Diario di un killer sentimentale (Luis Sepúlveda)

Martedì, 05 Novembre 2013 15:06
  

"Servì due whisky, unimmo i bicchieri, bevve e chiuse gli occhi. Era un uomo meritevole e mi preoccupai che il primo pezzo di piombo lo cancellasse subito dalla lista dei vivi."

 

Mai, mai, mai mescolare il lavoro con i sentimenti! I sentimenti non sono altro che debolezze umane, e un professionista non può permettere che tali debolezze interferiscano con il proprio lavoro. Soprattutto se il lavoro in questione è, per così dire, speciale. Affezionarsi alle persone da togliere di mezzo non aiuta di certo a portare a termine l'incarico nel migliore dei modi, e questo il nostro killer lo sa bene. Egli, infatti, vanta una carriera impeccabile che non ha nessuna intenzione di buttare al vento in una settimana. Però... si sa, la vita è imprevedibile... e se poi si intromette anche una donna, allora persino gli schemi del lavoratore più scrupoloso possono saltare in aria come petardi a Capodanno.

Il nostro killer ci guiderà, così, in un frenetico giro del mondo alla rincorsa di vari incarichi, giro che sarà costellato di innumerevoli imprudenze e passi falsi, che gli costeranno... be', cosa gli costeranno lo lascio scoprire a voi, non posso certo rovinarvi tutto il divertimento.

 

Quel che posso ancora dirvi è che il romanzo è stato definito “fulminante” da alcuni critici, premiandone – giustamente, a mio avviso – il ritmo incalzante e lo stile ironicamente coinvolgente, riconoscendo a Sepulveda l'abilità di trattare con leggerezza un genere particolare, che non è noir, che non è parodia, che non è diario, ma un po' di tutti questi messi insieme. Il protagonista instaura dei discorsi con la sua immagine riflessa, che si fa in un certo senso portavoce del suo istinto da assassino, rimproverandolo costantemente per gli sbagli che continua a commettere. Dov'è andata a finire la sua etica professionale? Eppure anche il mestiere più abietto del mondo deve averne una, e lui ne era consapevole fino a poco tempo prima: eseguire e basta, senza farsi coinvolgere. Cosa ha più valore, per lui, il rispetto dell'etica professionale o la morbidezza del cuore umano?

 

La risposta è nascosta tra le pagine, ma chissà se poi è davvero la risposta giusta.

 
Vota questo articolo
(3 Voti)
Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.