Squid Game: riflessioni sul grande successo della serie

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4 ottobre social blackout: cause e riflessioni

Nel pomeriggio del 4 ottobre le piattaforme social di Mark Zuckerberg sono andate in down per più di...

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Squid Game: riflessioni sul grande successo della serie
Ottobre 18
Squid Game è la serie televisiva sudcoreana, scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk, che sta riscuotendo un enorme ed inaspettato successo in tutto il mondo. La serie, costituita da nove episodi, narra la storia di un gruppo di 456 persone distrutte dai debiti, che accettano di partecipare ad un gioco mortale per vincere un grande montepremi. Nessuno di loro però è a conoscenza del fatto che, chi non supera un livello, non viene solo eliminato dal gioco ma perde la vita in quello che si rivela essere un folle esperimento sociale.   Dopo solo un mese dall’uscita su Netflix, Squid Game è stata dichiarata la serie più vista dal momento della sua uscita, contando 111 milioni di spettatori nel mondo; battendo anche Bridgerton che deteneva il record con 82 milioni di spettatori. Il progetto iniziale, elaborato circa 10 anni fa, doveva essere un film nato dai manga giapponesi, ma gli studi di produzione coreani lo ritenevano troppo violento. Hwang Dong-hyuk ha deciso poi di cambiare il suo progetto trasformandolo in una serie. Poiché la serie è uscita recentemente, non è stata ancora ideata una seconda stagione. Inoltre, sebbene tutti attendano con impazienza un sequel, il creatore teme di deludere il pubblico e che i nuovi episodi potrebbero non essere all’altezza dei precedenti. Proprio per questo motivo, in un’eventuale seconda stagione, cercherebbe di seguire i suggerimenti degli spettatori sui social network per soddisfare le loro aspettative.   La serie parla di ansie economiche e di lotta di classe, temi sentiti in Corea ma che hanno una risonanza globale e che per questo hanno attirato spettatori da tutto il mondo. A rendere davvero efficace la serie è la contrapposizione dell’innocenza dei giochi infantili di sopravvivenza alla consapevolezza che sta per accadere qualcosa di terribile e che fornisce velate allegorie quotidiane sulla vita adulta. Come altre serie, Squid Game ha un chiaro messaggio di denuncia sociale: il povero è costretto alle azioni più atroci per uscire dalla sua condizione mentre i ricchi osservano compiaciuti la loro situazione. In tutta la serie si contrappongono egoismo e altruismo; i personaggi della serie si comportano in modo poco etico dovendo spesso scegliere se salvare se stessi o uccidere un altro partecipante del gioco. Quando osserviamo dei personaggi che si comportano in maniera socialmente inaccettabile, in realtà diamo voce alla parte di noi meno etica e che talvolta cerchiamo di contenere. Immedesimarci in loro è un modo per far sfogare la nostra parte peggiore senza danneggiare nessuno. Ma la serie, sotto la superficie violenta e crudele, rivela anche una visione umana delle amicizie che si formano per necessità in un inferno distopico, ma anche perché il sostegno reciproco durante un momento di bisogno può davvero legare due persone.   Altri elementi ricorrenti in Squid Game sono l’angoscia della morte e la voglia di riprendere il controllo della propria vita. Se pensiamo a quello che abbiamo passato durante i mesi della pandemia, in cui le nostre vite erano bloccate e prevaleva la paura del virus, allora l’uscita di una serie cruenta e angosciante come questa funziona quasi da catarsi. È ammirevole il fatto che, nonostante questi temi siano macabri, le scenografie, le musiche e la rapidità con cui gli eventi si susseguono nella serie non consentono allo spettatore di percepire subito tutta la crudezza di quello che succede ma, piuttosto, alimentano la curiosità di vedere quale sarà il rapido evolversi della storia e l’esito finale del gioco.             Link alla foto: https://www.vesuvius.it/wp-content/uploads/2021/10/Squid-Game-1-1068x713.jpg
Lucca Comics 2021: le case editrici indipendenti boicottano la kermesse lucchese
Ottobre 18
A poco tempo dall’inizio della fiera, 29 etichette indipendenti di fumetto hanno comunicato di non partecipare più all’edizione 2021 di Lucca Comics & Games, a causa di alcune polemiche per la gestione della Self Area.   In un comunicato congiunto, hanno dichiarato di aver ricevuto solo lo scorso 1 ottobre le prime informazioni sulla Self Area, in un padiglione adiacente il Palazzetto dello Sport. «Lontana dal cuore pulsante del festival, dalla stazione dei treni, ma soprattutto lontana dall’editoria del fumetto, ovvero ciò che siamo anche noi a livello fattuale» afferma il comunicato. «La diversa collocazione delle aree Self ed editori non solo spezza il pubblico dei lettori di fumetti, ma rende complicati gli spostamenti per i molti autori della Self che collaborano anche con editori all’interno delle mura.»   A questo si aggiunge un costo degli stand per la Self Area rimasto invariato rispetto all’ultima edizione (quella del 2019), nonostante il numero ridotto di biglietti rispetto agli altri anni.   Questa situazione ha portato le case editrici indipendenti a rinunciare alla manifestazione, nonostante per loro Lucca Comics & Games sia l’evento più proficuo dell’anno. I firmatari del comunicato sono: Amianto Comics, Attaccapanni Press, BandaBendata, BlackBoard Autoproduzioni, Cabin Boy Studio, Collettivo Canederli, Collettivo Interiors, Collettivo Nowhere, Cthulhu Chronicles, Cyrano Comics, Diamond Dogs, Donuts Comics, Ehm Autoproduzioni, Formula Magica, Gli Ultracani, Incubo alla Balena, Inuit Editions, La Tana Autoproduzioni, Lök Zine, Macondo, MalEdizioni, Mammaiuto, PollinArt-Kepler, Potpourri Comics, Purpurea Noxa, Slowcomix, Storie Brute, Tenaga Comics e Wanderer Autoproduzioni. A supportare il boicottaggio si aggiungono inoltre autrici e autori come Federica D’Angella, Flavia Biondi, Giulia Adragna, Ivan Lodi, Jessica Marino, Lorenza De Luca e Marta Zaccarini.     Link alle immagini: https://www.luccacomicsandgames.com/it/
Bryan Adams torna in tour
Ottobre 15
Bryan Adams ha annunciato, attraverso il suo ufficio stampa, che i suoi spettacoli on the road, giungeranno anche in Italia nel 2022 e precisamente l’11 febbraio a Roma al Palazzo dello Sport, il 12 febbraio a Firenze al Mandela Forum e il 14 febbraio a Conegliano (TV), nella magnifica Zoppas Arena. Ticketone ci ha fatto sapere, in una delle sue pagine che le prevendite per i concerti di Bryan Adams saranno disponibili sia sulla propria piattaforma, dalle ore 10 di sabato 16 ottobre 2021, sia attraverso tutti gli altri punti vendita autorizzati.   L’ultima volta che l’artista canadese ha suonato nel Belpaese è stato nel 2019, quando la pandemia era solo una parola lontana e non un incubo in cui, come sappiamo, si è materializzata. Ma fortunatamenta, la situazione sta migliorando, soprattutto rispetto all’anno scorso, e ciò ha permesso alla voce di “Summer of 69” di registrare un album, “So happy it hurts”, che affronta il tema della libertà e che sarà disponibile dal prossimo 11 marzo. In un comunicato, riportato da molti giornali, il chitarrista ha voluto segnalare fortemente questo aspetto, infatti come dicendo che: “La pandemia e il lockdown ci hanno mostrato come la libertà di essere spontanei può essere negata. All’improvviso tutti i tour si sono dovuti fermare, nessuno poteva salire in macchina e partire – afferma Adams – “So Happy It Hurts” parla di libertà, autonomia, spontaneità e del brivido di correre su una strada senza barriere. L’album affronta molte parti effimere della vita, che però sono davvero il segreto della felicità, soprattutto la connessione umana”.   Quello che di sicuro sappiamo del nuovo lavoro in studio di Bryan Adams, arrivato dopo il successo commerciale di “Shine a Light” del 2019, che è la sua quindicesima fatica discografica e che conterrà dodici brani di cui è autore.   Però, nel frattempo, prima della data di uscita del CD, possiamo gustarci in streaming il primo singolo estratto che non è altro la title track del long playing e riuscire ad assistere ad una delle esibizioni dal vivo di Bryan, tutte eseguite tra l’America e l’Europa. Finalmente stiamo lentamente tornando alla normalità anche noi.   link all'immgine https://scontent.fnap6-1.fna.fbcdn.net/v/t39.30808-6/245496863_10158905594397832_5933733603536447912_n.jpg?_nc_cat=109&ccb=1-5&_nc_sid=0debeb&_nc_ohc=EBpAb2Xo56gAX8M_Xdf&_nc_ht=scontent.fnap6-1.fna&oh=fdfe56445b0a88813e33ed8767c3cf12&oe=616DCDC6
"Opera al Museo" il 16 ottobre al Museo della Fornace
Ottobre 11
Il prossimo 16 ottobre, presso il Museo della Fornace di Agropoli (SA), avrà luogo l'evento "Opera al Museo". Il calendario del polo museale, diretto dall'Avv. Elena Giovanna Foccillo, si arricchisce dunque di un altro appuntamento di altissimo livello artistico e culturale: star della serata il Soprano Maria Pia Garofalo, accompagnata dal chitarrista classico Biagio Fabio Carrella e dalla pianista Cira Lariccia.   La Garofalo, nominata Perla del Cilento 2016, è tra le eccellenze del territorio ed è considerata il volto della Campania: nata nel 1997 e laureatasi presso il Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Martucci" di Salerno, ha già tenuto, a dispetto della giovane età, più di 300 concerti in Italia e si è distinta anche all'estero con la vittoria di più di dieci premi, tra i quali il prestigioso concorso "Emil Rotundu", in Romania. Oltre ad aver già pubblicato un libro, Sogno, e un album con la Kicco Music è diventata una dei più giovani direttori artistici di Festival Musicali in Italia e all'estero.   Carrella, nato ad Avellino nel 2002, ha superato con il massimo del punteggio l'esame di ammissione per chitarra classica al Conservatorio "Domenico Cimarosa" del capoluogo irpino, ove è iscritto all'anno accademico 2021/22. Vanta numerose partecipazioni a concerti e manifestazioni in tutto il territorio della Campania. Lariccia, docente di pianoforte presso il Liceo Musicale di Sapri si è laureata col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Potenza "Carlo Gesualdo da Venosa" e ha partecipato a numerose masterclass e concorsi in Italia e all'estero; ha inoltre ricevuto una borsa di studio come migliore pianista solista del conservatorio nel 2011, e un'altra nel corso dell'anno accademico 2013/14 per l'accompagnamento delle classi di violino, clarinetto e violoncello.     La serata sarà presentata da Teresa Miglino Ricci e vedrà la partecipazione di Valentina Pia Miglio, Martina Marotta e Francesca Nunziata.
Il principe delle tenebre: Miles Davies
Ottobre 10
La rubrica del mese di ottobre è dedicata ad un artista che, seppur etichettato come autore di musica jazz, ha influenzato migliaia di suoi colleghi che suonavano generi completamente diversi dal suo: Miles Davies.   Questa straordinaria stella, amatissima dagli intenditori, nel corso della sua cinquantennale carriera, oltre ad aver posto le basi di almeno quattro stili di jazz diversi, tra cui bebop, cool jazz, hard bop, jazz modale e jazz fusion è stato considerato uno dei migliori trombettisti a livello mondiale, detentore di uno scettro che contendeva solo a Louis Armstrong.     Il suo eclettismo musicale non si racchiuse solo nell’ambito jazzistico, poiché tra le ambizioni di Davis c’era anche la volontà di mescolare le proprie sonorità con quelle della musica rock psichedelica ed è per questo che nel 1969 pensò addirittura di collaborare con un certo Jimi Hendrix, ma purtroppo il progetto non vide mai la luce per cause, tutt’oggi, non chiare.    Fu soprannominato Principe delle tenebre  sia per il suo carattere scontroso sia per quella sua voce roca e raschiante, ma sopratutto perché la sua musica modale, nata dalla stanchezza delle costrizione degli accordi bloccati in una tonalità precisa, si adattava perfettamente agli ambienti “dark”, notturni. Non è un caso che tra i maggiori capolavori di sempre viene spesso citato il suo “Kind of Blue”, un disco registrato, nello studio della Columbia Records di New York, in soli due giorni in compagnia del sassofonista John Coltrane, del pianista Bill Evans e del contrabbassista Paul Chambers, che dimostra come l’improvvisazione sia un’arte relegata a pochi eletti.    Ma non possiamo fare a meno di chiederci se la sua avventura musicale, il suo modo particolare di suonare sia stata il frutto della sua volontà di esprimersi in modo eccentrico, o dalla di dipendenza dalle droghe che lo portava ad una forte instabilità emotiva  riversata nella sua musica. Forse l’importante è non farci domande, ma goderci la sua musica.    link all'immagine: https://www.instagram.com/p/CQjoZb2l3FF/             
4 ottobre social blackout: cause e riflessioni
Ottobre 08
Nel pomeriggio del 4 ottobre le piattaforme social di Mark Zuckerberg sono andate in down per più di sei ore. Il problema è stato riscontrato in tutto il mondo e, sebbene non sia la prima volta che accade, mai un disservizio era stato così prolungato. Il problema ha iniziato a manifestarsi poco prima delle 18 e in pochi minuti gli utenti sono andati nel panico. Dopo poco più di 24 ore dal blackout simultaneo di Facebook, WhatsApp e Instagram, Mark Zuckerberg spiega che quanto accaduto non è dovuto a nessun attacco hacker e a nessun guasto. Secondo il vicepresidente delle infrastrutture Santosh Janardhan, a creare problemi sulle piattaforme è stata la combinazione di un errore umano e di un bug del meccanismo di controllo. Questa interruzione è stata causata dal sistema che gestisce la capacità della nostra rete globale (backbone). Si tratta della rete che Facebook usa per connettere le sue strutture informatiche, formate da chilometri di cavi in fibra ottica che attraversano il mondo e collegano tutti i suoi data center. L'azienda dichiara che la causa di questo malfunzionamento è stato un errore umano; nel lavoro quotidiano di questa infrastruttura, gli ingegneri hanno spesso bisogno di mettere parte della dorsale offline per la manutenzione. Durante uno di questi lavori ordinari, è stato inserito un comando per testare la backbone globale che ha involontariamente interrotto tutte le connessioni. Altro imprevisto è stato un bug negli strumenti di controllo, che ha impedito di interrompere il comando errato. Da lì si sono verificati ulteriori problemi relativi al DNS (che traduce gli indirizzi IP in siti web) e al Border Gateway Protocol (che connette tra loro più router di sistemi autonomi distinti). In seguito a questo blackout, molti esperti hanno reso evidente che il down dei social rivela molteplici fragilità: la loro fragilità intrinseca, quella dei sistemi di Internet ma soprattutto la nostra fragilità in relazione a loro cioè la nostra dipendenza da questi strumenti. Quanti realmente sarebbero capaci di rinunciare per un po' ai social network? La risposta si è avuta lo scorso lunedì quando per la temporanea assenza di determinati social, milioni di utenti si sono iscritti su Telegram, Twitter e altre piattaforme per poter continuare a chattare.   I ricercatori hanno notato che pochissime persone riuscirebbero a vivere senza social, per molti altri farne a meno vorrebbe dire andare incontro a crisi di astinenza, noia, depressione e paura di essere emarginati. Non tutti sanno gestire l'ossessione di controllare la vita degli altri o dover condividere la propria tramite foto, audio, video e messaggi. È grave che per sole 6 ore di down dei social, molti si siano sentiti spaesati e abbiano ritenuto non ci fosse nessun'altra alternativa valida per trascorrere il tempo da soli o in compagnia. Eliminare queste piattaforme è ormai impossibile e controproducente ma, senza dubbio, sarebbe utile usare le app con maggior moderazione e autocontrollo. Il blackout a livello globale ha determinato una grande perdita economica, ma ha aperto una riflessione sul fatto che ognuno di noi dovrebbe ben calibrare il tempo che decide di passare sui social, per evitarne la dipendenza.           Link all'immagine originale: https://www.libarts.colostate.edu/magazine/wp-content/uploads/sites/28/2019/04/iPhone-with-collection-of-social-media-apps.jpg
Fumetti nei musei: 52 fumettisti italiani entrano a far parte della collezione degli Uffizi
Settembre 30
Nata da un’idea avuta nel 2020 in occasione di Lucca Changes, il Ministero della Cultura, gli Uffizi e Lucca Comics hanno dato vita ad una partnership molto interessante. Dall’8 ottobre al 1 novembre a Lucca, nell’ambito di Lucca Comics & Games, si terrà la mostra Fumetti nei musei – Gli autoritratti degli Uffizi.   La mostra, curata da Mattia Morandi e Chiara Palmieri, sarà dedicata a Tuono Pettinato, scomparso pochi mesi fa e autore per Fumetti nei Musei dell’albo ambientato alla Galleria dell’Accademia di Firenze. Ci saranno circa 52 gli autoritratti di autori italiani di fumetti, tutti diversi per formato, tecnica e colori, e faranno parte della prestigiosa collezione degli Uffizi.   L’accordo tra le parti prevede la partecipazione degli Uffizi e del Ministero della Cultura alla designazione del Maestro del Fumetto di Lucca Comics & Games e l’ingresso ogni anno dell’autoritratto del vincitore nella collezione degli autoritratti del museo fiorentino.   Il Ministro della cultura Dario Franceschini ha dichiarato: «Grazie alle artiste e agli artisti per questa importante donazione che rappresenta un’ulteriore evoluzione di un percorso di valorizzazione del fumetto contemporaneo che nasce attorno all’ambizioso progetto Fumetti nei Musei. Questo nuovo fondo è una novità importante per il panorama artistico contemporaneo italiano: gli Uffizi divengono così uno dei primi musei di arte classica a scommettere sulla vitalità e la forza creativa della nona arte»   «Con questa inedita, innovativa alleanza tra gli Uffizi e Lucca Comics, una delle manifestazioni del fumetto più importanti al mondo, l’obiettivo è ribadire un concetto chiave: la cultura è pop e deve raggiungere con efficacia quante più persone possibili» ha aggiunto il direttore degli Uffizi Eike Schmidt. «L’accordo che presentiamo oggi è il primo del suo genere al mondo: sono convinto che darà vita a grandi risultati e farà da apripista a tanti altri ‘crossover’ fruttiferi di idee, creatività e spunti per il futuro.»       Link alle immagini: https://www.fanpage.it/cultura/fumetti-agli-uffizi-perche-la-cultura-e-pop-52-autoritratti-in-memoria-di-tuono-pettinato/ -           https://www.serialgamer.it/2021/09/29/mic-uffizi-e-lucca-comics-games-insieme-nel-segno-del-fumetto/  - 
Rod Stewart torna con The Tears of Hercules
Settembre 26
Il 12 novembre sarà esposto in bella vetrina "The Tears of Hercules", trentunesimo album del cantante inglese Rod Stewart. Un disco, registrato durante questa inaspettata e sfibrante pandemia, che rompe un silenzio artistico di oltre due anni poiché la sua ultima fortunatissima fatica discografica risale al 2018. Il baronetto inglese, a lavoro finito, ha dichiarato, alla stampa specializzata di aver realizzato una delle sue migliori produzioni relative a quelle degli ultimi anni. E solo all'ascolto ci renderemo conto della veridicità di quest'affermazione. Questo ellepi, il cui lancio è stato anticipato dalla pubblicazione del singolo "One More Time", un brano molto orecchiabile presente nel canale Youtube dell'artista, conterrà dodici canzoni, nove originali tra cui "Touchline" dedicata a suo padre, una persona che gli ha insegnato ad amare il calcio, un amore che anche Sir Rod vuole trasmettere ai suoi figli e tre cover, rispettivamente di Marc Jordan, Johnny Cash e dei Soul Brother Six.Alla realizzazione del disco il Nostro si è avvalso nuovamente della collaborazione di Kevin Savigar, il tastierista che ha già co-prodotto gli ultimi suoi tre album: "Time", "Another Country" e "Blood Red Roses". Rod Stewart ha affermato che l'anno prossimo sarà in tour in Nord America e di non vedere l'ora di suonare finalmente dal vivo alcune delle sue nuove canzoni. Speriamo però che metta in cantiere una serie di live anche nel Vecchio Continente per accontentare anche i fans che non possono recarsi negli Usa.Di seguito pubblichiamo l'elenco delle canzoni presenti in "The Tears of Hercules":   CD Tracklist: 1. "One More Time"2. "Gabriella"3. "All My Days"4. "Some Kind Of Wonderful"5. "Born To Boogie (A Tribute To Mark Bolan)"6. "Kookooaramabama"7. "I Can't Imagine". "The Tears Of Hercules"9. "Hold On"10. "Precious Memories"11. "These Are My People"12. "Touchline"   link all'imagine: https://www.facebook.com/photo?fbid=417543216395415&set=pb.100044192211462.-2207520000..
Il 12 novembre esce il nuovo disco di Vasco: Siamo qui
Settembre 19
Il 13 settembre scorso, Vasco Rossi, sui suoi canali social, Facebook e Instagam, ha annunciato che il suo nuovo album, “Siamo qui” è in dirittura d’arrivo per la gioia dei suoi fan che, con questo annuncio, sono andati in delirio.   Attendevano da tempo un nuovo Long Play con canzoni inedite, specialmente dopo il lontanassimo “Sono innocente” del 2014. Sempre tramite socials, il cantante di Zocca ha annunciato che la sua nuova fatica discografica è già disponibile su Amazon in pre-order e successivamente potrà essere acquistata anche negli storici musicstore in diversi formati.   Per gli interessati vogliamo facilitare l’acquisto invitandoli a cliccare sui successivi nomi in corsivo. Per i meno esigenti c’è il classico CD base, contenente a quanto riportato dall’artista, un disco e un piccolo booklet di 32 pagine. Per gli appassionati un Album deluxe in cd o in vinile contente sempre lo stesso disco, ma accompagnato questa volta da un booklet brossurato e da 5 card, mentre per i collezionisti c’è il Box Superdeluxe in cui gli ammiratori troveranno “Siamo qui” sia in formato CD che in versione estesa con doppio LP nero. Inoltre ci saranno due piccoli 45giri, uno dei quali sarà il nuovo singolo estratto, sia in versione cantata che quella strumentale sul lato B, mentre l’altro disco conterrà versioni acustiche di due brani dell’album. Anche in questo supercofanetto verranno allegati il Book fotografico esclusivo, un cappellino ricamato col logo del titolo e una T-shirt, taglia unica, esclusiva. La tiratura di questo box è limitata a 2000 copie.   Evviva Vasco che non finisce mai di stupirci e che, nonostante non abbia più vent’anni, è ancora pieno di energia e di voglia di trasmettere a tutti la sue emozioni e la su arte. Diciamo sempre che bisogna dare spazio alle nuove generazioni, ma per chi è cresciuto con la voce di chi cantava “Vita spericolata” Vasco è unico e insostituibile.     link alla foto del disco: https://www.facebook.com/photo/?fbid=419205292897845&set=pcb.419205349564506
Supernova: il road movie di Harry Macqueen arriva anche in Italia
Settembre 14
Supernova è un film presentato in anteprima il 22 settembre 2020 e rilasciato nelle sale cinematografiche il 27 novembre dello stesso anno. Il lungometraggio di genere drammatico, diretto da Harry Macqueen, sarà disponibile finalmente anche in Italia dal prossimo 16 settembre al cinema. Il road movie racconta la storia di Sam (Colin Firth) e Tusker (Stanley Tucci), due uomini che hanno una relazione da circa vent'anni e che decidono di partire per un viaggio in camper, facendo visita ad amici e parenti e rivedendo i luoghi del loro passato. Il viaggio è anche un’occasione per trascorrere il maggior tempo possibile insieme dopo aver scoperto che Tusker è affetto da una demenza precoce. Durante il viaggio i due innamorati si confronteranno sul futuro e su come il loro amore possa sopravvivere nonostante le divergenze e le difficoltà.   In Supernova il regista ha deciso di soffermarsi non solo sulle persone con malattie degenerative, ma di dare rilievo anche alle sensazioni provate da chi si prende cura di loro. Nel film, infatti, si percepisce quanto sia difficile sostenere una persona amata in un momento così delicato e quanta forza sia necessaria per riuscire andare avanti anche dopo averla persa. Inevitabilmente un tema principale nel film è anche quello del ricordo e del tempo che purtroppo scorre veloce e che, essendo ormai breve e limitato, diventa molto prezioso per i due protagonisti. Entrambi infatti decidono di vivere intensamente ogni momento restante. Un’altra importante riflessione si pone sul tema della diversità; Macqueen all’interno del suo film parla di un mondo ideale nella speranza che un giorno questo possa diventare reale. Immerge i suoi personaggi in una società dove tutti accettano e rispettano gli orientamenti sessuali altrui e dove gli amici, l’amore e la parola data sono valori sacri.   Anche se la narrazione risulta scarna, il film è ricco di dettagli che sanno dar voce anche ai momenti di silenzio. La recitazione e l’intesa dei due attori protagonisti è evidente e i loro intensi dialoghi fanno sì che la commozione e l’emozione arrivino direttamente allo spettatore. Chi osserva lo schermo si immerge in una forte e drammatica riflessione sull’esistenza, su cosa lasciamo quando non ci siamo più e sul momento che precede la fine di qualcuno che amiamo. Nonostante questi siano temi delicati e di grande turbamento, sono comunque ben affrontati dal regista che sottolinea soprattutto come l’amore vero possa essere un forte collante anche e soprattutto in queste situazioni dolorose. Il film è fortemente drammatico ma coloro che gradiscono questo genere sono rimasti piacevolmente soddisfatti dal modo in cui il regista narra con rispetto la sofferenza della coppia e soprattutto dal viaggio fisico, parallelo al viaggio interiore, che i personaggi conducono per riflettere sulle proprie vite.         Link alla foto: https://blogs.kingtechiz.com/wp-content/uploads/2020/12/Supernova.jpg
Gli ELO ripescavano nel vecchio per dare vita al nuovo.
Settembre 12
  Si è sempre detto che gli artisti sono strani e particolari, non fanno eccezione quelli che gravitano nel mondo della musica su di cui si potrebbero dire tante cose, ma vogliamo soffermarci solo su quelli che hanno spacciato le loro idee musicali per originali nella speranza di non essere beccati con le mani nella marmellata e, qualora lo sono stati, hanno asserito che la somiglianza armonica tra i vari brani esisteva per il fatto che le soluzioni melodiche sono limitate.   E se un tempo erano in pochi quelli che si rendevano conto della somiglianza di pattern o della fusione di generi musicali, oggi la comparazione con internet è diventata facilissima. Per fare un esempio di chi ha avuto la faccia tosta di proporre, in Inghilterra, in piena ondata Punk – Progressive, una mescolanza tra opera classica e il sound beatlesiano e stata l’Electric Light Orchestra, capeggiata da Jeff Lynne, che fu amata subito dal grande pubblico per quel sound strano, ma moderno di “10538 Overture” e per il fatto che gli ELO rappresentavano appieno il template di una rock band accompagnata da una stravagante orchestra sinfonica.   Anche la loro cover di “Roll over Beethoven” conteneva queste caratteristiche poiché il brano inizia con le note della quinta sinfonia del celebre compositore, per poi proseguire come l’aveva concepita Chuck Berry. Il loro essere “fuori dagli schemi” li portò a registrare l’album Eldorado nel 1974 in cui vennero accompagnati da 40 elementi della London Simphonic Orchestra che rappresenta ancora oggi un la massima vetta del genere classic rock.   Con gli album “Face the music” e “A New World Record” si avviarono verso il pop abbandonando quel sound che li aveva resi così particolari. Ma fu con “Discovery” la consacrazione mondiale del gruppo che ormai era protratta verso le sonorità legate alla disco-music.   I loro brani, per l’epoca in cui sono nati, erano la novità del momento, oggi però risulta un prodotto fuori moda non più appetibile per i giovani che sono orientati verso l’ascolto di una musicaccia fatta da computer e tastiere.     link all'immagine di copertina:https://www.facebook.com/238388652877998/photos/pb.100044442995914.-2207520000../950010648382458/?type=3
Sugar Tax anche in Italia: nel 2022 la possibile introduzione
Settembre 07
Le nostre abitudini alimentari si riflettono particolarmente sulle nostre condizioni di salute. Purtroppo si può constatare che l’Italia è al terzo posto in Europa per il tasso più alto di obesità e sovrappeso: infatti, circa il 30% dei bambini ne soffre e tra gli adulti il dato peggiora raggiungendo il 45%. Per questo motivo, nove società scientifiche e oltre trecento medici e nutrizionisti hanno scritto una lettera al Ministro della Salute chiedendo l’introduzione della Sugar Tax. Nel testo presentato, sono anche altri i cambiamenti proposti e sono soprattutto a sostegno della salute dei bambini. Nei luoghi di ritrovo dei più piccoli si propone: di eliminare alimenti ricchi di grassi saturi, zuccheri e sali; di inserire etichette che indichino il rischio di obesità dei prodotti; e di vietare l’utilizzo dei personaggi dei cartoni animati per promuovere cibo poco sano.   La Sugar Tax è una tassa applicata alle bevande che contengono un alto contenuto di zuccheri come i soft drink con aggiunta di anidride carbonica e gli energy drink. La Sugar Tax o Soda Tax è già in vigore o è stata adottata in vari paesi e ha il fine di diminuire l’uso e l’acquisto di bevande zuccherine dannose per la salute. La legge, che in Italia non è stata ancora approvata, è già stata proposta più volte dal 2018 e sembra che potrebbe entrare in vigore nel nostro paese dal 1 gennaio 2022. L’importo della tassa applicata dipenderà dalla quantità di zucchero contenuta nella bibita: 10 € per ettolitro per i prodotti finiti e 0,25 € per chilogrammo per i prodotti predisposti per essere usati previa diluizione.            Questo genere di tassa produrrebbe benefici per la salute dei consumatori, diminuendo i problemi di sovrappeso e obesità legati a un’inadeguata alimentazione. Sosterrebbe inoltre anche le spese della sanità pubblica che deve affrontare e curare l’obesità, le malattie cardiovascolari, il cancro e il diabete. Aumentare i costi di certe bevande per diminuirne i consumi potrebbe però risultare un provvedimento anche regressivo, di cui ne subirebbero le conseguenze economiche soprattutto le classi sociali già in difficoltà. In Italia questa decisione potrebbe portare il settore al tracollo in poco tempo, creando un calo delle vendite del 16% e una perdita di 5000 posti di lavoro.   La tassa, infatti, è già stata abolita in Danimarca, Norvegia e Islanda perché controproducente; ai consumatori bastava recarsi nei paesi limitrofi per comprare ad un prezzo inferiore le bibite gassate. Le compagnie di questi paesi hanno preferito rientrare nei parametri fissati dal ministero della salute e solo così sono riuscite ad abbassare del 27% la presenza di zucchero nel mercato. In realtà, in molti altri paesi come la Francia, l’Ungheria e il Regno Unito, la Sugar Tax è in vigore già da anni. Qui sono stati rilevati esiti particolarmente postivi riguardo questa tassazione, che si è dimostrata una misura efficace per contrastare l’obesità e altre malattie. L’Italia, senza dubbio, necessita di un rapido intervento per migliorare le condizioni di salute generali della popolazione, ma si dovrà constatare se davvero i benefici della Sugar Tax potranno essere superiori alle perdite.           Link alla foto: https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/736x/8d/32/ec/8d32ecdb8340e79259ed4df5ab11c77a.jpg
La regina di cuori: il nuovo cortometraggio contro le challenge online
Settembre 03
Ieri 2 settembre 2021, durante la 78 edizione della mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia è stato presentato il nuovo cortometraggio diretto da Thomas Turolo “La regina di cuori” che contemporaneamente è stato trasmesso per la prima volta in streaming su Rai play alle 19:00. I protagonisti della storia sono Alice (Beatrice Vendramin), Martina (Mariasole Pollio), Andrea (Cristiano Caccamo) e il terapista (Giuseppe Battiston). Questo progetto transmediale nasce dalla terza edizione del contest “La realtà che non esiste”, un’iniziativa che unisce il racconto di una tematica sociale alle nuove forme di storytelling, trasformando una storia in un progetto per promuovere la realtà virtuale.     La regina di cuori racconta il tema giovanile e tristemente attuale delle Challenge online, un fenomeno che, secondo i recenti studi, ha toccato durante il lockdown il 15% dei ragazzi di età compresa tra i 15 e 19 anni. L’intento del produttore era ricreare una storia breve ma efficace, utilizzando il linguaggio dei giovani per far arrivare il messaggio direttamente alla generazione Z. Il social movie narra la storia di Alice e del suo bisogno di approvazione tra i suoi coetanei: la giovane diciottenne cerca di ottenere attenzioni imbattendosi nelle Challenge online, sfide rischiose che mettono a dura prova la vita di coloro che ne diventano dipendenti. Alice, nonostante abbia aiuti esterni, ha un incubo ricorrente ossia la presenza di una cattivissima regina di cuori che la perseguita sussurrandole all’orecchio tutte le sfide matte da dover compiere.   Turolo si incentra su questo argomento perché è necessario trattare questo tema urgente e purtroppo trascurato nonostante ormai sia diventato una realtà diffusa. Molti ragazzi, ad esempio, hanno provato la Blackout Challenge, in cui è richiesto stringersi una cintura al collo e resistere senza aria quanto più possibile. Il cortometraggio non vuole esprimere un giudizio negativo sulla presenza di internet che, anche nella vita dei più giovani, è ormai indispensabile. La storia vuole piuttosto suggerirne un buon utilizzo, obiettivo difficile da raggiungere soprattutto se si ha a che fare con gli adolescenti che hanno una grande voglia di misurarsi con le sfide e che spesso non percepiscono i rischi che corrono.   È innegabile che le azioni sconsiderate dei giovani, per provare il brivido del superamento delle sfide, sono diventate ancor più pericolose a causa delle comunità web. I ragazzi, infatti, spinti dalla ricerca di intrattenimento ma soprattutto attratti da strumenti per definire la propria identità e appartenenza ad un gruppo, sono spinti ad emulare i video virali delle Challenge che girano online. Sono necessarie dunque forti capacità educative per fornire regole e limiti ai giovani, regolando l’uso dei social a seconda della loro età. Inoltre è essenziale una moderazione dei contenuti da parte dei social, che attualmente risulta non sufficiente. Fondamentale potrebbe essere segnalare la presenza di video Challenge non adatte alla circolazione online e letali per tanti adolescenti, al fine di impedirne la virale circolazione. Sebbene sia diventato molto difficile gestire ciò che accade su internet, è importante non continuare a normalizzare questi eventi e non accettare che tutto accada senza reagire.             Link alla foto: https://th.bing.com/th/id/OIF.kLZNlhWj46KpIUSN5bi7ZA?pid=ImgDet&rs=1
Panini Comics, Shang-Chi: chi è il protagonista del film Marvel
Agosto 31
Domani uscirà in Italia il nuovo film dei Marvel Studios, Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, con protagonista un personaggio storico dell’universo Marvel, Shang-Chi, maestro di kung fu, interpretato dall’attore Simu Liu.   Chi è davvero Shang Chi? È un grande esperto di arti marziali cinesi, estremamente abile nel combattimento corpo a corpo. Le sue capacità sono al di sopra di ogni limite umano, successivamente Tony Stark gli ha donato dei nuovi bracciali in grado di aiutarlo a incanalare il suo ki. In un primo momento nei fumetti Shang-Chi era il figlio di Fu Manchu, cresciuto con la convinzione che il padre fosse un benefattore e non il peggior criminale esistente. Successivamente la parentela con Fu Manchu è stata totalmente eliminata, perchè la Marvel ha perso i diritti per l’uso del personaggio. Molti anni dopo è stato rivelato che il suo vero padre era Zheng Zu. Shang-Chi ha fatto parte di diversi gruppi dell’universo Marvel tra cui gli Avengers ed i Secret Avengers. Ha collaborato con gli Heroes for Hire, con i Cavalieri Marvel, i Protettori e gli Agenti dell’Atlas.     Quali sono le storie di questo personaggio? La Panini Comics di recente ha ripubblicato tutte le prime in due volumi di formato Omnibus Shang-Chi, il maestro del kung fu 1 e 2. Di recente la Marvel Comics ha dedicato a questo personaggio una miniserie sceneggiata da Gene-Luen Yang e disegnata da Dike Ruan e Phillip Tan. Nella storia è stato rivelato che Zheng Zu ha avuto anche altri figli di cui Shang-Chi era ignaro. Questa miniserie è stata poi raccolta a luglio in un unico volume, Shang-Chi: fratelli e sorelle.   In Italia, il personaggio è piuttosto noto anche grazie al fatto che negli anni ’70 l’Editoriale Corno si occupava di tradurre tutti i fumetti Marvel e gli dedicò una rivista intitolata Shang-Chi maestro del kung fu, composta da 54 numeri.
Ad ottobre Equals, l'ultima fatica di Ed Sheeran
Agosto 28
Una settimana fa Ed Sheeren ha comunicato, tramite i suoi canali ufficiali, la pubblicazione del suo nuovo album, su etichetta Asylum Records, “Equals”. La sua uscita, che interrompe la pausa discografica dell’artista che dura da più di due anni, è prevista il 29 ottobre prossimo.   Per il giovane artista questo è quarto album ad avere come titolo un simbolo matematico e chi ha avuto la possibilità di ascoltarlo in anteprima dichiara che è il lavoro più completo del cantante inglese, un lavoro che non smette mai di stupire perché è sempre improntato sulla ricerca di nuovi orizzonti musicali.   Questi fortunati hanno detto che, da un punto di vista musicale, il CD “=” racchiude tutto quel bagaglio musicale che la della voce di “Shape of You” ci ha abituati negli ultimi anni, dalle classiche ballate con la chitarra ai momenti più euforici, tutti conditi da collaborazioni di tutto rispetto.   Sarà per questo motivo che la musica di Ed Sheeran piace.   Il singolo che anticipa il lavoro finale, “Visiting Hours”, è un condensato di quello che sentiremo nell’album. Un brano molto toccante dedicato ad uno dei suoi collaboratori e amici, scomparso prematuramente nel marzo di quest’anno, Micheal Gudinski, una canzone che si nutre della partecipazione ai cori di Kylie Minogue e Jimmy Barnes.   Ed Sheeren ha commentato in un lungo post su Instagram che Equals è forse l’album più intimo della sua discografia, un LP che ha richiesto quattro anni di registrazione tra Londra e Los Angeles i cui brani pongono l’accento non solo sulla consapevolezza e la maturazione artistica del rossiccio musicista, ma anche sulle esperienze che ha vissuto: dal matrimonio con la sua ex compagna di classe Cherry Seaborn fino alla nascita di sua figlia Lyra Antarctica Seaborn Sheeran, momenti unici che Ed ha detto di voler condividere con i propri fans attraverso questo progetto.     Tracklist di Equals: 1.     Tides 2.     Shivers 3.     First Times 4.     Bad Habits 5.     Overpass Graffiti 6.     The Joker And The Queen 7.     Leave Your Life 8.     Collide 9.     2step 10.  Stop The Rain 11.  Love In Slow Motion 12.  Visiting Hours 13.  Sandman 14.  Be Right Now       link alla foto: https://www.facebook.com/commerce/listing/942159089693647?media_id=0&ref=share_attachment
#iononmicoprogliocchi: a piazza Plebiscito per le donne afghane
Agosto 23
Esistono immagini talmente potenti da rimanere impresse nella memoria: la bandiera sovietica sul Reichstag, la caduta del Muro di Berlino, Tank Man a piazza Tienanmen non sono che alcuni esempi. Talvolta esse diventano veri e propri spartiacque, come nel caso di quelle di coloro che saltavano dalle finestre del World Trade Center: il mondo dopo quelle foto sarebbe stato incredibilmente diverso da quello di prima.   Tale terribile sensazione è tornata nei giorni scorsi, in seguito alle drammatiche immagini provenienti da Kabul: civili in fuga, persone aggrappate alle ali degli aerei, madri che lanciano i loro bimbi oltre il filo spinato per garantire loro un futuro migliore, lontano dall’inferno dell’Afghanistan, tornato sotto il controllo dei talebani.   Eppure, anche da queste scene atroci, può venir fuori qualcosa di buono, come spiega l’Avv. Valeria Montagna che, assieme all’amica e collega Avv. Argia Di Donato ha avuto l’idea della manifestazione #iononmicoprogliocchi: «Tutto nasce da un moto di rabbia interiore, dall’impotenza provata davanti a quelle immagini. Io ero al sicuro, nel mio bel paese occidentale, con accanto le mie figlie, libera di esprimere qualsiasi opinione, mentre dall’altra parte del mondo donne come me, che avevano creduto nella democrazia, venivano trascinate indietro di decenni, verso un tempo fatto di stupri, violenze e morte. Ho pensato alle artiste di strada, alle “Afghan Dreamers” (le geniali ragazze della robotica), a Zarifa Ghafari, la sindaca di Maidan Shahr: tutte queste donne si erano esposte in prima persona e per questo avrebbero pagato un preso elevatissimo».   Il dolore è stato tale che Montagna e Di Donato non hanno potuto girarsi dall’altra parte; al contrario, hanno pensato a una manifestazione, del tutto sciolta da qualsiasi posizione politica: «Scendiamo in piazza indossando un velo, simbolo di lutto, per fare arrivare la nostra voce fino a loro. Una manifestazione che nasce dalle donne e alle donne è rivolta. Un modo per dire: “Il tuo dolore è il mio dolore. Ti sono vicina e vorrei aiutarti”».   La manifestazione si terrà a Napoli, in piazza Plebiscito, il 23 agosto 2021 alle ore 19:00, quando ci si leverà simbolicamente il velo dagli occhi. «Non è possibile – chiude Montagna – continuare a far finta di nulla, e in tal senso, mi rincuora e mi riempie di gioia la risonanza che l’evento sta avendo».   Un’immagine rimane impressa sulla retina circa 1/16 di secondo, eppure alcune di esse sembrano non voler andare più via, non importa quante volte ci si giri dall’altra parte. La speranza, in tal senso, è che tali iniziative si moltiplichino e che l’Occidente  apra gli occhi su quanto accade non solo in Afghanistan, ma ovunque la libertà delle donne venga calpestata.   Per ulteriori informazioni su #iononmicoprogliocchi fare clic qui.
C’era una volta MTV
Agosto 22
Ad agosto MTV ha compiuto 40 anni. Questo nuovo Network, nato dalla geniale idea di Robert W. Pittman, fagocitò alla radio quella fetta di ascoltatori che si nutriva musicalmente dell’unico mass media che trasmetteva musica 24 ore al giorno, quegli irriducibili che stavano incollati ad uno stereo e che avevano la speranza di riuscire ad ascoltare la propria canzone preferita.   MTV sembrava una rivoluzione perché adesso non si stava più soltanto ad ascoltare la musica, ma, grazie alla potenza del tubo catodico, la si poteva gustare attraverso favolosi videoclip. Ma i videoclip rappresentavano soltanto la punta dell’iceberg delle sue trasmissioni, perché dentro a questo contenitore televisivo c’erano tanti programmi musicali, come lo storico MTV Unplugged, e tanti altri rivolti all’entertainment e che indubbiamente hanno segnato un’epoca con alcuni modi di dire della generazione Y che passava le ore davanti allo schermo in compagnia dei presentatori che oggi “tutti li vogliono e tutti li cercano”, come Alessandro Cattellan che ha fatto la gavetta proprio come VJ.   Ma poiché il mondo si evolve certe rivoluzioni non riescono a stare al passo coi tempi e sono destinate a scomparire. Così MTV è collassata soprattutto in Italia dove il duopolio radiotelevisivo ha schiacciato la concorrenza non permettendo a varie emittenti di fortificare il proprio audience.   Questo canale ha cercato di sopravvivere in mezzo al marasma italiano prima importando serie e programmi di matrice statunitense, come Daria, Beavis & Butthead, Celebrity Death Match per poi buttarsi a capofitto nei Reality Show. Ha iniziato con quello della famiglia Osbourne, un ciclo che ha segnato il canto del cigno di MTV poiché ormai i programmi generalisti trasmessi non hanno più quella giusta dose di satira e cattiveria di cui si nutrivano negli anni ‘90. Ma il vero colpo di grazia gli è stato dato da Google e da Youtube poiché grazie a queste piattaforme online gli spettatori hanno potuto scegliere direttamente cosa vedere, ma soprattutto hanno dato la possibilità di creare un palinsesto personalizzato, tutto quello che non hanno le TV generaliste.   link alla foto: https://www.facebook.com/159917292692/photos/pb.100044579853000.-2207520000../10156403621162693/?type=3
Candlelight Open Air: concerti da favola a lume di candela
Agosto 18
Dopo aver riscosso un grande successo in varie località del mondo come Spagna, Stati Uniti, Canada, Australia, Francia e Brasile, anche in Italia dal 2021 arrivano i magici concerti di musica classica Candlelight Open Air organizzati dalla Fever originalevents. Questi concerti di musica classica a lume di candela sono giunti anche a Napoli e sono allestiti nella magnifica ed elegante Villa Domi. Questi concerti rappresentano un'occasione per rilassarsi e godere di ottima musica dal vivo in una splendida location con un panorama unico, che comprende il Golfo di Napoli e il Vesuvio. Si possono rivivere le opere più grandi di Beethoven, Le Quattro Stagioni di Vivaldi, i capolavori più amati di Chopin e tanto altro. Per garantire la sicurezza dei presenti tutti i concerti al lume di candela saranno illuminati da candele elettriche, gli orari possono essere modificati a causa di possibili cambiamenti delle restrizioni di COVID-19. I biglietti sono di prezzo variabile a seconda della zona che viene richiesta, in ogni zona la visibilità potrà essere premium, ottima, buona o limitata e i posti verranno assegnati all'arrivo in base al tipo di biglietto acquistato. Le melodie che si ascoltano durante i concerti sanno travolgere anche coloro che non sono veri appassionati di musica classica, poiché questo genere di concerti permette di ascoltare alcune famose opere di musica classica ma in un modo completamente nuovo e in luoghi spettacolari e suggestivi. In particolare sono ancora disponibili i biglietti per gli eventi di settembre: Le migliori opere di Chopin il 14 settembre alle 20:30, Le colonne di film magici a lume di candela del 16 settembre alle 20:30, per rivivere le più belle colonne sonore in una location da favola. Inoltre da pochi giorni sono stati aggiunti nuovi spettacoli: il 15 settembre ci sarà un tributo a Morricone e Rota a lume di candela e il 23 settembre un tributo a Nina Simone a lume di candela eseguito da un quartetto jazz. Il concerto si svolge due volte nella stessa sera con due spettacoli di circa 60-65 minuti e le porte si aprono 30 minuti prima dell'inizio di ogni spettacolo. Il primo spettacolo avviene verso l'imbrunire dunque l'atmosfera è molto romantica e coinvolgente, fino ad aspettare il buio della notte nella quale risplenderanno le candele illuminate per riprodurre il cielo stellato. Non resta che farsi trasportare dalla strada al lume di candela ricreata nella villa e dalla travolgente musica di questi eventi.           Link all'immagine originale: https://offloadmedia.feverup.com/secretlasvegas.co/wp-content/uploads/2020/10/20044004/cdlopenairdenver.jpg
Al via il "Ciclo di Eventi Culturali" al Museo "La Fornace" di Agropoli
Agosto 15
Il museo di archeologia industriale "La Fornace", diretto dall'Avv. Elena Giovanna Foccillo si candida a nuovo fulcro di vita culturale per la città di Agropoli (SA) e l'intero Cilento. La struttura, una delle pochissime fornaci da laterizi "a fuoco continuo" ancora integre sull'intero territorio nazionale, ha infatti ripreso vita grazie alla collaborazione del Comune di Agropoli e della Fondazione Giambattista Vico.   Oltre all'esposizione permanente di archeologia industriale e a un'intera sezione dedicata al Grand Tour e all'area di Paestum, la struttura (assieme al Museo "Acropolis") ospiterà infatti una serie di eventi culturali che si protrarranno fino a gennaio 2022. Il primo incontro, tenutosi lo scorso 8 agosto, ha visto la presentazione della mostra pittorica del Maestro Luigi D'Amato intitolata, non a caso, "I Colori della Fornace".     La speranza degli organizzatori è che questa non sia che la prima di una lunga serie di iniziative culturali, grazie soprattutto alla tenacia e alla caparbietà dell'infaticabile Avv. Foccillo, che ha preso a cuore il progetto sin dal primo istante, dedicando tutti i suoi sforzi alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio artistico non solo della Fornace (vero e proprio "landmark" del paesaggio agropolese sin dal XIX secolo), ma dell'intero Cilento.      Per tutte le informazioni relative alle attività del museo e agli orari, fare clic qui.        
Tartarughe marine a rischio: è tempo di intervenire
Agosto 14
La biodiversità continua ad essere in pericolo e sta diminuendo notevolmente negli ultimi anni. Le pressioni che guidano questo declino si stanno intensificando infatti, si verificano sempre di più la perdita e frammentazione degli habitat, i cambiamenti climatici, l'eccessivo sfruttamento delle risorse, l'inquinamento. Queste sono solo alcune delle minacce principali che stanno danneggiando gli ecosistemi naturali. In tutto il mondo un milione di specie di piante, insetti, uccelli e mammiferi sono minacciate di estinzione e ogni giorno si estinguono fino a 200 specie. Questo è il decennio cruciale per fermare la perdita di biodiversità, proponendo, ad esempio, l'aumento del numero di aree protette marine e terrestri nel mondo. In particolare l'inquinamento e le attività umane stanno danneggiando gli ambienti vitali di tantissimi animali, tra questi ad esempio quelli delle tartarughe.   Nel mondo esistono sette specie di tartarughe marine e sono tutte a rischio di estinzione. La plastica e i rifiuti minacciano sempre più la sopravvivenza delle tartarughe marine e rappresentano una vera trappola evolutiva. Studi approfonditi hanno dimostrato come l'inquinamento da plastica abbia interferito con un adattamento utile alla sopravvivenza di questa specie animale; l'habitat che prima assicurava una maggiore sopravvivenza, ora ha effetti negativi. Le tartarughe marine, dopo la schiusa, si sono adattate per entrare nella zona oceanica o nelle acque neritiche dove crescono fino alla maturità. Di solito questi habitat sono ideali per il loro sviluppo ma l'introduzione di detriti di plastica ha messo a rischio l'intera specie. Sono numerosi i casi di animali marini che sono rimasti imprigionati nella plastica o che, dopo averla ingerita, subiscono lesioni o muoiono. Le tartarughe, inoltre, sono sensibili al disturbo del turismo nelle aree di riproduzione e soffrono della pesca accidentale (bycatch) che le compromette notevolmente.   La plastica sulle spiagge modifica anche le nidificazioni perché, quando la mamma tartaruga depone sulla sabbia le sue uova e sono presenti dei frammenti di plastica, non si mantiene la stessa umidità e si modifica la temperatura dell'animale, con ripercussioni sullo sviluppo e sulla schiusa. Per fortuna, in queste circostanze, interviene il WWF o associazioni specializzate che ripuliscono le spiagge con volontari che soccorrono le tartarughe e cercano di favorire la schiusa delle uova.   Purtroppo, questo non basta ed è necessario sensibilizzare le persone in materia perché, se la costa e il mare fossero in buone condizioni, allora le tartarughe avrebbero maggiori probabilità di sopravvivere. Per aiutare le tartarughe è necessario prendersi cura dei mari e delle spiagge, evitare e denunciare il consumo di prodotti derivanti dalle tartarughe come elementi decorativi o addirittura carne, poiché questo consumo è illegale (benché in alcuni paesi avvenga). L'uomo deve soprattutto prestare maggior attenzione ai rifiuti che lascia ingiustamente sulle spiagge; una piccola attenzione da parte di ognuno di noi potrebbe salvare questa specie e tante altre che hanno visto i propri habitat distrutti dalle attività umane.           Link all'immagine originale: https://www.siciliafan.it/wp-content/uploads/2017/03/53458732.jpg
Man in black: Stevie Wonder
Agosto 13
In estate vorremmo avere tutti la pelle nera e questo desiderio mi ha spinto a dedicare un articolo, nella nostra consueta rubrica, a uno dei cantanti di spicco della black music: Stevie Wonder. Steveland Judkins Morris – vero nome dell'artista – nasce a Saginaw, nel Michigan nel 1950.La sua disabilità visiva non gli impedì di mostrare, sin da subito, la sua bravura musicale: all'età di nove anni già sapeva suonare l'armonica, il piano e la batteria. Probabilmente la sua cecità gli affinò gli altri sensi tanto che diventò un'icona della musica internazionale, uno degli alfieri della musica soul.   Grazie alla sua voce chiara e cristallina e alle sue qualità di polistrumentista è forse l'artista che ha saputo dare una nuova direzione al R&B americano che fino agli anni '70 era ancora ingabbiato dalla direzione artistica di Berry Gordon, padre della Motown che non si rendeva conto che anche la musica nera stava prendendo una nuova direzione e forse sarà questo il motivo per cui egli abbandonerà il timone della sua etichetta discografica e venderla poi all'MCA Records negli anni '80, ma questa è un altra storia.   L'uso massiccio dei nuovi sintetizzatori e di nuove tecniche di incisioni vocali diedero origine a nuovi generi musicali a tutta la musica leggera degli anni '70 e si assistette ad un'evoluzione oltre che alla "musica bianca", anche a "quella nera", come il soul, alla nascita della disco music e della musica elettronica di cui proprio Stevie Wonder fu uno dei pionieri. Naturalmente si fece apprezzare prima come session man – sia in studio di registrazione che sul palco – ma già a 13 anni raggiunse le vette delle classifiche di Billboard con la famosissima "Fingertips" e chiunque incrociava il suo cammino artistico rimaneva affascinato dal suo straordinario talento. Anche la critica musicale ha saputo valorizzare le sue doti: grazie ai sui 25 Grammy Awards vinti, figura ancora oggi nella top ten dei migliori artisti di sempre.   Forse il miglior riconoscimento l'ha ricevuto dalle mani del presidente Barak Obama, che in una platea gremita, nel 2009, gli ha consegnato il Premio Gershwin.   link all'immagine dell'articolo: https://www.facebook.com/photo/?fbid=295812375249725&set=a.295812358583060
"L'Arte tra Mito e Natura": Arte Estemporanea a Laureana Cilento
Agosto 12
Al via la Prima edizione del Premio Internazionale di Arte Estemporanea 2021 denominato L'arte tra Mito e Natura organizzato dall'Accademia per l'arte "S.S. Luca e Beato Angelico". L'iniziativa si svolgerà il prossimo 24 Agosto presso il B&B "Parco del Lago" a Laureana Cilento (SA) dove ha sede anche l'Accademia.     Il Premio ha come finalità la riscoperta e la valorizzazione dei beni ambientali, culturali, storici, naturali ed artistici della cultura del Cilento, legata al mito ed alla leggenda, oltre che alle antiche tradizioni ed alla sua natura incontaminata. Gli interessati prenderanno parte ad un percorso artistico che ha come tema il connubio tra Arte e Natura, quella offerta dal meraviglioso scenario paesaggistico del Parco del Cilento che fa da location all'estemporanea. Si tratterà di una vera e propria "En plein air" in cui gli artisti avranno modo di esprimere tutta la loro vena creativa dando vita ad opere d'arte ispirate dagli scorci naturali del luogo. Le tecniche artistiche da utilizzare sono pittura (qualsiasi tecnica e supporto), scultura, ceramica, arte del riuso, arte presepiale, design e moda, grafica, fotografia creativa, poesia estemporanea e scrittura creativa estemporanea. Prevista una sezione giovanissimi per dar modo anche ai minori di 18 anni di partecipare al Premio allo scopo di sensibilizzare il valore dell'arte sin da bambini.Le iscrizioni prevedono il versamento della quota associativa di € 20,00 da versare entro il prossimo 15 agosto e può essere effettuata contattando l'Associazione via mail (accademiaperlarte@libero.it), con un messaggio su WhatsApp (329/2578536) o sui canali social.     La premiazione, che avverrà alle ore 19:30, prevede, per i primi tre classificati della categoria adulti, rispettivamente € 350,00, 250,00 e 150,00 con targa e, per i primi due classificati della categoria giovanissimi, € 150,00 e 100,00 con targa. A tutti gli artisti sarà consegnato un attestato di partecipazione, nonché l'esposizione dei lavori durante eventi e mostre organizzate durante tutto l'anno accademico.   L'evento, in collaborazione con il B&B "Parco del Lago" che offrirà la location per la registrazione degli artisti, la premiazione e il buffet, è stato patrocinato dal Comune di Laureana Cilento e Fondazione Picentia di Pontecagnano Faiano e ha la cooperazione dell'associazione di Pronto Intervento Vo.P.I. di Pontecagnano Faiano, Rinascimento 3.0, Arre D'Amato arredamento artigianale, Vip Design, DMD dental, Work line divise professionali, e come media Partners 360WebTV e Rcs75 digital Radio.     L'Accademia per l'arte "S.S. Luca e Beato Angelico" nasce nel 2014 come associazione artistica e di promozione sociale, turistica, senza scopo di lucro e vede alla presidenza l'Architetto Antonio Villani. Mira a diffondere ogni forma d'arte, figurativa e non, organizzando iniziative culturali ed artistiche collegate al territorio per esaltarne le bellezze naturali e turistiche (anche attraverso passeggiate e gite fuori porta), mostre ed esposizioni artistiche, nonché incontri di poesia e simili. L'associazione svolge un'attività di formazione certificata allo scopo di diffondere ed insegnare disegno, pittura figurativa e paesaggistica e le altre forme d'arte quali scultura, incisione, restauro, storia dell'arte, musica strumentale, canto, arteterapia, musicoterapia, scrittura creativa, fotografia. Propone e sviluppa progetti didattici con la Scuola per sensibilizzare i più giovani alla conoscenza ed alla valorizzazione dei beni culturali, naturali e di interesse storico, musicale ed artistico. Per favorire l'estensione delle attività culturali promuove iniziative artistiche in ambito nazionale,scambi culturali ed espositivi con altri sodalizi similari.
"La Macchina di Babele": il fantasy e la letteratura secondo Angelo Riccioni
Agosto 10
La Macchina di Babele (Porto Seguro, 2021) è il romanzo d’esordio di Angelo Riccioni, giovane scrittore nato a Tarquinia (VT) nel 1990. Benché gli elementi siano quelli propri del genere fantasy, l’autore coglie l’occasione per presentare un’opera che si pone come una riflessione sulla letteratura stessa.     Ambientato nell’Inghilterra vittoriana, il romanzo segue le vicende di Paul, Heath ed Helen Wintertone, tre orfani adottati dalla famiglia Brograft; anzi, da ciò che resta di essa dopo la morte del padre Eberhart (celebre scrittore), della madre Isadora e del giovane Arthur. Non restano che i due fratelli (un vampiro e un licantropo) e le due sorelle (una ninfa e una strega) di quest’ultimo, i quali sembrano celare degli oscuri segreti, come – del resto – l’intero maniero. Grazie a una macchina chiamata Athanor, le creazioni letterarie prendono infatti vita, al punto che la innumerevoli stanze della stessa Brograft Hall pullulano di creature soprannaturali, e i dispositivi magici che permettono di spostarsi in dimensioni fantastiche sono la regola piuttosto che l’eccezione.   Il fatto che sia possibile entrare – letteralmente – in libri, quadri o dagherrotipi (veri e propri ipertesti), non è solo un espediente narrativo, ma concorre a identificare l’arte come organismo vivente, fatto di parti interconnesse. Tema fondamentale è infatti il potere creativo dell’immaginazione nell’accezione coleridgiana, intesa cioè come una ripetizione nella mente finita dell’atto della creazione divina: in tal senso la figura dell’artista è spesso accostata a quella del mago o dello stregone. Altro tema assai importante è quello, tutto gotico, del doppio, così come il senso costante di metamorfosi e trasformazione che permea l’intera opera.   A dispetto delle oltre 400 pagine la narrazione si snoda quasi sempre in maniera agile, alternando alle parti spiccatamente descrittive altre più veloci e concitate, strizzando anche l’occhio al puzzle solving dei punta e clicca d’antan, con i protagonisti chiamati a risolvere enigmi e a capire il funzionamento della casa stessa. Non manca un riferimento alla pop culture: da Buffy the Vampire Slayer a Doctor Who (l’intero maniero, proprio come il TARDIS è decisamente “bigger on the inside”).   La scrittura è ricca ed elaborata, volutamente barocca: Riccioni non è parco di termini ricercati o di aggettivi desueti, e dà vita a complesse costruzioni. Come una colonna tortile, la sua prosa gira e rigira sinuosamente dando luogo a lunghi periodi ricchi di coordinate e subordinate: esemplare, in tal senso, l’esperienza “allucinogena” di Heath. Tuttavia, in questo originale edificio barocco, si intravede il rigore della scrittura scientifica: nel capitolo 27, ad esempio, attraverso i dialoghi dei partecipanti l’autore presenta una vera e propria revisione della letteratura sul tema del vampirismo. Parallelamente, difficile non scorgere nelle minuziose descrizioni dell’abbigliamento,dell'arredamento e dei monili delle “autocitazioni” del suo progetto di ricerca: l’autore sta infatti per concludere il suo percorso di Dottorato di Ricerca in Eurolinguaggi e Terminologie Specialistiche presso l’Università “Parthenope” di Napoli, con una tesi sui gioielli vittoriani. Infine, come non scorgere nell’epilogo un (maldestro) tentativo di plagio perpetrato ai danni di Brograft da Augusto Croce, scrittore – tutto sommato – mediocre e sicuramente meno dotato d’immaginazione del defunto collega?     La Macchina di Babele è un’opera godibile, eccellentemente scritta e fruibile su più livelli: in virtù della complessità e del discorso meta letterario potrebbe scoraggiare il lettore attratto dal richiamo del fantasy, tuttavia chi è desideroso di andare al di là dei soliti stilemi del genere troverà il romanzo d’esordio di Angelo Riccioni decisamente rinfrescante in questa torrida estate. Dopotutto, come egli stesso dice, per bocca del vampiro Salazar, la letteratura «è fatta di sogni, e i sogni irretiscono l’animo umano».
"The Good List": Zerocalcare ospite di Paolo Roversi
Agosto 02
L'anno è il 2020: il mondo si trova catapultato, all'improvviso, in uno scenario da film di fantascienza: un virus misterioso, i governi mondiali costretti a confinare le persone all'interno delle case per limitarne il contagio, le persone che cantano dai balconi... Forse più horror che fantascienza, va'...   Il punto è che mentre la stragrande maggioranza degli italiani riscopriva la perduta arte della panificazione casalinga o storpiava tutto il repertorio musicale da L'Italiano all'Inno di Mameli passando con disinvoltura per 残酷な天使のテーゼ, qualcuno, per fortuna, impiegava il suo tempo in maniera più costruttiva.   Così nacque la piattaforma Roger Podcast, che grazie a titoli come The Killing Days, ideato da Simone Spoladori, pioniere dei podcast crime in Italia, e The Good List, condotto da Paolo Roversi è cresciuta sempre di più.   Quest'ultimo, si distingue per la sua particolare struttura:si tratta di un prodotto che esce su base quotidiana, in cui ciascun ospite stila, nel corso di una breve intervista, un elenco di cinque punti personali sul tema del giorno, che può spaziare dalle parole motivazionali alle località segrete della Puglia.   Per gli utenti NerdZone, segnaliamo la puntata dello scorso 27 luglio, Cinque buone cose per fare fumetti con Alessandro Baronciani (autore di Monokerostina e Come svanire completamente), nonché quella di oggi, 2 agosto (la centesima!), in cui Zerocalcare parlerà di Cinque cosa da fare per dormire (anche se soffrite d'insonnia). Per il link dello show su Spotify, fate clic su questo link: https://open.spotify.com/show/2RnPERqEHCBYaWql6cYyVw?si=lpYOMokKSOKrGsalFRWLeQ&dl_branch=1.   E, qualora la vostra sete di fumetti e podcast non si sia ancora placata, su I Cavalieri delle Onde di Carlotta Longo (ne abbiamo parlato qui alcuni giorni fa) troverete un'interessante intervista a A.J. Mungo, autore di A Ondate (Bao Publishing, 2020) facendo clic su questo link https://open.spotify.com/episode/6PdCdwkhGPRf8Arg1k2HEg?si=wLfoY_x6RFq6QJRbf3-VOg&dl_branch=1.

Diablo III fa incetta di vendite

Giovedì, 24 Maggio 2012 08:27
  

A soli 9 giorni dall’uscita ufficiale il nuovo Action-RPG made in Blizzard ha già infranto parecchi record di vendite. Diablo III si conferma “fast selling game” su PC poiché nelle prime 24 ore dall’uscita ufficiale (15 maggio 2012) ha venduto ben 3,5 milioni di copie in tutto il mondo, senza contare le 1,2 milioni di copie digitali che i giocatori di World Of Warcraft hanno potuto ricevere gratuitamente sottoscrivendo un anno di abbonamento allo stesso MMORPG.

L’impressionante numero collettivo si aggirerebbe quindi attorno alle 5 milioni di copie vendute; e per il solo mercato PC il risultato è semplicemente straordinario. Numero che è salito ulteriormente nei successivi 5 giorni arrivando addirittura a 6,5 milioni.

Dalla Blizzard arriva un breve comunicato per commentare l’immediato e straripante successo:”Siamo stati veramente contenti di vedere così tante persone acquistare il gioco al day-one e tuffarsi nel gioco al primo minuto dopo il lancio. Tuttavia ci dispiace che nonostante una preparazione oculata non siamo riusciti ad evitare qualche disagio, soprattutto nei primi giorni. Ci tengo a ribadire tutto il nostro impegno per i milioni di videogiocatori di Diablo III, garantendo loro un’esperienza di gioco senza eguali e ringraziandoli che il continuo supporto dimostratoci”. Parole importanti quelle di Mike Morhaime, coofondatore di Blizzard Entertainment, che tuttavia da solo non sono riuscite ad evitare spiacevoli problemi nelle ultime ore tra cui un attacco di alcuni hacker che si sono impadroniti di molti account, spogliando i personaggi di tutti i loro averi. Sperando che la Blizzard impieghi tutte le sue forze affinché certe situazioni non accadano più, anche noi di MYGENERATION facciamo un grande in bocca al lupo agli sviluppatori della Blizzard e i più sentiti complimenti per l’ottimo lavoro svolto su Diablo III.

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Roberto de Luca

Appassionato di videogiochi da sempre, nonchè redattore per Everyeye, scrive correntemente sulle pagine di mygenerationweb.it.

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