea) e ArteRunning presenteranno, con il patrocinio del Comune di Napoli, vari progetti per ridare la magia, attraverso interventi poetici e disegni artistici, interventi musicali, teatrali e tanto altro ancora, ad un luogo pregno di tanta storia.

Sotto una pioggia scrosciante abbiamo rivolto qualche domanda a Rosa Mancini, presidente di Poesie Metroplitane e a Valentina Guerra, cofondatrice del collettivo artistico NaCosa:

 

- L’arte, la poesia e la creatività, interagendo tra loro possono migliorare la società?

Rosa Mancini: Sì. Assolutamente sì. L’arte in generale è un mezzo per migliorare la società, tante volte si urla per cambiare le cose, invece l’arte riesce, in senso positivo, a portare nuova luce e speranza in questo territorio e in questa società così frammentata.

- L’evento odierno, slittato al 9 giugno, è un primo passo verso questa direzione? Vi siete già impegnati per altre manifestazioni del genere?

Rosa Mancini: Il nostro intento è quello di creare un collettivo artistico per riqualificare altre zone di Napoli attraverso la poesia, l’arte, il teatro e la musica.

  • Le istituzioni vi hanno supportato?
  • - Come si possono mantenere i riflettori accesi su Piazza Mercato?

Rosa Mancini: Ci hanno supportato solo moralmente. Questa iniziativa è tutta autofinanziata. Ci muoviamo grazie ad una raccolta fondi con una produzione dal basso. Ci aiuta molto la comunità.

Rosa Mancini: Creando costantemente e ciclicamente degli eventi per riportare la piazza alla bellezza di un tempo. Non bisogna assolutamente fermarsi qui.

 

- Nel corso degli anni quali sono stati i cambiamenti che più hanno inciso sul declino di Piazza Mercato?

Valentina Guerra: Sicuramente i lavori interminabili, spesso interrotti per problemi burocratici e che certamente non aiutano i commercianti della zona. 

  • - Il declino commerciale è associato a quello sociale?

Valentina Guerra: Sono parecchio legati, c’è un effetto domino perché se non si aiuta l’uno non si aiuta neanche l’altro. Noi speriamo con questo tentativo di riqualificare la piazza, con la partecipazione di tante associazioni di dare una mano in primis ai commercianti e poi alle persone che abitano questa zona da anni.

  • - Molti sostengono che Palazzo Ottieri sia un pugno in faccia alla storia architettonica della piazza. Andrebbe abbattuto?

Valentina Guerra: Secondo me bisogna innanzitutto preoccuparsi di portare a termine i lavori nella piazza e poi si può pensare a tutto il resto, poiché solo ripartendo da questo punto centrale si può pensare di intervenire su altre cose.

 

 La foto di copertina è stata presa al seguente link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_del_Mercato_(Napoli)#/media/File:Piazza_mercato.jpg

 

 

Nei giorni scorsi si è tenuta, presso l'I.C. 72° "F. Palasciano" in via Padula di Napoli, la conferenza dal titolo "Giù il velo dai pregiudizi". L'evento, fortemente voluto dalla Dirigente scolastica dell'Istituto nonché moderatrice della conferenza, Maria Luisa Salvia e dalla docente Piera Gatti, organizzatrice e ideatrice della giornata di…

 

 

 

In questi giorni il “capitano” Salvini ha trovato nuovi nemici da estirpare: i negozi di cannabis light legali.

Probabilmente si muove in questa direzione perché questa piantina è mal vista dalle grandi lobbies da cui il vicepremier non vuole o non può prendere le distanze. Per chi non lo sapesse la canapa è il maiale del regno vegetale: non si butta mai niente.

Da essa si ricavano una miriade di prodotti ad un bassissimo costo economico ed ambientale.

 

L'uso straordinaria di questa pianta era già noto ai Fenici che, dopo averla lavorata, la trasformavano in tessuto utile per le vele delle navi, ma anche nel Medioevo la cellulosa di canapa veniva utilizzata dalle stamperie che la usavano per ricavarne carta per i loro libri.

Beppe Grillo, in uno dei suoi vecchi spettacoli, ricordava che Henry Ford stava per brevettare la Hemp Body Car, realizzata con fibra di canapa e alimentata con etanolo di canapa, ma nelle alte sfere americane, forse per questo motivo, si decise di bandire la pianta con il Marijuana Tax Act e proibirne il commercio e la coltivazione in tutto il territorio degli Stati Uniti. Infatti si paventava un pericolo per il nascente settore petrolchimico e per l'industria pesante che non volevano rivali che ostacolassero le loro produzioni.

Ebbe inizio una campagna mondiale di demonizzazione contro i cannabinoli, visti come il male assoluto e come anticamera di sostanze pericolose: eroina e cocaina.

 

Dal punto di vista farmaceuticoicannabinoli non sono droghe psicotrope, ma farmaci  farmaci  in grado di alleviare numerose patologie, quali ad esempio la spasticità correlata alla sclerosi multipla, il dolore di tipo neuropatico ed emicranico e alcune forme di epilessia farmaco-resistente.

Ricerche scientifiche hanno rilevato che l'uso medico della cannabis può essere usato come stimolante dell’appetito per i malati di HIV e come antidolorifico per i malati terminali. Queste proprietà benefiche della cannabis sono state riscontrate sia nella resina della pianta che nell’olio ricavato dai semi.

In Italia, grazie alla legge 242 del 2016, votata anche con il contributo della Lega, fu stabilito che era possibile coltivare e commercializzare canapa e i suoi derivati a patto che questi contenessero THC inferiore allo 0,6%, quindi un livello bassissimo di principio attivo, con il quale sarebbe risultato impossibile "sballarsi". Adesso il vicepremier ha rinnegato questa legge e, nonostante la Cassazione abbia ribadito la sua validità, ha espresso la volontà che i negozi di cannabis light chiudano. Ci si chiede come sia possibile che in un periodo di forte crisi come quello odierno si pensi di tornare al passato e chiudere un settore che per diecimila persone rappresenta una fonte legale di reddito. In attesa di un dietrofront da parte dei vertici politici ci auguriamo che la vicenda sia al centro di prossimi dibattiti. 

 

 

la foto per l'articolo è stata presa dal seguente link:

https://www.corriere.it/cronache/19_maggio_09/salvini-contro-cannabis-light-ma-si-puo-fare-cosa-dice-legge-cassazione-adf756fe-724d-11e9-861b-d938f88a2d19.shtml?refresh_ce-cp

In una cornice magica, tra i vicoli del centro storico ed i profumi di Napoli, arriva Chagall (1887-1985) ad incantare turisti ed appassionati. La Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta fino al 30 giugno 2019 farà da scenografia di ben 150 opere dell'affascinante pittore russo. Il percorso consta di…
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