The Help - Kathryn Stockett

Martedì, 25 Marzo 2014 18:50
  

 

“Una vecchia strega che viveva a Bath aveva un libro che non si riusciva mai a smettere di leggere! Eri costretto ad andartene in giro con il naso incollato alle pagine, cercando di fare tutto con una mano sola.”
Quando ho pensato alla prima cosa da scrivere a proposito del libro di questa settimana, mi è venuta subito in mente questa citazione tratta da Harry Potter e la Camera dei Segreti – l'avevate riconosciuta, vero, cari lettori? Mi è sembrata così perfetta, così calzante, perché è proprio questo l'effetto che The Help ha avuto su di me: non riuscivo semplicemente a smettere di leggerlo. Ogni pagina attirava la successiva, mi avvolgeva in un caldo abbraccio e non mi lasciava andare. Non che io volessi andare da qualche altra parte, intendiamoci; stavo benissimo lì, immersa nelle storie delle domestiche e delle signorine, tra cotonature e torte, bambini da accudire e rimedi contro lo sporco. All'interno di questa atmosfera femminile, casalinga, accogliente, splendidamente retrò, anche un tema serio e grave come il razzismo si alleggerisce diventando una lettura molto accattivante.
 
Ci ritroviamo, così, a tifare per Aibileen, Minny, Miss Skeeter e tutte le altre donne che decidono con coraggio di combattere segretamente per cambiare le cose, e scelgono un mezzo potentissimo: la scrittura. L'inchiostro può urlare e ferire, svelando al mondo la verità sulla situazione in Mississippi, e tutto questo è rischioso, e loro lo sanno, vedono con i loro occhi la violenza, la discriminazione, l'ipocrisia, ma scelgono il rischio in nome della libertà e dell'uguaglianza. Eppure sono i tempi di Martin Luther King, di Kennedy e di Bob Dylan, sono i meravigliosi anni Sessanta in cui ogni rivoluzione sembra possibile, in cui il profumo del cambiamento sembra più concreto che mai, e allora chi dice che un gruppo di domestiche nere guidato da una neo-laureata bianca non possa contribuire a tale cambiamento?
L'amicizia, la forza e, sì, anche le tante risate contenute in questo romanzo sono genuine, fanno bene all'anima. Ci affezioniamo ai personaggi al punto che non li vogliamo più lasciare, viviamo insieme a loro le piccole vicende di ogni giorno, assaporando i dialoghi brillanti e sagaci. La narrazione di alcune sezioni in slang afroamericano – nella versione originale che consiglio a chiunque capisca e apprezzi l'inglese – rende lo stile ancora più affettuoso, familiare, caldo. E pensare che è solo il romanzo d'esordio di Kathryn Stockett!
 
Nel 2011 ne è stato tratto anche un film, un bel film, ma che a mio avviso perde quell'intimità e quella familiarità che proviamo leggendo il libro. Ragazzi, io ve lo ripeto, questo libro è bellissimo. Non fatevelo scappare.
 
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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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