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"Limonov": l'ultimo eroe decadente europeo

Sabato, 23 Marzo 2013 00:00
"Limonov": l'ultimo eroe decadente europeo
  

Asseriva Oscar Wilde che “quando i critici dissentono tra loro, l'artista è d'accordo con se stesso”, tuttavia Emmanuel Carrère con “Limonov” ha ottenuto quel magico equilibrio di concordia tra i critici nell’elogio alla sua opera, per cui non potrà, con buona pace di Wilde, non essere in placida e soddisfatta sintonia con il proprio ego.

Il poliedrico scrittore parigino, anche regista e sceneggiatore, ha fatto il colpo della vita con il proprio libro di non-fiction sulla vita di Eduard Savenko, in arte “Limonov” – fusione delle parole russe che stanno per “limone” e “granata” – forse l’unico eroe decadente europeo vivente, epigono di Hemingway e D’Annunzio, ovvero di quella stirpe di personaggi che hanno reso la loro vita un romanzo e hanno realizzato romanzi sulla propria vita, in un inscindibile rapporto tra vita e letteratura.

La non-fiction è un genere in Italia ancora sottovalutato:  “Gomorra” di Saviano è stato l’unico successo clamoroso degli ultimi anni; all’estero, invece, fin dai tempi di “A sangue freddo” di Truman Capote, il racconto di fatti reali in una cornice simil-romanzesca è sempre stato un lavoro molto rispettato. “Limonov” ne costituisce un fulgido esempio, riuscendo a coniugare la biografia del protagonista con la vita dell’autore – per ascendenze materne, sia genetiche che culturali, molto vicino al mondo russo –  il tutto nella cornice della grande storia novecentesca della Russia e non solo.

La lettura del libro di Carrère è un vero guilty pleasure, perché non ci si può sentire innocenti nel simpatizzare con quel “buon farabutto” di Limonov, un uomo che ha vissuto mille vite: giovanissimo teppistello nell’Ucraina sovietica, nato mentre infuriava la guerra mondiale, poeta dell’underground moscovita, cameriere di un miliardario a New York, intellettuale rispettato a Parigi, soldato intruppato nelle file dei nazionalisti serbi durante la guerra dei Balcani, oppositore di Putin e Medvedev al fianco del grande campione di scacchi Kasparov. Un uomo iper-ambizioso che ha fatto della provocazione e dell’ossimoro le sue stimmate esistenziali: dongiovanni eppure fedele ai suoi grandi amori, virile e tuttavia felice delle sue esperienze omosessuali, fascista e comunista al tempo stesso, cinico ma sentimentale, violento ma sensibile. Ha girato mezzo mondo, è arrivato sia allo zenit che al nadir della scala sociale, ha sempre saputo stare al suo posto, sia fra gli artisti all’avanguardia della scena newyorchese e parigina che fra i carcerati russi –  è stato ovviamente anche in prigione – amando al contempo la bella vita del jet-set e l’eremitaggio sui monti dell’Altaj, riunendo in sé le più grandi esperienze e le più evidenti contraddizioni.

Carrère ha attinto a piene mani dai libri che lo stesso Limonov ha scritto, quasi tutti autobiografici, nonché da un lunga intervista con lui: il russo è stato piuttosto freddo circa il lavoro dell’autore francese, probabilmente perché, in tono con il personaggio, preferisce essere il protagonista assoluto anche nella gestione dei propri ricordi e delle proprie memorie. Tuttavia il gran pregio di Carrère è quello di ricostruire, con poche informazioni essenziali, i punti cruciali della storia russa, specialmente alla caduta del muro di Berlino, nonché di restituire visibilità a grandi nomi, oggi trascurati dai più, in primis in patria, della cultura ai tempi dell’URSS: Solženicyn, Achmatova, Tarkovskij padre e figlio, e tanti altri.

In sintesi, “Limonov” è un viaggio a più livelli dentro l’anima russa e l’anima di un russo che ha saputo più di ogni altro incarnare le pulsioni contrastanti del proprio paese.

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Alberto E. Maraolo

Laureato in "Medicina e Chirurgia" presso la "Federico II" nel 2010, attualmente lavora come medico specializzando in Malattie Infettive presso lo stesso Ateneo. 
Cinefilo onnivoro, sogna giornate di 48 ore per dedicare il tempo necessario ai tanti altri (troppi?) interessi: musica (rock e colonne sonore), sport nazional-popolari (calcio, ciclismo e motori) e non (basket USA), letteratura, storia, filosofia, fisica e logica for dummies.

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